Proseguendo con il filone "Ma che cazzo hai fatto in tutto questo tempo?", vorrei riprendere un po' il filo delle serie tv che ho seguito o sto seguendo di recente.
Sono state da poco archiviate la sesta stagione di The Big Bang Theory (fiacco? abbastanza) e la seconda di New Girl (iniziata demmerda e chiusa discretamente, anche se il plot boh). Poco prima, si sono chiuse la deludente sesta di Californication (spero non ne facciano più, è troppo ormai) e l'angosciante seconda di Girls (paranoia totale, però di discreta qualità), oltre alla settima e ultima stagione di 30 Rock, che ci mancherà.
Vabbè, ma allora cosa sto guardando? La sesta di Mad Men, che è attualmente in programmazione AMC, sarebbe sufficiente a riempire tutti gli slot di interesse disponibile, vogliamo poi affiancarci la terza di Portlandia che è finita da alcune settimane e sto centellinando.
Filone a parte, lo spy. Seconda stagione di Homeland bella e immensamente più ansiogena della prima. The Americans altra perla (anni Ottanta-Guerra Fredda-KGB-risvolti psicologici). Non si spegne il sogno di entrare nei servizi segreti, un giorno.
In arrivo la quarta stagione, a distanza di anni, di Arrested Development (uscita in blocco oggi su Netflix, l'avrei pure acquistata legalmente se avessi potuto). E poi niente, aspettiamo luglio-agosto (ovvero The Newsroom e Breaking Bad) e se abbiamo dei buchi nella programmazione andiamo a ripescare nel passato.
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lunedì 27 maggio 2013
giovedì 17 gennaio 2013
Be my Guest
Il casino di seguire serie tv in corso, e non ripescate dal passato, è che di episodi ne escono uno a settimana (ma va?), e quindi per avere sempre qualcosa da guardare, con un margine di sicurezza, se ne devono seguire diverse. Io che sono iperprevidente in questo momento ne sto guardando SEI, in leggera differita con la trasmissione originale negli USA.
Poi ci sono quei momenti in cui il cerchio si chiude, nella fattispecie l'ultimo episodio disponibile di 30 Rock (nono appuntamento della settima stagione) in cui appare praticamente il Dream Team. Lasciando stare l'inarrivabile Alec Baldwin che ne è coprotagonista, e non considerando nemmeno John McEnroe, al quale nemmeno ho badato in realtà, in venti minuti compaiono come guest star Will Arnett (G.O.B. Bluth in Arrested Development, il fratello più scemo in una famiglia di scemi) che effettivamente è una presenza sporadica ma costante, e subito prima Steve Buscemi (che è un sacco di roba, ma sul piccolo schermo è Nucky Thompson in Boardwalk Empire) che non saltava fuori da diverse stagioni, e ripescando nel passato pure Megan Mullaly (Karen Walker in Will&Grace).
Che davvero, ad un certo punto uno si aspetta che esca Corrado Guzzanti e facciamo filotto.
Poi ci sono quei momenti in cui il cerchio si chiude, nella fattispecie l'ultimo episodio disponibile di 30 Rock (nono appuntamento della settima stagione) in cui appare praticamente il Dream Team. Lasciando stare l'inarrivabile Alec Baldwin che ne è coprotagonista, e non considerando nemmeno John McEnroe, al quale nemmeno ho badato in realtà, in venti minuti compaiono come guest star Will Arnett (G.O.B. Bluth in Arrested Development, il fratello più scemo in una famiglia di scemi) che effettivamente è una presenza sporadica ma costante, e subito prima Steve Buscemi (che è un sacco di roba, ma sul piccolo schermo è Nucky Thompson in Boardwalk Empire) che non saltava fuori da diverse stagioni, e ripescando nel passato pure Megan Mullaly (Karen Walker in Will&Grace).
Che davvero, ad un certo punto uno si aspetta che esca Corrado Guzzanti e facciamo filotto.
giovedì 3 gennaio 2013
Siamo Persone Serie
Non parlo da un po' di serie tv. È che ho smesso di guardarle.
Grandissima puttanata.
Nel corso delle vacanze natalizie (dieci giorni, che diventano cinque se togliamo le feste comandate ovvero i giorni rossi sul calendario, che diventano praticamente zero se togliamo anche i giorni di recupero postumi) ho letteralmente sbranato la prima stagione di Homeland. Ho sempre avuto un debole per le storie di analisti e di servizi segreti (qualcuno potrebbe ricordare Rubicon, la serie più sottovalutata di AMC), e mi piacerebbe davvero diventare un funzionario di settore da grande. Chiaramente questa cosa non l'ho mai scritta, perché se qualcuno lo venisse a scoprire la mia carriera sarebbe rovinata prima ancora di iniziare. È un peccato che quelli di Showtime (tv via cavo che trasmette Homeland, appunto) siano specializzati nel concludere le stagioni in modo merdoso, ma merdoso proprio, di quei finali che -senza spoilerare- ti lasciano perplesso. E adesso sono sotto con la seconda.
Qualche settimana fa ho finito la Season 3 di Boardwalk Empire, che è figa-però-boh, ma potrei spiegarne le ragioni solo a colpi di spoiler, perciò nada. Diciamo che lo si guarda per inerzia e perché è fatto bene e perché Steve Buscemi è sempre un idolo, però boh. Appunto.
Nei ritagli di tempo libero natalizio lasciati da Homeland ho recuperato gli undici episodi della seconda stagione di New Girl, iniziata a mia insaputa a settembre (mi sento molto Scajola). Che resta un comedy leggero da guardare mentre aspetti che arrivi l'ora di uscire senza addormentarti sul divano. Niente di trascendentale, un giorno capirò che non c'entra una fava con "500 Days of Summer", nonostante Zooey Deschanel.
Rimanendo sui comedy, da gennaio è prevista un'overdose: ricominciano dopo il break natalizio New Girl (appunto), 30 Rock e The Big Bang Theory, nuova stagione di Girls -non proprio comedy, diciamo assimilabile- e pure della regina delle serie con season finale di merda garantito, Californication. Sempre grazie a Showtime, chevvelodicoaffà.
E poi la terza stagione della serie più demente di tutti i tempi, che non ho ancora capito se sia iniziata o meno (hanno fatto tre speciali ma non c'è ancora un vero primo episodio), Portlandia, che nel dubbio ci ha già regalato un'ospitata di Jack White.
Per i drammoni angoscianti occorrerà pazientare qualche mese ancora (nessuna data di inizio della Season 6 di Mad Men, un'angoscia in attesa della vera angoscia).
Grandissima puttanata.
Nel corso delle vacanze natalizie (dieci giorni, che diventano cinque se togliamo le feste comandate ovvero i giorni rossi sul calendario, che diventano praticamente zero se togliamo anche i giorni di recupero postumi) ho letteralmente sbranato la prima stagione di Homeland. Ho sempre avuto un debole per le storie di analisti e di servizi segreti (qualcuno potrebbe ricordare Rubicon, la serie più sottovalutata di AMC), e mi piacerebbe davvero diventare un funzionario di settore da grande. Chiaramente questa cosa non l'ho mai scritta, perché se qualcuno lo venisse a scoprire la mia carriera sarebbe rovinata prima ancora di iniziare. È un peccato che quelli di Showtime (tv via cavo che trasmette Homeland, appunto) siano specializzati nel concludere le stagioni in modo merdoso, ma merdoso proprio, di quei finali che -senza spoilerare- ti lasciano perplesso. E adesso sono sotto con la seconda.
Qualche settimana fa ho finito la Season 3 di Boardwalk Empire, che è figa-però-boh, ma potrei spiegarne le ragioni solo a colpi di spoiler, perciò nada. Diciamo che lo si guarda per inerzia e perché è fatto bene e perché Steve Buscemi è sempre un idolo, però boh. Appunto.
Nei ritagli di tempo libero natalizio lasciati da Homeland ho recuperato gli undici episodi della seconda stagione di New Girl, iniziata a mia insaputa a settembre (mi sento molto Scajola). Che resta un comedy leggero da guardare mentre aspetti che arrivi l'ora di uscire senza addormentarti sul divano. Niente di trascendentale, un giorno capirò che non c'entra una fava con "500 Days of Summer", nonostante Zooey Deschanel.
Rimanendo sui comedy, da gennaio è prevista un'overdose: ricominciano dopo il break natalizio New Girl (appunto), 30 Rock e The Big Bang Theory, nuova stagione di Girls -non proprio comedy, diciamo assimilabile- e pure della regina delle serie con season finale di merda garantito, Californication. Sempre grazie a Showtime, chevvelodicoaffà.
E poi la terza stagione della serie più demente di tutti i tempi, che non ho ancora capito se sia iniziata o meno (hanno fatto tre speciali ma non c'è ancora un vero primo episodio), Portlandia, che nel dubbio ci ha già regalato un'ospitata di Jack White.
Per i drammoni angoscianti occorrerà pazientare qualche mese ancora (nessuna data di inizio della Season 6 di Mad Men, un'angoscia in attesa della vera angoscia).
giovedì 27 dicembre 2012
Things I've learned today
Ampliare le proprie conoscenze e la propria cultura, nel tempo libero tra un programma di RaiStoria e l'altro (Sadat, Gheddafi e guerra civile spagnola).
Questa magnifica canzone è dei Dandy Warhols, finalmente sono risalito alla genesi. Venne da loro dedicata ai Brian Jonestown Massacre (quelli della theme song di Boardwalk Empire, ossessione da cui sono appena uscito terminando la visione dell'ultima stagione trasmessa), che a loro volta pubblicarono pochi mesi dopo "Not if you were the last Dandy on Earth" come controdedica. E chi suonò con i BJM in quel disco del '97, "Give it back!", in cui era contenuto suddetto brano (e solo in quel disco)? Peter Hayes dei Black Rebel Motorcycle Club. Stupefacente (sic), no?
Questa magnifica canzone è dei Dandy Warhols, finalmente sono risalito alla genesi. Venne da loro dedicata ai Brian Jonestown Massacre (quelli della theme song di Boardwalk Empire, ossessione da cui sono appena uscito terminando la visione dell'ultima stagione trasmessa), che a loro volta pubblicarono pochi mesi dopo "Not if you were the last Dandy on Earth" come controdedica. E chi suonò con i BJM in quel disco del '97, "Give it back!", in cui era contenuto suddetto brano (e solo in quel disco)? Peter Hayes dei Black Rebel Motorcycle Club. Stupefacente (sic), no?
martedì 20 novembre 2012
Homework
Post di doverosa continuità con il precedente.
In meno di 48 ore ho totalizzato settanta ascolti dei Metz, secondo last.fm. Qualcosa di esagerato. Se vi fidate.
Ho anche ascoltato altra roba nuova (almeno per me), non mi è rimasta troppo impressa ma penso di sapere il perché. L'ultimo EP delle Dum Dum Girls sembra carino, per quanto poco innovativo possa essere. Pubblicità ripetute nei banner di Facebook mi hanno incuriosito all'ascolto dei PseudoSurfers, poche tracce che partono bene ma perdono poi di efficacia.
Beth Orton al di là del nome promettente ha sostanza, ma non sono ancora riuscito a capire quanto sia il mio genere. Miles Kane mi era caldamente consigliato da last.fm, pure, ma lo metto nei rimandati. Seguendo il consiglio di qualcuno che bazzica qui, sto dando una chance agli Explosions in the Sky, e se ne parlo bene non è solo per ruffianeria, anche se li ho sentiti stanotte e non ero troppo presente.
Capitolo a parte per gli Swans, che non sono ancora riuscito a inquadrare ma che appartenendo alla categoria "band che mettono assieme album bizzarri" mi attizzano parecchio. Un doppio LP, il loro ultimo, formato da 7+4 tracce alcune delle quali di lunghezza imbarazzante (32 minuti la più lunga, ma anche 23 e 19). Follie del post-punk.
Ho pure finito la seconda serie di Boardwalk Empire, non so se l'ultimo episodio mi ha esaltato o mi ha lasciato perplesso in vista della terza stagione. In ogni caso, mi ha smosso parecchio.
Uno se ne sta in casa per una sola serata, e guarda te quanta roba riesce ad assorbire.
In meno di 48 ore ho totalizzato settanta ascolti dei Metz, secondo last.fm. Qualcosa di esagerato. Se vi fidate.
Ho anche ascoltato altra roba nuova (almeno per me), non mi è rimasta troppo impressa ma penso di sapere il perché. L'ultimo EP delle Dum Dum Girls sembra carino, per quanto poco innovativo possa essere. Pubblicità ripetute nei banner di Facebook mi hanno incuriosito all'ascolto dei PseudoSurfers, poche tracce che partono bene ma perdono poi di efficacia.
Beth Orton al di là del nome promettente ha sostanza, ma non sono ancora riuscito a capire quanto sia il mio genere. Miles Kane mi era caldamente consigliato da last.fm, pure, ma lo metto nei rimandati. Seguendo il consiglio di qualcuno che bazzica qui, sto dando una chance agli Explosions in the Sky, e se ne parlo bene non è solo per ruffianeria, anche se li ho sentiti stanotte e non ero troppo presente.
Capitolo a parte per gli Swans, che non sono ancora riuscito a inquadrare ma che appartenendo alla categoria "band che mettono assieme album bizzarri" mi attizzano parecchio. Un doppio LP, il loro ultimo, formato da 7+4 tracce alcune delle quali di lunghezza imbarazzante (32 minuti la più lunga, ma anche 23 e 19). Follie del post-punk.
Ho pure finito la seconda serie di Boardwalk Empire, non so se l'ultimo episodio mi ha esaltato o mi ha lasciato perplesso in vista della terza stagione. In ogni caso, mi ha smosso parecchio.
Uno se ne sta in casa per una sola serata, e guarda te quanta roba riesce ad assorbire.
lunedì 19 novembre 2012
Raise the Noise
Sarà che l'autunno è una perfetta stagione da shoegazer, siamo di fronte ad un'ondata di casino negli ultimi giorni da far impallidire le speranze dei più nostalgici, quelli che usano come sfondo del proprio blog il paginone di una rivista di quell'altro decennio che recita "Whatever happened to shoegazing?".
Scopro dell'esistenza di un documentario, Beautiful Noise, realizzato con tutti i sacri crismi (vedere il trailer e i nomi che vi compaiono) che racconta di Jesus and Mary Chain, My Bloody Valentine, Cocteau Twins e via via scorrendo gli altri. Il regista di questo documentario sta organizzando una sottoscrizione online per finanziarne la distribuzione, e sono fortemente tentato di partecipare (a seconda dell'entità del contributo, sono previsti segni di riconoscenza non indifferenti).
Tornando ai giorni nostri, ci sono questi Metz che debuttano con un album pieno zeppo di casino. I più storceranno la bocca, ma a quelli come me che un certo tipo di casino piace questo disco eponimo Metz, in streaming grazie al New Yorker, non può che far godere parecchio. Io oggi me lo sono sentito quattro volte, e ho da poco iniziato la quinta.
Scopro dell'esistenza di un documentario, Beautiful Noise, realizzato con tutti i sacri crismi (vedere il trailer e i nomi che vi compaiono) che racconta di Jesus and Mary Chain, My Bloody Valentine, Cocteau Twins e via via scorrendo gli altri. Il regista di questo documentario sta organizzando una sottoscrizione online per finanziarne la distribuzione, e sono fortemente tentato di partecipare (a seconda dell'entità del contributo, sono previsti segni di riconoscenza non indifferenti).
Tornando ai giorni nostri, ci sono questi Metz che debuttano con un album pieno zeppo di casino. I più storceranno la bocca, ma a quelli come me che un certo tipo di casino piace questo disco eponimo Metz, in streaming grazie al New Yorker, non può che far godere parecchio. Io oggi me lo sono sentito quattro volte, e ho da poco iniziato la quinta.
giovedì 11 ottobre 2012
Siate serie
Inequivocabili segnali che uno dovrebbe lavorare di meno. Non sono perseguitato da visioni oniriche lavorative, e la mattina in doccia penso ai cazzi miei e non alla giornata che sta per cominciare.
Il problema è la mancanza di tempo da dedicare alla serialità televisiva, addirittura nuove stagioni che iniziano a mia insaputa, ho appena iniziato la terza di Arrested Development, ho la seconda di Boardwalk Empire da vedere quando HBO sta già trasmettendo la terza, mi sono accorto che è partita la sesta di The Big Bang Theory che già avevano mandato in onda il secondo episodio, e domenica riparte Californication con la sesta (cazzata, devo aver letto male su FB, i miei informatori mi dicono che inizia il 13 gennaio). Per non dire che mentre scrivo questo post leggo che ha preso il via pure la settima di 30 Rock (a dire il vero sto aspettando i subs della seconda metà della sesta, con la barra di avanzamento ferma ormai da mesi).
Poi è un casino perché uno ha anche una vita sociale discretamente impegnativa, e un'attività fisica da riprendere, e poi ci si deve prima o poi improvvisare designer d'interni e rinnovare il biloculo, e il rinnovo della patente e la tassa dei rifiuti. Il mio divano quasi non mi riconosce più.
Il problema è la mancanza di tempo da dedicare alla serialità televisiva, addirittura nuove stagioni che iniziano a mia insaputa, ho appena iniziato la terza di Arrested Development, ho la seconda di Boardwalk Empire da vedere quando HBO sta già trasmettendo la terza, mi sono accorto che è partita la sesta di The Big Bang Theory che già avevano mandato in onda il secondo episodio, e domenica riparte Californication con la sesta (cazzata, devo aver letto male su FB, i miei informatori mi dicono che inizia il 13 gennaio). Per non dire che mentre scrivo questo post leggo che ha preso il via pure la settima di 30 Rock (a dire il vero sto aspettando i subs della seconda metà della sesta, con la barra di avanzamento ferma ormai da mesi).
Poi è un casino perché uno ha anche una vita sociale discretamente impegnativa, e un'attività fisica da riprendere, e poi ci si deve prima o poi improvvisare designer d'interni e rinnovare il biloculo, e il rinnovo della patente e la tassa dei rifiuti. Il mio divano quasi non mi riconosce più.
mercoledì 5 settembre 2012
At first glance
The Raveonettes di shoegaze hanno unicamente il reverbero. Non mi considero soddisfatto.
Dylan mi sta ammazzando, dopo un'ora di ascolto ho il sangue che scende dal naso e gli ultimi sette minuti penso tanto che li salterò.
Ascolto The xx, così poi edito e aggiungo pure quello.
Nessuna variazione significativa rispetto al loro primo album, nel bene e nel male. Questo è quello che mi dicono The xx.
Arrested Development è una genialata. Attori che arrivano (o che sono approdati in seguito) da altre serie mia favorite, tipo l'avvocato estroso di Breaking Bad, Saul Goodman/Better-call-Saul, che qui compare come terapista di coppia, oppure Henry Winkler (Fonzie, cristiddio!) che interpreta l'avvocato di famiglia. E Portia De Rossi e il nemico giurato di Jack Donaghy in 30 Rock. E poi c'è il mio professore di Sistemi ed Automazione delle superiori. Uno dei comedy migliori di sempre, senza ombra di dubbio.
Dylan mi sta ammazzando, dopo un'ora di ascolto ho il sangue che scende dal naso e gli ultimi sette minuti penso tanto che li salterò.
Nessuna variazione significativa rispetto al loro primo album, nel bene e nel male. Questo è quello che mi dicono The xx.
Arrested Development è una genialata. Attori che arrivano (o che sono approdati in seguito) da altre serie mia favorite, tipo l'avvocato estroso di Breaking Bad, Saul Goodman/Better-call-Saul, che qui compare come terapista di coppia, oppure Henry Winkler (Fonzie, cristiddio!) che interpreta l'avvocato di famiglia. E Portia De Rossi e il nemico giurato di Jack Donaghy in 30 Rock. E poi c'è il mio professore di Sistemi ed Automazione delle superiori. Uno dei comedy migliori di sempre, senza ombra di dubbio.
lunedì 3 settembre 2012
The Grudge
Ho finito nuovamente Boris. Ma sono in un nuovo comedy-tunnel, e rischio pure il secondo mi sa, ché qui le serie con episodi da 20 minuti sembra che abbondino.
Per ora sgranocchio episodi di Arrested Development come se fossero pop-corn. Mi piacerebbere essere nei panni dei Jason Bateman (per dirla in meno di 140 caratteri, è la storia di un uomo circondato da deficienti) per sentirmi libero di esprimere tutta la misantropia che voglio.
Poi domani è martedì, e a domani ci pensiamo domani (cit.)
Per ora sgranocchio episodi di Arrested Development come se fossero pop-corn. Mi piacerebbere essere nei panni dei Jason Bateman (per dirla in meno di 140 caratteri, è la storia di un uomo circondato da deficienti) per sentirmi libero di esprimere tutta la misantropia che voglio.
Poi domani è martedì, e a domani ci pensiamo domani (cit.)
mercoledì 15 agosto 2012
Blood on the soundtracks
Arriva sempre il momento in cui la sigla di una serie la saltiamo direttamente, ché ormai la conosciamo a memoria e in momenti di consumo frenetico di telefilm inizia a starci un po' sui coglioni.
Sempre, ma non in questo caso.
Il telefilm è Boardwalk Empire (bello, non fighissimo, ma Steve Buscemi e Michael Pitt sono due grandi), loro sono The Brian Jonestown Massacre, e dopo essermeli dimenticati per un po' li ho riscoperti in questa maniera.
Sempre, ma non in questo caso.
Il telefilm è Boardwalk Empire (bello, non fighissimo, ma Steve Buscemi e Michael Pitt sono due grandi), loro sono The Brian Jonestown Massacre, e dopo essermeli dimenticati per un po' li ho riscoperti in questa maniera.
lunedì 23 luglio 2012
Facce ride
Non avevo realizzato che il Bufalo di Romanzo Criminale-La Serie non è altri che uno dei tre sceneggiatori deficienti di Boris. Ci sarebbe da ridire sul riciclo continuo degli attori nelle serie italiane, ma questa cosa mi diverte tantissimo ed eviterò quindi ogni critica al riguardo.
(si, sono nel tunnel di Boris, e allora?)
(si, sono nel tunnel di Boris, e allora?)
domenica 22 luglio 2012
Gli straordinari d'aprile
Avevo bisogno di un qualcosa di breve e disimpegnato da guardare in tv per tenermi compagnia nei pasti veloci e nei momenti di buco (tipo quando sono le 22.30 e tu ancora aspetti una telefonata che ti avvisi che "tra mezz'ora siamo in città" e rischi di addormentarti sul divano, e non puoi fumare seimila sigarette in giardino ancora prima di uscire).
Non sapendo né volendo scegliere qualcosa di nuovo, ho riesumato Boris. Mai scelta fu più azzeccata.
Non sapendo né volendo scegliere qualcosa di nuovo, ho riesumato Boris. Mai scelta fu più azzeccata.
martedì 17 luglio 2012
Ammazza la Vecchia
Tu che sei capitato da queste parti cercando su Google "breaking bad vecchia romagna", casomai ripassassi, sappi che vorrei tanto darti una risposta ma anche io guardando la 5x01 di Breaking Bad (suvvia, questo non mi sembra uno spoiler) sono rimasto sbigottito quanto te nel vedere Walter White versarsi un bicchiere del liquore dalla bottiglia trilobata, o chissà che cazzo di forma sia. Se hai simpatici aneddoti ti prego anzi di mettermi al corrente.
EDIT: non mi ricordavo di aver già scritto a tal proposito un paio di anni fa sul vecchio bulletprooftrip (si trattava chiaramente di un diverso episodio). A questo punto la Vecchia Romagna diventa un elemento distintivo di questa serie, altroché.
EDIT: non mi ricordavo di aver già scritto a tal proposito un paio di anni fa sul vecchio bulletprooftrip (si trattava chiaramente di un diverso episodio). A questo punto la Vecchia Romagna diventa un elemento distintivo di questa serie, altroché.
Violenze teledomestiche
Non avendo intenzione di impegnarmi in un'ora di attenta visione, questa sera mentre cenavo ho recuperato una di quelle attività che giacevano nel dimenticatoio: fare zapping tra i canali del digitale terrestre (e non mi mancava per niente ciò).
Su Italia 2 davano una puntata di The Big Bang Theory, chiaramente doppiata in italiano, e dopo aver cercato inutilmente il doppio audio in lingua originale (improbabile, ma provarci costa poco) ho optato per seguirla in questa maniera, con una certa curiosità.
Vedere l'interpretazione sublime di Jim Parsons rovinata da una dizione, una cadenza, un'enfasi improponibile nelle parole di uno Sheldon doppiato è una sorta di pugnalata nella schiena, è come ammirare l'immagine di un bellissimo quadro attraverso uno schermo a 16 colori e risoluzione a quadrettoni.
Su Italia 2 davano una puntata di The Big Bang Theory, chiaramente doppiata in italiano, e dopo aver cercato inutilmente il doppio audio in lingua originale (improbabile, ma provarci costa poco) ho optato per seguirla in questa maniera, con una certa curiosità.
Vedere l'interpretazione sublime di Jim Parsons rovinata da una dizione, una cadenza, un'enfasi improponibile nelle parole di uno Sheldon doppiato è una sorta di pugnalata nella schiena, è come ammirare l'immagine di un bellissimo quadro attraverso uno schermo a 16 colori e risoluzione a quadrettoni.
mercoledì 11 luglio 2012
Questioni serie
Il cambiamento nei miei ritmi quotidiani mi ha portato a ritagliare un nuovo spazio da dedicare alla visione di serie tv. Niente più tirate a notte fonda, con addormentamento coatto sul divano e spezzettamento indecente degli episodi, optando invece per l'ora di cena, accompagnando il pasto serale con il telefilm del momento.
Aspettando che passino una decina di mesi per la sesta stagione di Mad Men, ché la quinta è terminata da poco e già mi sembra passato un secolo, con l'imminente arrivo di nuove puntate di Breaking Bad (quinta stagione anche in questo caso), sono planato su due novità 2012 di HBO, canale che mi ha sempre lasciato un po' scettico.
Dieci episodi da mezzora, leggeri e post-adolescenziali, per il debutto di Girls, tutt'altro che una visione impegnata ma che mi ha tenuto compagnia per un paio di settimane. Visione femminile, politicamente scorretta e newyorkese per questo figliastro dei serial della nostra giovinezza, senza gente che ti entra in camera passando per la tettoia o che si arrampica lucidamente su una rupe con una bottiglia di vodka in mano a dispetto dello stato di ebbrezza, salvo poi perdere l'equilibrio e cascare giù come una merda (best scene ever).
Di tutt'altro spessore, e quindi pesantezza, il nuovo prodotto di Aaron Sorkin, indimenticato produttore della serie più sottovalutata della storia ovvero Studio 60 e di un sacco di altra roba figa, che si cimenta con il mondo dei notiziari televisivi con The Newsroom. Attori piuttosto conosciuti, ritmo incalzante, stronzaggine intrinseca da perderci la testa. Unica pecca, la durata eccessiva, che tra cena e caffè arrivo a malapena a metà puntata. Seguendolo comunque in contemporanea (o meglio sfalsando di pochi giorni) con la prima visione USA, dedicargli un paio di pasti è una strategia apprezzabile.
Aspettando che passino una decina di mesi per la sesta stagione di Mad Men, ché la quinta è terminata da poco e già mi sembra passato un secolo, con l'imminente arrivo di nuove puntate di Breaking Bad (quinta stagione anche in questo caso), sono planato su due novità 2012 di HBO, canale che mi ha sempre lasciato un po' scettico.
Dieci episodi da mezzora, leggeri e post-adolescenziali, per il debutto di Girls, tutt'altro che una visione impegnata ma che mi ha tenuto compagnia per un paio di settimane. Visione femminile, politicamente scorretta e newyorkese per questo figliastro dei serial della nostra giovinezza, senza gente che ti entra in camera passando per la tettoia o che si arrampica lucidamente su una rupe con una bottiglia di vodka in mano a dispetto dello stato di ebbrezza, salvo poi perdere l'equilibrio e cascare giù come una merda (best scene ever).
Di tutt'altro spessore, e quindi pesantezza, il nuovo prodotto di Aaron Sorkin, indimenticato produttore della serie più sottovalutata della storia ovvero Studio 60 e di un sacco di altra roba figa, che si cimenta con il mondo dei notiziari televisivi con The Newsroom. Attori piuttosto conosciuti, ritmo incalzante, stronzaggine intrinseca da perderci la testa. Unica pecca, la durata eccessiva, che tra cena e caffè arrivo a malapena a metà puntata. Seguendolo comunque in contemporanea (o meglio sfalsando di pochi giorni) con la prima visione USA, dedicargli un paio di pasti è una strategia apprezzabile.
lunedì 4 giugno 2012
TV (UMDB)
Esco di casa in auto sabato sera, diretto verso l'appuntamento-caffè di inizio serata. Davanti a me, fermo al semaforo, un furgoncino di Susegana TV. Ma tu pensa quante televisioni ci sono in giro, questa non l'avevo mai sentita, nemmeno facendo zapping tra gli ottomila canali del digitale terrestre l'ho mai beccata, dev'essere un'emittente locale, strano però che il nome non mi dica proprio niente, e poi hanno un Ducato davvero vecchio, non hanno tutto sto budget.
Mi casca l'occhio in basso, sulla targa dell'automezzo: TV. Treviso. E Susegana non è altro che questo.
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Mi casca l'occhio in basso, sulla targa dell'automezzo: TV. Treviso. E Susegana non è altro che questo.
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martedì 29 maggio 2012
Come mandare la suspense a puttane
Ci sono ricascato. Wikipedia contiene più spoiler del racconto di un bambino di otto anni.
Cercavo la corrispondenza tra i personaggi di Romanzo Criminale e i veri membri della Banda della Magliana. Sono a metà della seconda serie e già so chi morirà e per mano di chi.
Io apprezzo, carissimo wikicontributore, il tempo che spendi per riempire quelle pagine senza riceverne alcun tornaconto personale, e non so come farei senza di te, però santiddio, se devi spiegarmi che Tizio nella fiction corrisponde a Caio nella realtà non mi frega un cazzo sapere che Tizio è morto ammazzato da Sempronio, con dovizia di particolari, luogo del delitto, arma del delitto e minuto esatto della tale puntata. Mi rovini solamente l'umore. La prossima volta, ascolta un cretino, fai una semplice tabellina simil-Excel con due colonne, i due nomi bastano e avanzano.
Cercavo la corrispondenza tra i personaggi di Romanzo Criminale e i veri membri della Banda della Magliana. Sono a metà della seconda serie e già so chi morirà e per mano di chi.
Io apprezzo, carissimo wikicontributore, il tempo che spendi per riempire quelle pagine senza riceverne alcun tornaconto personale, e non so come farei senza di te, però santiddio, se devi spiegarmi che Tizio nella fiction corrisponde a Caio nella realtà non mi frega un cazzo sapere che Tizio è morto ammazzato da Sempronio, con dovizia di particolari, luogo del delitto, arma del delitto e minuto esatto della tale puntata. Mi rovini solamente l'umore. La prossima volta, ascolta un cretino, fai una semplice tabellina simil-Excel con due colonne, i due nomi bastano e avanzano.
venerdì 11 maggio 2012
Mad Ness
Con ben quattro giorni di ritardo sulla trasmissione, ieri sera mi sono visto l'ottavo episodio della quinta serie di Mad Men. Non sto qui a dirvi quanto anche questa stagione sia fantastica o che, dopo un paio di uscite un po' noiosette, con questa puntata il ritmo e il livello tornino alle stelle.
Volevo piuttosto porre l'attenzione sulla chiusura, che già mi era stata semi-spoilerata da Il Post, con la partecipazione di un gruppetto indie-pop che forse qualcuno di voi conoscerà. Succede che Don Draper riceve in regalo dalla propria donna un disco, nella fattispecie il vinile di Revolver dei Beatles (antenato di quello che giace nella mia libreria), lo estrae e lo mette sulla piastra. Si alza la puntina ma, anziché partire Taxman, attacca Tomorrow Never Knows. Dovrei approfondire la questione, dato che Weiner non lascia nulla al caso e questo capovolgimento di fronte avrà una serie di risvolti mistici. Ma al di là della strana sensazione, la sequenza è superlativa. E l'accoppiata Beatles-Mad Men esplosiva.
(non trovo un video completo, se non l'inizio di quello contenuto nel link qui sopra)
Volevo piuttosto porre l'attenzione sulla chiusura, che già mi era stata semi-spoilerata da Il Post, con la partecipazione di un gruppetto indie-pop che forse qualcuno di voi conoscerà. Succede che Don Draper riceve in regalo dalla propria donna un disco, nella fattispecie il vinile di Revolver dei Beatles (antenato di quello che giace nella mia libreria), lo estrae e lo mette sulla piastra. Si alza la puntina ma, anziché partire Taxman, attacca Tomorrow Never Knows. Dovrei approfondire la questione, dato che Weiner non lascia nulla al caso e questo capovolgimento di fronte avrà una serie di risvolti mistici. Ma al di là della strana sensazione, la sequenza è superlativa. E l'accoppiata Beatles-Mad Men esplosiva.
(non trovo un video completo, se non l'inizio di quello contenuto nel link qui sopra)
giovedì 10 maggio 2012
Graditi ritorni
Pochi giorni fa è apparso in tv, in prima serata, Fabio Concato.
In questo momento, su Raidue, c'è Luca Barbarossa.
Io preparo le scorte di viveri in cantina, che si sa mai che stia arrivando per davvero l'Armageddon.
In questo momento, su Raidue, c'è Luca Barbarossa.
Io preparo le scorte di viveri in cantina, che si sa mai che stia arrivando per davvero l'Armageddon.
sabato 5 maggio 2012
At the Drive In
Mercoledì pomeriggio, per onorare il mio compleanno, ho deciso di andare al cinema a visionare "To Rome with love", dopo aver letto in giro commenti più o meno entusiasti (questi ultimi per la maggiore).
Entrare in sala alle 17.35 ed essere l'unico ancora una volta non ha prezzo. Poi a dire il vero sono giunte altre cinque persone, ma la prima impressione è stata questa (per quanto si possa capire dalle mie scarsissime abilità fotografiche):
Ma veniamo al film. Aveva ragione la maggioranza, e sapete quanto mi dia fastidio stare dalla parte del quorum, anche se non si è giunti del tutto alla catastrofe.
Innegabilmente scorrevole, l'intreccio di quattro episodi gioca a favore di questo. Due ore abbondanti che passano senza rendersene conto, forse perché il numero delle sonore risate è incredibilmente inferiore alle altre opere di Woody Allen. I dialoghi sono mediamente stanchi, il doppiaggio carente (e non sentire la voce di Lionello è estraniante), gli attori italiani ridicolizzati in modo ancora peggiore di quanto non faccia la fiction e il cinema di casa nostra. Emblematico, come scrive Camillo Langone sul Foglio, il caso della coppia di Pordenone Tiberi-Mastronardi che si esprime in romanesco avanzato. Stento a credere in un tale effluvio di banalità, posso solo sperare che Allen si sia affidato nelle mani sbagliate di qualche consulente italiano furbastro. Anche le apparizioni improvvise di attori italiani, per quanto divertente sia che compaia Gianmarco Tognazzi oppure il Freddo, sono state concepite un tanto a chilo, come un forzato omaggio al parente di qualche amico.
Cosa c'è di positivo: Alec Baldwin come sempre magnifico, migliore in campo. Ellen Page e la carrellata di luoghi comuni pseudo-snob, forse i passaggi più esilaranti del film. Roma, diosanto. L'accuratezza della produzione, soprattutto della fotografia, contrapposta alla sciatteria dei dialoghi e della loro impostazione. Il confronto con il resto delle commedie che ci sono in giro, impietoso.
È ora che Woody Allen torni a raccontare New York, il giro in Europa tra alti e bassi sembra non avere più molto da dire.
Entrare in sala alle 17.35 ed essere l'unico ancora una volta non ha prezzo. Poi a dire il vero sono giunte altre cinque persone, ma la prima impressione è stata questa (per quanto si possa capire dalle mie scarsissime abilità fotografiche):
Ma veniamo al film. Aveva ragione la maggioranza, e sapete quanto mi dia fastidio stare dalla parte del quorum, anche se non si è giunti del tutto alla catastrofe.
Innegabilmente scorrevole, l'intreccio di quattro episodi gioca a favore di questo. Due ore abbondanti che passano senza rendersene conto, forse perché il numero delle sonore risate è incredibilmente inferiore alle altre opere di Woody Allen. I dialoghi sono mediamente stanchi, il doppiaggio carente (e non sentire la voce di Lionello è estraniante), gli attori italiani ridicolizzati in modo ancora peggiore di quanto non faccia la fiction e il cinema di casa nostra. Emblematico, come scrive Camillo Langone sul Foglio, il caso della coppia di Pordenone Tiberi-Mastronardi che si esprime in romanesco avanzato. Stento a credere in un tale effluvio di banalità, posso solo sperare che Allen si sia affidato nelle mani sbagliate di qualche consulente italiano furbastro. Anche le apparizioni improvvise di attori italiani, per quanto divertente sia che compaia Gianmarco Tognazzi oppure il Freddo, sono state concepite un tanto a chilo, come un forzato omaggio al parente di qualche amico.
Cosa c'è di positivo: Alec Baldwin come sempre magnifico, migliore in campo. Ellen Page e la carrellata di luoghi comuni pseudo-snob, forse i passaggi più esilaranti del film. Roma, diosanto. L'accuratezza della produzione, soprattutto della fotografia, contrapposta alla sciatteria dei dialoghi e della loro impostazione. Il confronto con il resto delle commedie che ci sono in giro, impietoso.
È ora che Woody Allen torni a raccontare New York, il giro in Europa tra alti e bassi sembra non avere più molto da dire.
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