Userò questo spazio per pubblicizzare i successi ottenuti in una giornata potenzialmente terribile ma che alla prova dei fatti si è rivelata ottima.
Terribile perché: rientro in ufficio dopo due giorni e mezzo di assenza (che in aggiunta al sabato e alla domenica formano un totale di quattro giorni e mezzo a piede libero, in terra straniera ma conosciuta) avrei potuto ridurmi in polvere, o per meglio dire in cenere. In tal caso avrei voluto che tali ceneri venissero raccolte nel cenicero, termine utilizzato ed abusato nel weekend lungo.
Sono invece riuscito ad imboscarmi, grazie anche alla provvidenziale dimenticanza di impostare il messaggio fuori sede di Outlook che ha tenuto segreto ai più il mio ritorno, ed ho potuto sbrigare così il lavoro di recupero dell'ordinaria amministrazione venuta a mancare causa gozzoviglio. Unica accortezza: non inviare conferme di lettura se non a chi già era a conoscenza del mio rientro.
Causa inspiegato gonfiore al collo del piede sinistro, più altri cazzi vari, ricorreva oggi un mese giusto dalla mia ultima sessione di running. Era necessario muovere il culo e riprendere l'attività, e così è stato. Sei km, 4'40" al km, devastazione psicofisica non pervenuta. Ora ho venti giorni di tempo per preparare una sette chilometri e mezzo con un crono possibilmente decente. Il mio nemico principale è il meteo, già lo so.
Streaming fighi beccati oggi, tutti singoloni in anteprima: Babyshambles (roba da non storcere troppo il naso, direi), Regina Spektor (discreta innovazione nel suono) e una delle seicento band di Ty Segall, ovvero i FUZZ (baccano non troppo molesto e coinvolgente).
Ora possiamo concentrarci su luglio, che quest'anno conta eccezionalmente venti soli giorni (ulteriormente riducibili, a naso).
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giovedì 11 luglio 2013
mercoledì 22 maggio 2013
Topo Spin
Oggi mi sono fatto un giro nei primi anni 90. Correva l'anno 1994, ero un giovane virgulto appassionato lettore (e forse abbonato, lo sono stato per un paio di anni) di Topolino, quando usciva in edicola il numero 2000 dell'amato giornalino.
Questo pomeriggio sono passato dall'edicola di quartiere a cercare il numero 3000, fresco di uscita. L'edicolante mi ha risposto che li aveva finiti. Avevano bruciato tutte e OTTO le copie che aveva disponibili. Il contenuto disappunto per non averlo trovato, ché un po' me lo aspettavo, è stato surclassato dal sentirmi assolutamente contrariato per il fatto che in un intero quartiere si vendano solamente OTTO copie di Topolino di media. È allucinante questo degrado morale della società.
Sono poi passato dal tabaccaio-edicola del quartiere limitrofo. E ho chiesto un pacchetto di Lucky Strike e l'ultimo numero di Topolino. Un'accoppiata alquanto bizzarra, che testimonierò anche fotograficamente.
Questo pomeriggio sono passato dall'edicola di quartiere a cercare il numero 3000, fresco di uscita. L'edicolante mi ha risposto che li aveva finiti. Avevano bruciato tutte e OTTO le copie che aveva disponibili. Il contenuto disappunto per non averlo trovato, ché un po' me lo aspettavo, è stato surclassato dal sentirmi assolutamente contrariato per il fatto che in un intero quartiere si vendano solamente OTTO copie di Topolino di media. È allucinante questo degrado morale della società.
Sono poi passato dal tabaccaio-edicola del quartiere limitrofo. E ho chiesto un pacchetto di Lucky Strike e l'ultimo numero di Topolino. Un'accoppiata alquanto bizzarra, che testimonierò anche fotograficamente.
domenica 10 febbraio 2013
So I felt like an actor
Non riesco a spiegare agli altri, tantomeno a me stesso, la contraddizione tabagistica che mi vede incapace di fumare in un luogo chiuso, che sia casa mia o un locale, e altrettanto incapace di non fumare quando sono al volante.
Ripensavo a ieri. Sono uscito di casa due volte, nel tardo pomeriggio per andare all'Esselunga e la sera per andare Lio. Un totale di 11.6 km, ripercorrendo il tragitto su Google Maps. Un totale di quattro sigarette, secondo il mio pacchetto. Una media di una sigaretta ogni 2.9 km. La colpa è anche di questa canzone con cui sono andato in fissa ieri, ma non nascondiamoci dietro a un dito. Io ho un problema.
La mia lucida analisi non si è conclusa qui, purtroppo. Perché quegli 11.6 km sono frutto di percorsi allungati di proposito per concedermi il tempo di una sigaretta, mentre seguendo per ogni tratta il tragitto più breve avrei percorso un totale di 6 km. Ho raddoppiato la strada per potermi godere in pace quattro sigarette in modalità David Bowie. Questa deviazione stradale/mentale mi costa più di benzina che di tabacchi, peraltro.
Soffro di claustrotabagismo. Non iniziate a fumare in auto, crea dipendenza (molto più del fumare generico, per quanto mi riguarda).
Ripensavo a ieri. Sono uscito di casa due volte, nel tardo pomeriggio per andare all'Esselunga e la sera per andare Lio. Un totale di 11.6 km, ripercorrendo il tragitto su Google Maps. Un totale di quattro sigarette, secondo il mio pacchetto. Una media di una sigaretta ogni 2.9 km. La colpa è anche di questa canzone con cui sono andato in fissa ieri, ma non nascondiamoci dietro a un dito. Io ho un problema.
La mia lucida analisi non si è conclusa qui, purtroppo. Perché quegli 11.6 km sono frutto di percorsi allungati di proposito per concedermi il tempo di una sigaretta, mentre seguendo per ogni tratta il tragitto più breve avrei percorso un totale di 6 km. Ho raddoppiato la strada per potermi godere in pace quattro sigarette in modalità David Bowie. Questa deviazione stradale/mentale mi costa più di benzina che di tabacchi, peraltro.
Soffro di claustrotabagismo. Non iniziate a fumare in auto, crea dipendenza (molto più del fumare generico, per quanto mi riguarda).
giovedì 27 settembre 2012
Knives Out
In realtà tu non avevi ancora copiato tutto quello che c'era sul vecchio portatile sull'hard disk esterno.
E quei figli di puttana si sono portati via in un qualche modo un pezzetto della tua esistenza.
Se vedete in giro un Asus EEE PC color Bordò (immagino non ve ne siano molti in giro) siete pregati di segnalarmelo, che ci penso io a ristabilire l'ordine delle cose.
E quei figli di puttana si sono portati via in un qualche modo un pezzetto della tua esistenza.
Se vedete in giro un Asus EEE PC color Bordò (immagino non ve ne siano molti in giro) siete pregati di segnalarmelo, che ci penso io a ristabilire l'ordine delle cose.
lunedì 4 giugno 2012
Sirchia lo sai
Stamattina ho incrociato un bell'acquazzone, uno di quelli che viene giù come Dio la manda, che ha rischiato di farmi saltare la sigaretta mattutina in auto, causa impossibilità di abbassare il finestrino anche solo di un dito.
Non mi sono scoraggiato e ho deciso di accenderla ugualmente, riscoprendo il gesto di fumare con la mano destra (i lettori più affezionati ricorderanno di certo le difficoltà che incontrai quando decisi di iniziare a fumare in auto con la mancina, e anche stamattina mi sentivo piuttosto impacciato) e scenerare nel posacenere.
Quando poi sono sceso da quella camera iperbarica al gusto nicotina, ho provato la stessa sensazione di quando a sedici anni uscivo la domenica pomeriggio dal Florida.
Non mi sono scoraggiato e ho deciso di accenderla ugualmente, riscoprendo il gesto di fumare con la mano destra (i lettori più affezionati ricorderanno di certo le difficoltà che incontrai quando decisi di iniziare a fumare in auto con la mancina, e anche stamattina mi sentivo piuttosto impacciato) e scenerare nel posacenere.
Quando poi sono sceso da quella camera iperbarica al gusto nicotina, ho provato la stessa sensazione di quando a sedici anni uscivo la domenica pomeriggio dal Florida.
martedì 15 maggio 2012
C'è Grossa Grisi
Il dramma delle Lucky Strike gusto autentico.
Giusto il tempo di insegnare ai tabaccai dove tenevano in esposizione il nuovo pacchetto avana, che subito si avvertono i primi segnali. Mancano le scorte in alcuni esercizi, tocca così ripiegare sul pacchetto da dieci (due al colpo, chiaramente).
Qualcuno il pacchetto piccolo non lo tiene, i pacchetti da venti diventano ormai introvabili, si scambiano due parole con l'uomo al di là del bancone per cercare di vederci chiaro. Impari i giorni in cui arrivano i rifornimenti (martedì e venerdì, guarda caso gli stessi giorni in cui faccio tappa anche io), e niente, la delusione sempre più cocente. Le classiche Luckies prese furtivamente al self ti vanno ormai strette.
Sono rimasti due pacchetti da dieci, al mio tabaccaio di fiducia. Ma il rappresentante ha detto che stanno risolvendo il problema. Qualcuno conosce il santo protettore dei tabagisti?
Giusto il tempo di insegnare ai tabaccai dove tenevano in esposizione il nuovo pacchetto avana, che subito si avvertono i primi segnali. Mancano le scorte in alcuni esercizi, tocca così ripiegare sul pacchetto da dieci (due al colpo, chiaramente).
Qualcuno il pacchetto piccolo non lo tiene, i pacchetti da venti diventano ormai introvabili, si scambiano due parole con l'uomo al di là del bancone per cercare di vederci chiaro. Impari i giorni in cui arrivano i rifornimenti (martedì e venerdì, guarda caso gli stessi giorni in cui faccio tappa anche io), e niente, la delusione sempre più cocente. Le classiche Luckies prese furtivamente al self ti vanno ormai strette.
Sono rimasti due pacchetti da dieci, al mio tabaccaio di fiducia. Ma il rappresentante ha detto che stanno risolvendo il problema. Qualcuno conosce il santo protettore dei tabagisti?
mercoledì 11 aprile 2012
Smokeless
I telegiornali ci raccontano di un'Italia praticamente in ginocchio che non ha soldi da spendere, di un mercato che diventa stagnante, di mancate vacanze e suicidi riusciti, ladri e rapinatori improvvisati e famiglie sul lastrico, il tutto dovuto all'aumento delle tasse (come se prima delle manovre decembrine la situazione fosse rose e fiori).
Per una volta, provo a fare della mia situazione personale una regola: non ho avuto un calo delle entrate, tantomeno una diminuzione forzata delle uscite, non c'è stato un sensibile aumento delle trattenute (per ora) eccetto l'addizionale IRPEF regionale, mi girano più che altro per i 75 euro che mi costa oggi un pieno e per i 3 euro dell'aperitivo. Magari verrò smentito con un salasso a fine mese, incombe lo spettro di un qualche conguaglio che non ho ben capito (mentre tutti sembrano avere perfetta conoscenza di questo argomento, manco fossi circondato da tributaristi), ma io non riesco a toccare con mano questo furto nelle tasche mie e delle persone con cui ho a che fare.
Terminato il pippone introduttivo, veniamo al punto: c'è un elemento in controtendenza che fa vacillare questa mia convinzione. Ovunque io vada, nei locali in cui esco, per strada, tra amici, la gente continua a scroccare sigarette. C'hanno meno soldi in tasca, o l'aumento degli ultimi mesi li dissuade dall'acquisto (la soglia psicologica dei 5 euro per un pacchetto di Marlboro ha lasciato certamente il segno), o hanno perso tutti la tessera sanitaria e non riescono più a far funzionare il distributore automatico, io non lo so, sta di fatto che in una serata qualsiasi mi vengono chieste non meno di due sigarette, che in un sabato sera possono diventare otto o dieci, senza contare quanti vengono a reclamare l'accendino. Qualche fine settimana fa, si è fermato un tizio in auto, ha messo le quattro frecce ed è sceso a chiedermi una sigaretta. E non è un'iperbole, è successo seriamente.
Avere con sè un pacchetto di sigarette diventa dunque uno status da non sottovalutare, una posizione di forza che andrebbe valorizzata. Per bere aggratis, ad esempio.
Il mercoledì mattina mi riesce particolarmente bene la voce di Julian Casablancas, canticchiando in auto con First impressions of Earth e sbiascicando un po' le parole.
I wish two drinks were always in me
Per una volta, provo a fare della mia situazione personale una regola: non ho avuto un calo delle entrate, tantomeno una diminuzione forzata delle uscite, non c'è stato un sensibile aumento delle trattenute (per ora) eccetto l'addizionale IRPEF regionale, mi girano più che altro per i 75 euro che mi costa oggi un pieno e per i 3 euro dell'aperitivo. Magari verrò smentito con un salasso a fine mese, incombe lo spettro di un qualche conguaglio che non ho ben capito (mentre tutti sembrano avere perfetta conoscenza di questo argomento, manco fossi circondato da tributaristi), ma io non riesco a toccare con mano questo furto nelle tasche mie e delle persone con cui ho a che fare.
Terminato il pippone introduttivo, veniamo al punto: c'è un elemento in controtendenza che fa vacillare questa mia convinzione. Ovunque io vada, nei locali in cui esco, per strada, tra amici, la gente continua a scroccare sigarette. C'hanno meno soldi in tasca, o l'aumento degli ultimi mesi li dissuade dall'acquisto (la soglia psicologica dei 5 euro per un pacchetto di Marlboro ha lasciato certamente il segno), o hanno perso tutti la tessera sanitaria e non riescono più a far funzionare il distributore automatico, io non lo so, sta di fatto che in una serata qualsiasi mi vengono chieste non meno di due sigarette, che in un sabato sera possono diventare otto o dieci, senza contare quanti vengono a reclamare l'accendino. Qualche fine settimana fa, si è fermato un tizio in auto, ha messo le quattro frecce ed è sceso a chiedermi una sigaretta. E non è un'iperbole, è successo seriamente.
Avere con sè un pacchetto di sigarette diventa dunque uno status da non sottovalutare, una posizione di forza che andrebbe valorizzata. Per bere aggratis, ad esempio.
Il mercoledì mattina mi riesce particolarmente bene la voce di Julian Casablancas, canticchiando in auto con First impressions of Earth e sbiascicando un po' le parole.
I wish two drinks were always in me
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