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martedì 25 febbraio 2014

(No) Silence, Please

Era il gruppo rivelazione del mio 2013, è stato il mio primo concerto serio -leggi: a pagamento- del 2014. Questa sera ho visto le Savages a Milano, e qui c'è la prova schiacciante come l'orecchio di Soffiantini.


Prima nota positiva: non ero mai stato al Tunnel, in quanto a dimensioni e forma l'ho trovato subito interessante, col senno di poi non saprei dire riguardo l'acustica, i volumi erano discretamente bassi (non so se per scelta o per limiti dell'impianto o perché qualcuno ha sbagliato a girare un trigger), però l'ambiente è figo, se non consideriamo l'enorme palla rotante anni 70 che campeggia in mezzo alla pista, d'altronde l'impiego primario del locale è come discoteca.

Non ho visto il gruppo spalla in quanto impegnato a litigare con la porta Viacard della barriera di Agrate, dunque non posso parlarne male come si conviene. Non resta che venire al sodo.
Concerto breve, come ci si può aspettare da un gruppo che ha pubblicato un solo album. Scaletta obbligata, un paio di pezzi inediti e una cover dei Suicide a fare da contorno al disco quasi intero, meno un paio di canzoni troppo lente che avrebbero scaricato l'atmosfera. Esecuzione buona, decisamente simile alle registrazioni originali, che risulta forse poco coinvolgente. Un gruppo con queste sonorità potrebbe sporcarle tantissimo e far uscire tutti quanti con le orecchie sanguinanti, e io sarei tendenzialmente a favore di questo, ma si capisce una certa mancanza di carisma a livello strumentale. Solo la batterista sembra a tratti picchiare con cattiveria, per il resto sembrano poco più di una onesta cover band di stampo post-punk.
Lei però è una spanna sopra le altre, o forse due. La cantante, la front girl Jehnny Beth, è il valore aggiunto, sa stare sul palco, chiacchiera per tenere i tempi lunghi, ha le movenze appropriate, non si perde troppo in virtuosismi ma ci mette qualcosa in più. Da una band interamente femminile, ci si potrebbe aspettare un aspetto fascinoso; lei ne ha da vendere, e compensa l'anonimato delle compagne. Potrebbe essere una nuova Siouxsie Sioux, il taglio corto la fa assomigliare ad una versione maschile di Brian Molko, il tasso di androginia è lo stesso, senza intaccare comunque lo charme. Sale sulla transenna cantando "Husbands", ricorda che è la seconda volta in poco tempo che passano da Milano e ora per due anni non torneranno, saranno alle prese con le registrazioni di un nuovo album. Si mostra un po' perplessa per un pubblico piuttosto statico, ma senza eccedere nella stronzaggine. Se ne vanno senza encore, ma quel che c'era da dare è stato dato.

Avrei voluto scattare una foto, giusto una per completezza, ma avevo davanti il tizio più alto dell'intero pubblico, e si è dimostrata a posteriori una scelta forzata felice. Sul bancone del guardaroba c'era un foglio, che ho letto solo all'uscita. Recitava quel che io vado dicendo più o meno da anni, ho sorriso e ho fotografato.


C'è da dire che ha funzionato. Non ho visto schermi agitarsi davanti a me, giusto qualcuno ai lati con discrezione che fotografava di tanto in tanto. Un esperimento all'avanguardia, che dovrebbe essere imitato da tutti.

martedì 6 novembre 2012

Chi resta, chi torna, chi non tornerà mai come prima

Alcuni streaming per rimpolpare il boxino, dimenticato per troppo tempo (in realtà non ho beccato nulla di gustoso, recentemente).

Anticipazione da parte degli Eels sull'album "Wonderful Glorious", in uscita nei primi mesi del prossimo anno. Il brano "Peach Blossom" è udibile qui (devo ancora decidere se mi piace oppure no).

Tornano i Soundgarden. E tutti abbiamo paura di cosa possano essere diventati. Io che ho piazzato "Superunknown" in auto, disco che avevo comprato originale qualche anno fa e che non mi ero in realtà mai filato e facevo bene invece a considerarlo perché spacca di maledetto, non so se sono pronto all'anteprima su NME di "King Animal". Loro di sicuro non sono pronti, dato che tocca fare copiaincolla del link di Soundcloud per poterlo aprire. Poi casomai se trovo il coraggio vi dico.

Quelli che non torneranno mai di cui accenno nel titolo del post, o almeno non torneranno come prima, sono gli Interpol. Nel decennale di "Turn on the bright lights", album fighissimo a cui hanno dato un seguito non all'altezza e una successione poi di non-dischi, a noi piace ricordarli così, con questa esibizione live di "Obstacle 1". She can read, she can read, she can read, she can read, she's bad.

martedì 16 ottobre 2012

Una botta e via

Un disco di intro accattivanti che fanno presagire canzoni interessanti, e di pezzi un po' troppo scialbi. Paul Banks solista, per la prima volta col suo vero nome, nell'anteprima di "Banks" in uscita la prossima settimana, su Pitchfork.

Nome figo pure loro, abbastanza conosciuti ma mai approfonditi. ...And You Will Know Us By The Trail Of Dead, anche loro in uscita settimana ventura con "Lost Songs". Di nuovo e notabile sembra esserci poco, forse con una voce diversa e meno ammiccante, che ricorda molto la wave anni '80 nelle sue accezioni più pop, si starebbe meglio, ma con la rassegnazione di chi sta diventando insofferente di fronte alle novità mettiamo pure questi nel calderone. Se non altro per il nome.

mercoledì 1 giugno 2011

Miopia consapevole

Ticketone mi offre biglietti scontatissimi per i primi due giorni dell'Heineken Jammin' Festival, e pure l'abbonamento in maxi-offerta. Devono essere proprio alla canna del gas, mi sa che Vasco a parte non hanno fatto grossi affari.
La prossima volta imparate a non mettere insieme delle line-up a cazzo di cane.

venerdì 20 maggio 2011

Cliff Anger

Se qualcuno dei signori di AMC dovesse leggere distrattamente questo post, sarebbe cosa gradita dare sollievo al seguente interrogativo, sortomi ieri sera sul divano tra un ghiacciolo, un sacchetto di canestrelli e una vaschetta di fragole: per quale motivo l'episodio 1x06 di Mad Men, intitolato "Babylon", è stato scritto dai coniugi Bell (rinomati ideatori di Beautiful) anziché dal consueto team di writers? La prima espressione che mi viene in mente ripensando alla puntata è "mignottame a ripetizione".

martedì 12 aprile 2011

Bevi irresponsabilmente

Gli organizzatori del festival estivo più grosso e male assortito d'Italia avevano fin qui dimostrato, nel corso degli anni, di essere in grado di raggruppare per genere e affinità gli artisti che si sono via via esibiti a Imola prima e a Mestre poi, con qualche piccola eccezione (non ricordiamo cosa successe nell'edizione del '98 che mi viene una gastrite).
Quest'anno però l'hanno fatta grossa, la line-up è incasinata come un pastone per i maiali. Non la voglio linkare, ve la cercate a vostro rischio e pericolo, non ne parlerei nemmeno, non fosse per una domanda che mi attanaglia da quando hanno comunicato gli headliner.
Chi farà da spalla il secondo giorno ai Negramaro? Ecco pronta la risposta: Fabri Fibra (e ci sta), Verdena (e qui avrei qualcosa da ridire, ma cifre alla mano posso farmela andar bene), Elbow e... Interpol.
Gli Interpol che aprono i Negramaro. Sto leggendo il vostro labiale. "Mavaffanculo". No, tutto vero, dopo la line-up bufala dell'altra settimana, questi nomi sono ufficiali.
Adesso ditelo ai vostri amici americani, francesi, inglesi, tedeschi, belgi, cingalesi. Avranno un altro buon motivo per prendere per il culo l'Italia, oltre a Berlusconi.