Ne ho pianto, quasi letteralmente, la sparizione dai palinsesti ai tempi di Condor.
Ne ho poi seguito le gesta attraverso i canali tv, La7 in particolare, anche se la modulazione di frequenza è sempre rimasta nel mio immaginario il suo habitat naturale.
Da un paio di weekend, su Radiodue, è tornato Matteo Bordone con la sua nuova trasmissione, MU, in onda il sabato e la domenica dalle 17 alle 18. Delle quattro puntate trasmesse finora ne ho seguita una sola, ma le altre sono disponibili in podcast, e ne fruirò a breve, con le mie migliori raccomandazioni di seguire il mio esempio.
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martedì 1 ottobre 2013
giovedì 1 dicembre 2011
Ø
Sarebbe il post adatto per chiudere BulletProofTrip, prima della migrazione verso altri lidi. La mia pigrizia farà si che ciò non succeda, ma consideriamolo la chiosa ideale di questo spazio.
La devozione di questo blog agli Smashing Pumpkins la capisce anche uno scemo, l'avatar/header è autoesplicativo, il nick nasce da un'intersezione di pezzi tra cui uno celeberrimo della band di Chicago.
Martedì era la mia prima volta. In realtà ero al terzo concerto, il secondo in due giorni, ma mentre a Bologna nel 2008 ero al secondo anello, e lunedì a Milano ero al primo, a Padova stavo lì sotto, in mezzo, vicino.
William Patrick Corgan baffuto, panciuto, con tre ragazzi a fianco che fanno in tutto la sua età. Un palco con luminarie da luna park, poco "nineties" nello stile. Attaccano cattivi, casinisti, sporchi con pezzi nuovi. Poi rispolverano qualcosa dagli archivi e fanno capire che il prezzo del biglietto ancora lo valgono. I pezzi nuovi sono di buona fattura, anche se alcune digressioni un po' troppo forzate appesantiscono questi intermezzi. La scaletta l'avessi preparata io sarebbe completamente diversa, ma è pur vero che su trenta brani di Mellon Collie ne avrei voluti sentire ventidue, e non possiamo far durare un concerto sette ore perché "questa non la possono non fare". Canzoni nuove, pezzi di repertorio non proprio di prima linea ma anche brani destinati ad arruffianarsi il pubblico. Ed è su Siva, Cherub Rock, Tonight Tonight che la gente, un po' troppo statica in platea, si muove.
Il delirio arriva con l'encore. For Martha, riposo preventivo. Poi una di fila all'altra, senza soluzione di continuità, Zero e Bullet with butterfly wings. Roba da collassare lì. E un po' è successo.
La devozione di questo blog agli Smashing Pumpkins la capisce anche uno scemo, l'avatar/header è autoesplicativo, il nick nasce da un'intersezione di pezzi tra cui uno celeberrimo della band di Chicago.
Martedì era la mia prima volta. In realtà ero al terzo concerto, il secondo in due giorni, ma mentre a Bologna nel 2008 ero al secondo anello, e lunedì a Milano ero al primo, a Padova stavo lì sotto, in mezzo, vicino.
William Patrick Corgan baffuto, panciuto, con tre ragazzi a fianco che fanno in tutto la sua età. Un palco con luminarie da luna park, poco "nineties" nello stile. Attaccano cattivi, casinisti, sporchi con pezzi nuovi. Poi rispolverano qualcosa dagli archivi e fanno capire che il prezzo del biglietto ancora lo valgono. I pezzi nuovi sono di buona fattura, anche se alcune digressioni un po' troppo forzate appesantiscono questi intermezzi. La scaletta l'avessi preparata io sarebbe completamente diversa, ma è pur vero che su trenta brani di Mellon Collie ne avrei voluti sentire ventidue, e non possiamo far durare un concerto sette ore perché "questa non la possono non fare". Canzoni nuove, pezzi di repertorio non proprio di prima linea ma anche brani destinati ad arruffianarsi il pubblico. Ed è su Siva, Cherub Rock, Tonight Tonight che la gente, un po' troppo statica in platea, si muove.
Il delirio arriva con l'encore. For Martha, riposo preventivo. Poi una di fila all'altra, senza soluzione di continuità, Zero e Bullet with butterfly wings. Roba da collassare lì. E un po' è successo.
venerdì 21 ottobre 2011
Dinosaurs for breakfast
I Sonic Youth divorziano. Kim Gordon e Thurston Moore mettono la parola fine sul loro sodalizio matrimoniale dopo 27 anni. Si teme che la faccenda possa influire sul sodalizio musicale di cui entrambi sono membri di spicco. Per favore, non prima che li veda dal vivo, sebbene qualcuno dica che sono una palla e anche se Thurston Moore stesso verrà a breve in Italia per il suo tour in solitaria.
Gli Stone Roses tornano assieme. Quindici anni dopo lo scioglimento, si ricompone il gruppo più rockeggiante del panorama Madchester. È come trovarsi ancora nel '91, senza Red Ronnie in tv. Passeranno in Italia? Qualcuno lo chiederà loro?
Nasce una nuova coppia di fatto. Il 31 ottobre esce l'album della strana accoppiata Lou Reed-Metallica. L'anticipazione non sembra affatto sgradevole, si guarda avanti con curiosità.
E, detto tra noi, sto ancora aspettando che i Libertines riuniti e i Blur con Graham Coxon si facciano vedere da queste parti.
Gli Stone Roses tornano assieme. Quindici anni dopo lo scioglimento, si ricompone il gruppo più rockeggiante del panorama Madchester. È come trovarsi ancora nel '91, senza Red Ronnie in tv. Passeranno in Italia? Qualcuno lo chiederà loro?
Nasce una nuova coppia di fatto. Il 31 ottobre esce l'album della strana accoppiata Lou Reed-Metallica. L'anticipazione non sembra affatto sgradevole, si guarda avanti con curiosità.
E, detto tra noi, sto ancora aspettando che i Libertines riuniti e i Blur con Graham Coxon si facciano vedere da queste parti.
lunedì 1 agosto 2011
No cars go
È solo un po' di me che se ne va.
Necessitava ormai di più interventi delle ginocchia di Van Basten, non potevo fare altrimenti. Ma mi mancherà.
Non ci sarà più la radio col lettore cd non funzionante dal 2006.
Non dovrò più prestare attenzione nel premere le preselezioni FM da 2 a 6, ché il contatto era labile e rischiava di spegnersi ogni volta.
Non ci saranno più i fari opachi che quando pioveva sembrava fossero spenti, da quanto non ci si vedesse una mazza.
Non ci sarà più il cassetto del cruscotto pieno di pacchetti di sigarette vuoti, impresa non facile considerando che si tratta di pacchetti morbidi, e il posacenere che faticava a chiudersi.
Non ci sarà, ma non c'è mai stato in realtà, l'accendisigari, non ha mai funzionato, e la presa 12V praticamente finta che costringeva a razionare la batteria del navigatore.
Non ci sarà più il ghiaccio sui vetri da novembre a marzo, di uno spessore spropositato rispetto a tutte le altre auto circostanti.
Non ci sarà più il consumo di olio eccessivo, pari quasi a quello della benzina.
Non dovrò più scendere per far accomodare la gente sul sedile posteriore, poiché dal lato passeggero non si alzava più lo schienale.
Non ci sarà più il grigio metalizzato cangiante, che assumeva una tonalità diversa in base al punto di vista dell'osservatore, per effetto della stratificazione di polvere.
Non dovrò più scaldare la chiave con l'accendino perché il ghiaccio ha inchiodato la serratura (a parziale discolpa, quella volta faceva -17°C).
E niente più madonne afferrando il pomello del cambio in alluminio, congelato in inverno che ti ci si attaccavano i palmi e ustionante in estate.
Non avrò più paura di ogni minima asperità del terreno che faceva sobbalzare i passeggeri nemmeno stessimo facendo la Dakar.
Il tappetino non scivolerà più fino ad infilarsi sotto l'acceleratore, uno scherzetto che ti fa provare quei dieci secondi di adrenalina.
Non dovrò più smontare mezzo vano motore per cambiare la lampadina dell'anabbagliante, quello destro che si bruciava a cadenza lunare.
Non si sentirà più il botto della cappelliera posteriore che alla prima buchetta si sganciava e si tuffava nel baule.
Non servirà più il tocco fatato per aggiustare lo specchietto retrovisore centrale evitando di trovarselo in mano alle 4 di mattina mentre guidi beato.
Lei non c'è più. Tra qualche giorno sarà un anonimo cubo di ferraglia. Ma la sua memoria non svanirà tanto facilmente. Google Street View ne serberà l'effigie, parcheggiata davanti all'ufficio. L'ho scoperta giusto il giorno prima di lasciarci per sempre.
Necessitava ormai di più interventi delle ginocchia di Van Basten, non potevo fare altrimenti. Ma mi mancherà.
Non ci sarà più la radio col lettore cd non funzionante dal 2006.
Non dovrò più prestare attenzione nel premere le preselezioni FM da 2 a 6, ché il contatto era labile e rischiava di spegnersi ogni volta.
Non ci saranno più i fari opachi che quando pioveva sembrava fossero spenti, da quanto non ci si vedesse una mazza.
Non ci sarà più il cassetto del cruscotto pieno di pacchetti di sigarette vuoti, impresa non facile considerando che si tratta di pacchetti morbidi, e il posacenere che faticava a chiudersi.
Non ci sarà, ma non c'è mai stato in realtà, l'accendisigari, non ha mai funzionato, e la presa 12V praticamente finta che costringeva a razionare la batteria del navigatore.
Non ci sarà più il ghiaccio sui vetri da novembre a marzo, di uno spessore spropositato rispetto a tutte le altre auto circostanti.
Non ci sarà più il consumo di olio eccessivo, pari quasi a quello della benzina.
Non dovrò più scendere per far accomodare la gente sul sedile posteriore, poiché dal lato passeggero non si alzava più lo schienale.
Non ci sarà più il grigio metalizzato cangiante, che assumeva una tonalità diversa in base al punto di vista dell'osservatore, per effetto della stratificazione di polvere.
Non dovrò più scaldare la chiave con l'accendino perché il ghiaccio ha inchiodato la serratura (a parziale discolpa, quella volta faceva -17°C).
E niente più madonne afferrando il pomello del cambio in alluminio, congelato in inverno che ti ci si attaccavano i palmi e ustionante in estate.
Non avrò più paura di ogni minima asperità del terreno che faceva sobbalzare i passeggeri nemmeno stessimo facendo la Dakar.
Il tappetino non scivolerà più fino ad infilarsi sotto l'acceleratore, uno scherzetto che ti fa provare quei dieci secondi di adrenalina.
Non dovrò più smontare mezzo vano motore per cambiare la lampadina dell'anabbagliante, quello destro che si bruciava a cadenza lunare.
Non si sentirà più il botto della cappelliera posteriore che alla prima buchetta si sganciava e si tuffava nel baule.
Non servirà più il tocco fatato per aggiustare lo specchietto retrovisore centrale evitando di trovarselo in mano alle 4 di mattina mentre guidi beato.
Lei non c'è più. Tra qualche giorno sarà un anonimo cubo di ferraglia. Ma la sua memoria non svanirà tanto facilmente. Google Street View ne serberà l'effigie, parcheggiata davanti all'ufficio. L'ho scoperta giusto il giorno prima di lasciarci per sempre.
giovedì 3 febbraio 2011
Black ribbon
Poteva sciogliersi il ghiacciaio dell'Adamello. O un pezzo di Groenlandia.
No, si sono sciolti gli White Stripes. E non me ne frega nulla del perché, sono le solite fregnacce da fine di una storia. Per il bene dell'altro, perché il progetto comune non aveva più futuro, per i figli/fans che ci ricorderanno sempre felici. Cazzate. Vi siete sciolti perché non ci volete bene. Noi che vi abbiamo difeso sempre a spada, che abbiamo imprecato con tutti quelli che chiamavano "popopopopopopo" quella vostra canzone, che abbiamo insultato (con sommo piacere) il tizio delle suonerie per lo stesso motivo, che abbiamo rischiato l'epilessia guardando e riguardando i vostri video in tinte rosse e nere e bianche.
Diteci che era un Bazinga. Bioparco.
No, si sono sciolti gli White Stripes. E non me ne frega nulla del perché, sono le solite fregnacce da fine di una storia. Per il bene dell'altro, perché il progetto comune non aveva più futuro, per i figli/fans che ci ricorderanno sempre felici. Cazzate. Vi siete sciolti perché non ci volete bene. Noi che vi abbiamo difeso sempre a spada, che abbiamo imprecato con tutti quelli che chiamavano "popopopopopopo" quella vostra canzone, che abbiamo insultato (con sommo piacere) il tizio delle suonerie per lo stesso motivo, che abbiamo rischiato l'epilessia guardando e riguardando i vostri video in tinte rosse e nere e bianche.
Diteci che era un Bazinga. Bioparco.
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