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domenica 24 novembre 2013

Lost and found

Premessa: partenza domenica mattina, passaggio in auto ore 8 fuori casa, mi trovo nel tardo pomeriggio di sabato con valigia ancora da preparare. Esco alle 19 per un aperitivo, "poi torno, preparo il bagaglio, mi sistemo la barba e più tardi esco". Sono rientrato nove ore dopo, in condizioni non pessime ma nemmeno fresco come una rosa, e ho riempito il valigione ridendo come un idiota pensando a quanto fossi idiota a trovarmi in quella situazione.
Nonostante la schematicità dei preparativi che in genere mi mette al riparo dalle sorprese, una volta partito ho constatato i seguenti inconvenienti:
- fazzoletti di carta dimenticati, ma trattandosi di una semplice precauzione e non avendo contratto alcun disturbo influenzale o respiratorio, peraltro non troppo improbabile causa predilezione degli americani per l'aria condizionata sparata a chiodo, non ne è conseguito alcun disagio
- errato conteggio delle notti che avrei passato fuori, necessario per risolvere l'equazione:
n°di paia di boxer/calzini = n°di notti fuori + 1
ma trattandosi anche in questo caso di un coefficiente di sicurezza, e non essendoci stati imprevisti, nessuna conseguenza degna di nota
- adattatore per presa americana clamorosamente lasciato a casa, roba che nei giorni precedenti la partenza mai ci ho pensato, una sorta di rimozione staliniana dell'oggetto dalla mia mente

Mi ero stupito della facilità con cui giovedì avevo ritrovato in pochi minuti tutto lo stretto necessario per andare negli USA: passaporto, modulo ESTA, 21 dollari in contanti (per le mance, tutto il resto lo paghi comodamente con carta di credito) (quando non te la bloccano, ma questa è un'altra storia, o se preferite è il Giorno della Marmotta) e addirittura la tessera Marriott Rewards che avevo usato una sola volta nel 2010. Temevo di scordare qualcosa di fondamentale. E difatti.
Vabbè, poco male, per una volta che ti scordi l'adattatore. Già, per una volta. Peccato che sia l'ottava volta che vado negli USA e nel 50% dei casi mi sia scordato a casa il maledetto apparecchio.
E dunque ieri ho risistemato l'arsenale, che con il nuovo arrivo (aeroporto di Francoforte, 16 euro di ladrata) assume questo aspetto:


Quelli bianchi sono le new entries (USA e UK), quello piccolino nero quasi invisibile poco più in basso è il primo che acquistai, il set azzurro l'ho comprato da Mediaworld e mi permette di andare ovunque, anche in paesi non riconosciuti dalle Nazioni Unite, il parallelepipedo nero ingombrante come un carrello appendice è un altro multifunzione trovato da Walmart, in più avendo acquistato anni fa un netbook oltreoceano ho pure il cavetto di alimentazione con presa americana.

Le sorprese non è che sono finite qui. Perché questi adattatori stanno in una scatola delle cianfrusaglie che ha saputo regalarmi altre emozioni. Cosa ci facesse lì dentro una scheda MicroSD da 4 GB nuova e ancora imballata non me lo so spiegare, ma ancora meno mi spiego come abbia fatto a ritrovare quanto segue:


È un supporto da agganciare sotto il sellino della bicicletta al quale fissare la catena flessibile con lucchetto, e la relativa chiave. I miei lettori più affezionati hanno già capito di cosa sto parlando, per gli altri questo è un breve riassunto documentato: era la fine di agosto del 2012, dovevo rientrare al lavoro dopo la chiusura estiva e avevo la bicicletta legata in garage, senza che riuscissi più a trovarne la chiave; dopo un paio di settimane, decisi di adottare il metodo drastico per riprendere possesso del mio velocipede; mesi dopo, luglio 2013, sono a Valencia in vacanza e nella tasca di un paio di bermuda ritrovo la chiave che avevo smarrito; ora, a 17 mesi di distanza, ritrovo anche l'altra copia.
La cosa grottesca è che sto disperatamente cercando la seconda chiave del nuovo lucchetto, poiché la prima si è rotta nella serratura, fortunatamente col lucchetto legato al portapacchi e non alla ruota; e, manco a dirlo, non sono più in grado di trovarla.

martedì 6 agosto 2013

Legge della conservazione della massa

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma (o si nasconde)

Uno dei miei passatempi preferiti è raccontare storielle che mi ricoprono di ridicolo, per farmi apparire più simpatico e meno musone di quello che gli altri possano pensare (a ragione).
Episodio molto gettonato è quello vecchio di un anno del lucchetto della bici (del quale scrissi approfonditamente qui e qui). Riassumendo in breve, al rientro dalle brevi ferie estive mi accorsi di non trovare più la chiave per slegare la bicicletta che giaceva beatamente nel mio garage. Ogni tentativo fu inutile, al punto da ricorrere alla soluzione drastica ovvero tranciare il cavo.

Mi trovo a Valencia, giusto un mese fa. Siamo fuori a cena, di fronte ad alcuni secchielli di birra e piatti di tapas improbabili, quando ad un certo punto avverto un certo fastidio nella tasca posteriore dei bermuda. Tasto da fuori e riconosco una forma circolare. Il Gastone che c'è in me subito pensa "Saranno i soliti due euro che dissemini nei pantaloni e ritrovi dopo settimane/mesi" sebbene di solito accada con le banconote da cinque. Infilo la mano per scrupolo, già sapendo cosa avrei trovato.
E invece. A grande sorpresa. Esce questa.


Già. Proprio quella. Maledetta. Ben nascosta, resistente alla lavatrice, consapevole che quei bermuda non vanno stirati. Pensava di averla fatta franca. Si è guadagnata un posto nel mio personale reliquiario.

venerdì 2 novembre 2012

Tripadvisor

Come molte altre persone, in particolar modo della mia generazione, ho viaggiato con Ryanair e sono grato a Michael O'Leary e alla sua geniale intuizione di una compagnia low-cost del genere per avermi permesso di visitare luoghi che mai altrimenti avrei potuto raggiungere pagando un vero biglietto.
Come molti turisti squattrinati, mi sono dunque trovato spesso in coda al gate per imbarcarmi e occupare il mio posto non numerato, chiedendomi chi fossero quei dementi che stavano nell'altra fila, avendo pagato un imbarco "Priority" costato probabilmente quanto il mio biglietto, per salire sul Boeing 737 giusto un istante prima.

Col passare degli anni, ho potuto condurre alcuni studi antropologici sugli occupanti della fila che sale per prima, posso dunque enumerare un breve campionario di questi soggetti:

- innanzitutto ci sono io, che quando viaggio per lavoro su tratte non coperte (o coperte male) da compagnie tradizionali posso permettermi di investire una piccola parte del risparmio e farci rientrare l'addizionale di 6 euro (più eventualmente altri 6 per il ritorno), talvolta buttati nel cesso causa arrivo all'ultimo secondo o distrazione fatale o perdita di tempo ai controlli di sicurezza causa presenza di utensile metallico appuntito lungo 40 cm nel mio bagaglio a mano (tratto da una storia vera)
- ci sono almeno due persone, delle sette-otto in fila, che non hanno capito il meccanismo e si accodano erroneamente, chiedendosi pure il perché di tutti quegli altri Lemmings che tengono la destra quando c'è un corridoio libero a sinistra, salvo venire poi respinti dalle gentili signorine che li spediscono proprio dietro tutti quei Lemmings che apparivano loro poco scaltri fino a pochi istanti prima
- la famiglia medio-borghese poco avvezza agli aeroplani che ha comprato i biglietti in agenzia, elargendo una commissione equivalente al prezzo del volo, acquistando tutti gli extra possibili incluso il trolley griffato; particolarmente insopportabile il figlio poco più che decenne, che indossa un paio di Hogan (figliolo, non ti accorgi di quanto facciano pena quelle scarpe?) e puntualmente blocca il flusso -fortunatamente ridotto, essendo noi stronzi con priorità giusto quattro gatti per definizione- nascondendo la carta d'imbarco e/o il documento nei posti più angusti e impiegando ogni volta un minuto abbondante per mostrarlo all'assistente di terra/bordo; da segnalare anche la pettinatura a caschetto tipo bambino del Kinder Cioccolato, altrettanto orribile
- businessmen che non si schiodano un attimo dal telefono, non per concludere chissà quali trattative o contratti, bensì per lamentarsi con l'interlocutore di quanto rigido sia il limite per il bagaglio a mano, di quanto mediocre sia il servizio privo di bevande o giornali, di quanto ridicola sia questa abitudine da parte di una compagnia irlandese di dare comunicazioni in inglese e poi casomai in italiano e di conseguenza di quanto inascoltabile sia l'italiano di questi steward/hostess che parlano otto lingue ma si sente che non hanno padronanza, di quanto stretti siano i posti e di quanto folle sia questa compagnia che tra non molto vedrai che farà pagare l'accesso alla toilette e renderà disponibili posti in piedi ancora più low-cost per gli ultra-poveracci (tutte bufale apparse sui boxini dei quotidiani online e mai verificatesi nel concreto, in quanto appunto bufale)
- l'arrogante affrettato, che arriva all'ultimo secondo quando tutti hanno già passato il varco e corre in mezzo alla folla usando il proprio trolley a mo' di ariete e sventolando la carta d'imbarco con l'altra mano, gridando "praioriti, praioriti"; nel mentre tu, passeggero prioritario arrivato un po' meno tardi di lui, hai sfruttando la corsia di accesso per guadagnare qualche posizione ma ti sei accodato a coloro i quali avevano già guadagnato il posto in fila poiché meno prioritari ma un po' più furbi di te; perché poi, a dirla tutta, avere la priorità e arrivare a imbarco quasi chiuso è da scemi, e non è il caso di urlarlo ai quattro venti
- lo straniero consapevole, anglofono o comunque nordico, che ha pagato per un servizio a lui noto, che si fa i cazzi suoi e non rompe le palle a chi gli sta intorno

giovedì 4 ottobre 2012

E non c'è modo di fuggire mai (Svegliami)

Una delle (tante) assurde sfaccettature della mia incapacità di alzarmi presto, al suono della sveglia (ma anche tardi, al suono della sveglia, diciamo che se la sveglia suona io non riesco comunque ad alzarmi) è che quelle poche volte che sono mattiniero ed esco di casa ad un orario antecedente le 8, mi accorgo che quel particolare momento della giornata mi garba tantissimo. La luce, l'odore dell'aria, le auto dei pendolari che -poracci- si sono svegliati mezzora almeno prima di me per essere in quello stesso istante lì dove sono io, il 12 fermo al semaforo pieno di studenti, il corridoio del piano terra della palazzina uffici ancora poco trafficato, Outlook che si apre e non mi notifica alcuna nuova e-mail.
E penso che dovrei riuscire più spesso, ad alzarmi con la sveglia, e magari fare anche colazione, ché mi piace pure fare colazione ma non la faccio mai, e magari mentre mangio i biscotti con il the mi si asciugano un po' meglio i capelli e non mi si arricciano al di sopra della nuca.

venerdì 28 settembre 2012

These boots are made for walking

E comunque in tutto questo ho finalmente accumulato miglia a sufficienza per un biglietto a/r Europa-Stati Uniti per due persone. Per chi ancora non è convinto che io sia un buon partito.

martedì 25 settembre 2012

Estacazzi

Da un paio di settimane volevo postare il questionario da compilare per il rilascio del modulo ESTA (da quando mi hanno consegnato il rinnovo del modulo stesso, praticamente). Si tratta del questionario una volta riportato sul foglietto verde da presentare all'Immigration Board negli aeroporti degli Stati Uniti al momento dello sbarco, per la richiesta del visto. Ora il visto non è più necessario e si deve ottenere una pre-autorizzazione (Electronic System for Travel Authorization, ESTA appunto) necessaria al rilascio del biglietto aereo. A me queste domande fanno ridere moltissimo, dalla prima volta che compilai nel 2008 il cartoncino verde, e ci tenevo a renderne partecipe anche chi non avesse mai avuto occasione di essere sottoposto a tale interrogazione scritta.
(in grassetto ho evidenziato i passaggi migliori)


Una delle seguenti circostanze riguarda il richiedente? (Rispondere Sì o No)

A) Ha mai sofferto di malattie infettive? Di disturbi fisici o psichici? Ha mai fatto abuso di droghe o è mai stato tossicodipendente?
B) È mai stato arrestato o condannato per aver commesso un'infrazione o un reato contro la morale, o per una violazione relativa a sostanze stupefacenti? È mai stato arrestato o condannato per due o più reati diversi, per i quali la durata complessiva della detenzione sia stata pari a cinque o più anni? Oppure è mai stato coinvolto nel traffico di stupefacenti? Oppure sta cercando di entrare negli Stati Uniti per partecipare ad attività immorali o criminali?
C) È stato in passato, o è ora, coinvolto in attività di spionaggio o sabotaggio, o in azioni terroristiche? O in genocidio? Oppure, tra il 1933 e il 1945 è stato coinvolto, in alcun modo, nelle persecuzioni intraprese dalla Germania nazista o dai suoi alleati?
D) Sta cercando lavoro negli Stati Uniti? Oppure è mai stato escluso o deportato dagli Stati Uniti? Oppure è stato in passato rimosso dagli Stati Uniti o ha ottenuto, o cercato di ottenere, un visto o un permesso di ingresso negli Stati Uniti tramite frode o dichiarazione falsa?
E) Ha mai trattenuto o detenuto un minore, sottraendolo alla custodia di un cittadino statunitense al quale il bambino era stato affidato legalmente?
F) Le è mai stato rifiutato il visto o l'ingresso negli Stati Uniti? Oppure Le è mai stato annullato il visto per gli Stati Uniti?
G) Ha mai richiesto immunità a causa di persecuzione?

Holy Roman Empire

Mi piacciono moltissimo le risposte a domande che nessuno mi ha posto. Questa sera è il turno di "Dove sei stato nell'ultima settimana?". Senza dilungarmi troppo, credo.
Sono partito lunedì per gli Stati Uniti (come si può evincere da alcuni recenti post). Un giorno di viaggio, due giorni di riunioni, un giorno e mezzo di viaggio di ritorno. Gin tonic sull'aereo, gin tonic in albergo al simpatico aperitivo "complimentary", pop corn sul tavolo nella meeting room. Questo il lato divertente.
E poi niente, sono tornato venerdì jetlaggato e ho trovato l'appartamento aperto e in disordine. Refurtiva misera, un paio di Ray-Ban, un netbook che stava per rendere l'anima al diavolo, una ventina di euro di moneta, raccolti in gran parte con il resto delle sigarette. Più la rottura di cazzo del sopralluogo, e della denuncia, e dell'assicurazione, e del falegname e del muratore che vengono a sistemare lo scasso. Così ho trascorso il venerdì pomeriggio che doveva essere destinato al riposo.
Perché poi sabato mattina sarei partito per Roma. Manco a dirlo, ero talmente sfatto che non mi sono svegliato e ho perso il treno. Ho recuperato con una successiva combinazione (buttando nel cesso i soldi spesi per il biglietto iniziale), e mi sono poi visto i Radiohead. Non so se riuscirò mai a parlare del concerto in modo esteso, in ogni caso quella di andare a vederli a Roma è stata un'ottima scelta.
Sono rientrato domenica pomeriggio, ma già ieri sera soffrivo di solitudine e sono dovuto uscire per un paio di birre.
E niente, oggi è il primo giorno da mercoledì scorso che consumo entrambi i pasti principali della giornata.

domenica 23 settembre 2012

Time for heroes

Negli ultimi giorni me ne sono capitate di tutti i colori. Nel bene e nel male. Ho un debito di sonno di svariate decine di ore, ho bisogno di alcuni giorni di normalità perché non ho più il fisico per una vita del genere, poi quando mi riprendo magari si fanno due parole, eh.
E comunque io in una scaletta così non ci avrei sperato, ieri.

martedì 11 settembre 2012

L'allegro chirurgo

Stasera mi sono messo a svolgere un'attività di precisione.
Ho preso in prestito queste dal reparto Manutenzione (con tanto di permesso firmato, ché io faccio le cose regolari).


Dopo averle tolte con immensa fatica dal baule dell'auto, le ho impugnate e con un atto di estrema virilità ho giustiziato la catena che teneva in ostaggio la mia bicicletta.


Sono poi passato al negozio di biciclette e accessori vicino casa per acquistare un nuovo sistema di sicurezza (pressoché identico). Alle due copie di chiavi ho applicato un portachiavi simile a quelli che usano negli alberghi, del peso di circa dodici chili e di dimensioni visibili a distanza di cinquecento metri.

Scommettiamo che entro la fine della settimana salta fuori la chiave smarrita?

lunedì 27 agosto 2012

Corso Palestr(o)a

Mercoledì iniziano le Paralimpiadi, ed io sono ancora nel pieno della preparazione.
Ho ufficialmente perso la chiave del lucchetto della bicicletta. L'unica copia che avevo è stata probabilmente sistemata in modo troppo efficiente in qualche cassetto o anfratto nascosto di casa mia, e non sono più in grado di trovarla. Toccherà aspettare il rientro dei miei dal mare per armarmi di tronchese e slegarla, nel frattempo giace parcheggiata nel mio garage.
Di positivo c'è che stasera sono tornato a correre. È la prima volta che succede dopo una giornata di lavoro, e nonostante più di una settimana di stop la performance è stata in linea con i rilievi cronometrici precedenti. Maciniamo kilometri, maciniamo obiettivi.

domenica 26 agosto 2012

Chiedo Fonzie e mi danno avanzi

Di tutte le finestrelle sul passato che si sono aperte nei pochi giorni a Roma appena trascorsi, me ne si è aperta oggi una postuma su un aneddoto piuttosto divertente.
Venerdì sono stato per la seconda volta ai Musei Vaticani, a quattordici anni e pochi mesi di distanza dalla prima. Ebbi l'occasione di visitarli (e ammirare opere del calibro del Diluvio Universale e della Stanza della Segatura) grazie alla gita di terza media. E proprio ieri si è sposata la mia ex-compagna di classe della quale mi ero follemente innamorato -o almeno così si pensava all'epoca- proprio nel corso di quel viaggio.
Ricordo che quella sera si giocava la finale di ritorno di Coppa Italia tra Lazio e Milan, che chiaramente non potevamo vedere in quanto le stanze erano prive di tv. Essendo troppo giovani, e pure troppo lontani dalla città, le nostre serate (due, se non sbaglio) si svolgevano all'interno dell'albergo. Fu così che ospitammo in camera la suddetta compagna, che mi pare avesse litigato col resto della classe, per una festicciola a base di patatine, Tuc e Coca-Cola. E fu lì che io ed uno dei migliori amici dell'epoca ci convincemmo che lei stava puntando uno di noi due, ma non eravamo concordi su chi fosse il predestinato. Probabilmente una persona normale ci avrebbe convinto che la risposta era "nessuno dei due", ma i nostri due compagni di stanza erano troppo divertiti dal teatrino per aprirci gli occhi. Anche perché ad un certo punto ci sfidammo virilmente. Con un partita di scacchi. Che vinsi io, ma non servi ad un cazzo.
Restammo entrambi a bocca asciutta, poi tornammo a casa e lei si riappacificò con il resto della classe, per poi mettersi assieme ad un altro tizio fino agli esami. Iniziarono le scuole superiori, ci dividemmo un po' tutti e fu un'altra storia.
Ora io sono tornato al Vaticano, con quell'altro siamo ancora amici stretti e da allora non abbiamo più puntato le stesse ragazze, il tizio con cui si era messa è diventato un fascistone, e lei si è sposata invitando mio padre al matrimonio. E se riguardo le foto di quella gita, capisco perfettamente il perché del mio mancato successo, nonostante la vittoria a scacchi.

domenica 5 agosto 2012

Non correre, pensa a me

Mi sto gradualmente approcciando al mondo della corsa. Già alcuni step sono stati brillantemente smarcati:
- ho scaricato Nike Running+, l'applicazione per Androide che consente di monitorare la propria attività con tutte quelle statistiche che mi piacciono tanto
- ho acquistato per soli 33 euro un paio di scarpe Adidas da running in saldo
- ho acquistato tre paia di calze di spugna, dato che quelle di cotone non si abbinano granché con le suddette calzature
- mi sono informato sul luogo più idoneo nel circondario per andare a praticare il running amatoriale

Nel periodo di ferie appena iniziato, mi propongo di completare i seguenti task, necessari per l'inizio vero e proprio dell'attività:
- effettuare una perlustrazione in borghese al parco di Campo Marte
- individuare il lasso di tempo ideale per fare un po' di moto
- trovare la voglia per andare a correre
- autoconvincermi di avere comunque una forma sufficiente per dedicarmi al running, almeno quei miseri 3-4 km per levare la ruggine
- creare una playlist sull'iPod shuffle atta ad accompagnarmi nel gesto atletico

giovedì 19 luglio 2012

Sleepin' in our soul

Perché piace un po' a tutti fare i fighi e ascoltare quello che gli altri non ascoltano, guardando al presente e al passato recente ma anche più indietro nel tempo, scavando però nell'underground più under del periodo 85-95.
Poi però infili nell'autoradio Familiar to Millions degli Oasis e finisci per cantarle tutte dalla prima all'ultima, che nemmeno Battisti con la chitarra in spiaggia.
Quello era un gruppo cazzuto, quando era un gruppo. E lo dice uno che sta manifestamente dalla parte dei Blur.

lunedì 9 luglio 2012

Presto che perdo il tram

Le fantozziane soddisfazioni di una vita da tuta blu: svegliarsi alle 8:01 e riuscire a strisciare il badge a 8:29 e 26 secondi, con le otto e mezza come deadline per non perdere un quarto d'ora.
Di tanto in tanto anche Cipputi riesce a spingersi al limite.

mercoledì 27 giugno 2012

Analogie che sono la fine del mondo

Stasera ho visto dei Testimoni di Geova maschi fare capolino da quel cancello. Ho realizzato che sono praticamente identici a dei bancari (sempre maschi, ovviamente) quando escono in pausa pranzo, ma senza gli occhiali da sole.

martedì 19 giugno 2012

(and I feel fine)

Questa mattina sono passato a piedi davanti alla Sala del Regno dei Testimoni di Geova, erano circa le 8.10. Ho avuto la tentazione di suonare il campanello, aspettare che un TdG in pigiama venisse ad aprirmi e chiedergli "Senti un po', mi spieghi questa storia della fine del mondo?".
Prima o poi gliela faccio davvero questa parte.

lunedì 4 giugno 2012

Sirchia lo sai

Stamattina ho incrociato un bell'acquazzone, uno di quelli che viene giù come Dio la manda, che ha rischiato di farmi saltare la sigaretta mattutina in auto, causa impossibilità di abbassare il finestrino anche solo di un dito.
Non mi sono scoraggiato e ho deciso di accenderla ugualmente, riscoprendo il gesto di fumare con la mano destra (i lettori più affezionati ricorderanno di certo le difficoltà che incontrai quando decisi di iniziare a fumare in auto con la mancina, e anche stamattina mi sentivo piuttosto impacciato) e scenerare nel posacenere.
Quando poi sono sceso da quella camera iperbarica al gusto nicotina, ho provato la stessa sensazione di quando a sedici anni uscivo la domenica pomeriggio dal Florida.

mercoledì 30 maggio 2012

The Murphy Show

In riferimento a quanto confessato qui, l'ombrello è ancora sistemato ai piedi del sedile posteriore della mia auto. Divertente constatare che, da quando c'è il parapioggia in mezzo ai coglioni dei passeggeri, capita spessissimo di trovarmi in macchina in tre o quattro persone, cosa che in genere avviene una volta ogni morte di papa. Dal momento in cui mi ricorderò di toglierlo, scommetto che avrò molti meno amici.

mercoledì 16 maggio 2012

Pulizia etica

Ho portato qualche giorno fa l'auto in concessionaria per il tagliando dei 15000 km. Ho colto l'occasione per farla lavare fuori e pulire dentro, e chi mi conosce bene capisce l'eccezionalità dell'evento.
Meno di 48 ore dopo ha iniziato a piovere, quindi la patina lucente è già andata a donne perdute, e questa mattina noto qualche macchiolina appiccicosa, frutto delle porcherie smollate dalle piante sotto cui parcheggio l'auto vicino a casa.
Questa sera, rientrando, ho avuto l'accortezza di cercare un buco che non fosse coperto da alberi, perché altrimenti "mi incessano la macchina". Non mi riconosco più.

giovedì 26 aprile 2012

Time machine

Poi mi si dice che divento ossessivo.
Se oggi fossi stato un attimo più agile e avessi scattato un paio di foto col cellulare, da sistemare in quattro e quattr'otto con Instagram dandogli un aspetto datato, potrei condividere quel che ho visto con i miei occhi, vale a dire una Lancia Fulvia azzurra parcheggiata davanti all'ufficio e una Citroen DS "Squalo" color oro che mi è spuntata davanti sulla via del ritorno. Dopo aver fatto notte fonda a guardare la serie "Romanzo Criminale", uno si fa condizionare da certi segnali.