Oggi è lunedì. Sono arrivato con pochi secondi di ritardo in ufficio (pochi secondi che si convertono in un quarto d'ora di recupero serale) e non accadeva dai primi di agosto.
Stasera ho corso sull'asfalto, da solo non era mai accaduto, è molto meno noioso che ripetere un giro di 1,15 km intorno a un parco ma è anche molto più aggressivo per le mie povere ginocchia storicamente debilitate. Nonostante ciò, l'esperienza è da ripetere.
Oggi sono usciti due nuovi singoli tratti dagli ultimi due album interessanti -a meno di sorprese- che devono ancora uscire da qui a fine anno, vale a dire "Reflektor" degli Arcade Fire e "Matangi" di M.I.A..
Nulla di particolarmente sorprendente, "Afterlife" rimanda al passato degli Arcade Fire molto più delle altre anticipazioni sin qui captate, "Y.A.L.A." è un pezzo in perfetto stile M.I.A., però ecco, è un buon modo per chiudere la giornata.
"Buon inizio di fine settimana a tutti" (cit.)
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martedì 22 ottobre 2013
martedì 3 settembre 2013
Focus/Temper
I runner, veri o professionisti o amatoriali o improvvisati o finti -come me, hanno il viziaccio di parlare della corsa esprimendosi in cifre, che risultano incomprensibili a chi non è avvezzo a questo sport. Sto per cascare anche io nel tranello, rischiando di rendere illeggibile il post, ma c'è un motivo particolare che va al di là delle statistiche e dell'autocompiacimento ad esse legato.
Da anni sostengo che Teen Age Riot dei Sonic Youth sia una canzone il cui ascolto restituisce una carica pazzesca. È stato brano ufficiale del lunedì mattina in bicicletta, quando ancora ero pendolare FS, per poi diventare pericolosa quando stavo in auto e partiva dal cd, e ovviamente quando più di un anno fa ho preparato la prima playlist dedicata alla corsa -rimasta poi quasi invariata nei mesi- ce l'ho messa come pezzo forte. E mi sono accorto più volte di spingere con intensità nel momento in cui lo shuffle dell'iPod Shuffle me la faceva sentire.
Ma questa sera ho avuto la dimostrazione che è doping. Indiscutibilmente doping, da inserire nella lista delle sostanze proibite.
Ora arriva la parte noiosa con le cifre. Da quando la temperatura è calata e si fa un po' meno fatica a correre la sera, la distanza che percorro si è assestata sui 12.5 km, con un passo di poco inferiore ai 5 minuti per km. Stasera il clima era altrettanto ottimale, ma mi sentivo affaticato, respiro affannoso, dolore di gambe, passo un po' troppo spedito nei primi minuti, sta di fatto che intorno ai 10 km sento le avvisaglie del cedimento. Raggiungo il chilometro 11 e decido di completare il giro per poi fermarmi, ché non ne avevo più. Poco prima del traguardo prefissato, parte appunto Il Pezzo. Che per chi non lo sapesse dura sette minuti. Sulla spinta emozionale mi propongo di tirare almeno al dodicesimo km, tirando fuori le ultime forze. Se non fosse che ne trovo delle altre, per eguagliare i 12.5 prefissati come asticella. Ma a quel punto l'adrenalina in circolo è talmente elevata -"he acts the hero, we paint a zero on his hand"- che sposto il limite un po' più in là, fino alla fine del brano non posso mollare.
Ed è così che da moribondo al di sotto del mio livello finisco per sfoderare una prestazione migliorativa. 13.5 km, uno in più del previsto, con un passo medio discreto e un tempo sugli ultimi due km molto buono, in crescita, proprio quando stavo tirando i remi in barca. L'infografica qui di seguito può dimostrarlo. E tutto è avvenuto per merito della canzone giusta al momento giusto.
Da anni sostengo che Teen Age Riot dei Sonic Youth sia una canzone il cui ascolto restituisce una carica pazzesca. È stato brano ufficiale del lunedì mattina in bicicletta, quando ancora ero pendolare FS, per poi diventare pericolosa quando stavo in auto e partiva dal cd, e ovviamente quando più di un anno fa ho preparato la prima playlist dedicata alla corsa -rimasta poi quasi invariata nei mesi- ce l'ho messa come pezzo forte. E mi sono accorto più volte di spingere con intensità nel momento in cui lo shuffle dell'iPod Shuffle me la faceva sentire.
Ma questa sera ho avuto la dimostrazione che è doping. Indiscutibilmente doping, da inserire nella lista delle sostanze proibite.
Ora arriva la parte noiosa con le cifre. Da quando la temperatura è calata e si fa un po' meno fatica a correre la sera, la distanza che percorro si è assestata sui 12.5 km, con un passo di poco inferiore ai 5 minuti per km. Stasera il clima era altrettanto ottimale, ma mi sentivo affaticato, respiro affannoso, dolore di gambe, passo un po' troppo spedito nei primi minuti, sta di fatto che intorno ai 10 km sento le avvisaglie del cedimento. Raggiungo il chilometro 11 e decido di completare il giro per poi fermarmi, ché non ne avevo più. Poco prima del traguardo prefissato, parte appunto Il Pezzo. Che per chi non lo sapesse dura sette minuti. Sulla spinta emozionale mi propongo di tirare almeno al dodicesimo km, tirando fuori le ultime forze. Se non fosse che ne trovo delle altre, per eguagliare i 12.5 prefissati come asticella. Ma a quel punto l'adrenalina in circolo è talmente elevata -"he acts the hero, we paint a zero on his hand"- che sposto il limite un po' più in là, fino alla fine del brano non posso mollare.
Ed è così che da moribondo al di sotto del mio livello finisco per sfoderare una prestazione migliorativa. 13.5 km, uno in più del previsto, con un passo medio discreto e un tempo sugli ultimi due km molto buono, in crescita, proprio quando stavo tirando i remi in barca. L'infografica qui di seguito può dimostrarlo. E tutto è avvenuto per merito della canzone giusta al momento giusto.
giovedì 11 luglio 2013
Vale
Userò questo spazio per pubblicizzare i successi ottenuti in una giornata potenzialmente terribile ma che alla prova dei fatti si è rivelata ottima.
Terribile perché: rientro in ufficio dopo due giorni e mezzo di assenza (che in aggiunta al sabato e alla domenica formano un totale di quattro giorni e mezzo a piede libero, in terra straniera ma conosciuta) avrei potuto ridurmi in polvere, o per meglio dire in cenere. In tal caso avrei voluto che tali ceneri venissero raccolte nel cenicero, termine utilizzato ed abusato nel weekend lungo.
Sono invece riuscito ad imboscarmi, grazie anche alla provvidenziale dimenticanza di impostare il messaggio fuori sede di Outlook che ha tenuto segreto ai più il mio ritorno, ed ho potuto sbrigare così il lavoro di recupero dell'ordinaria amministrazione venuta a mancare causa gozzoviglio. Unica accortezza: non inviare conferme di lettura se non a chi già era a conoscenza del mio rientro.
Causa inspiegato gonfiore al collo del piede sinistro, più altri cazzi vari, ricorreva oggi un mese giusto dalla mia ultima sessione di running. Era necessario muovere il culo e riprendere l'attività, e così è stato. Sei km, 4'40" al km, devastazione psicofisica non pervenuta. Ora ho venti giorni di tempo per preparare una sette chilometri e mezzo con un crono possibilmente decente. Il mio nemico principale è il meteo, già lo so.
Streaming fighi beccati oggi, tutti singoloni in anteprima: Babyshambles (roba da non storcere troppo il naso, direi), Regina Spektor (discreta innovazione nel suono) e una delle seicento band di Ty Segall, ovvero i FUZZ (baccano non troppo molesto e coinvolgente).
Ora possiamo concentrarci su luglio, che quest'anno conta eccezionalmente venti soli giorni (ulteriormente riducibili, a naso).
Terribile perché: rientro in ufficio dopo due giorni e mezzo di assenza (che in aggiunta al sabato e alla domenica formano un totale di quattro giorni e mezzo a piede libero, in terra straniera ma conosciuta) avrei potuto ridurmi in polvere, o per meglio dire in cenere. In tal caso avrei voluto che tali ceneri venissero raccolte nel cenicero, termine utilizzato ed abusato nel weekend lungo.
Sono invece riuscito ad imboscarmi, grazie anche alla provvidenziale dimenticanza di impostare il messaggio fuori sede di Outlook che ha tenuto segreto ai più il mio ritorno, ed ho potuto sbrigare così il lavoro di recupero dell'ordinaria amministrazione venuta a mancare causa gozzoviglio. Unica accortezza: non inviare conferme di lettura se non a chi già era a conoscenza del mio rientro.
Causa inspiegato gonfiore al collo del piede sinistro, più altri cazzi vari, ricorreva oggi un mese giusto dalla mia ultima sessione di running. Era necessario muovere il culo e riprendere l'attività, e così è stato. Sei km, 4'40" al km, devastazione psicofisica non pervenuta. Ora ho venti giorni di tempo per preparare una sette chilometri e mezzo con un crono possibilmente decente. Il mio nemico principale è il meteo, già lo so.
Streaming fighi beccati oggi, tutti singoloni in anteprima: Babyshambles (roba da non storcere troppo il naso, direi), Regina Spektor (discreta innovazione nel suono) e una delle seicento band di Ty Segall, ovvero i FUZZ (baccano non troppo molesto e coinvolgente).
Ora possiamo concentrarci su luglio, che quest'anno conta eccezionalmente venti soli giorni (ulteriormente riducibili, a naso).
giovedì 23 maggio 2013
Aggiornamento di Corsa
Anziché ricorrere al consueto spiegone di chi ha la coscienza sporca per avere abbandonato a lungo il blog al proprio destino, mi sono proposto di optare per una serie di brevi post a tema per spiegare cosa è successo e cosa sta accadendo in questo arco temporale.
Ad una domanda a bruciapelo "cos'è che ti tiene occupato ché non scrivi più?" la risposta non può che essere "corro", chiaramente al di là di "sul lavoro mi rompono i coglioni". Ho iniziato per scherzo, e per contenere il potenziale degrado da vita malsana, la scorsa estate. Ho mollato a settembre, ho ricominciato brevemente a gennaio, poi mi sono un po' ammalato e ha fatto brutto tempo e mi sono mosso parecchio per lavoro. A fine febbraio mi ci sono applicato di nuovo, e nonostante alcune interruzioni dovute al maltempo costante e ad altri periodi di brevi trasferte, ho mantenuto una certa costanza.
La spinta principale da dove è venuta? Probabilmente dall'aver speso talmente tanti soldi in equipaggiamento che se mi compravo un cavallo e mi davo all'equitazione probabilmente risparmiavo qualcosa. Andava dunque ammortizzato l'investimento, che ha in parte contribuito a tenere aperto il punto vendita Decathlon di Brescia-Roncadelle.
Dalle prime sgambate paratletiche sono stati fatti notevoli progressi (fermo restando che sono un corsettaro a tempo perso), distanza e passo sono soddisfacenti ora, gli obiettivi vengono raggiunti per non dire asfaltati, e i miei 15 km a botta per tre volte a settimana me li voglio tenere stretti, se non addirittura cercare di capitalizzarli e farli fruttare.
Soddisfazioni che mi sono levato nel mese di maggio: prima di tutto la partecipazione alla prima corsa non competitiva, come accennavo in un commento, quattordici km attraverso la città con percorso "turistico" in centro, salita del Castello e discesa sui ciottoli; in seconda battuta, aver raggiunto e superato con nonchalance l'obiettivo di 100 km in tre settimane, che in realtà sono ad ora 115 in due settimane e mezza. Resta da stabilire il prossimo obiettivo (necessario per aggiungere un altro trofeo alla bacheca di Nike+ Running), che potrebbe essere bruciare 10000 kcal in tre settimane.
Ma che nessuno si preoccupi, non sono diventato salutista, non vorrei mai che si spargesse la voce.
Ad una domanda a bruciapelo "cos'è che ti tiene occupato ché non scrivi più?" la risposta non può che essere "corro", chiaramente al di là di "sul lavoro mi rompono i coglioni". Ho iniziato per scherzo, e per contenere il potenziale degrado da vita malsana, la scorsa estate. Ho mollato a settembre, ho ricominciato brevemente a gennaio, poi mi sono un po' ammalato e ha fatto brutto tempo e mi sono mosso parecchio per lavoro. A fine febbraio mi ci sono applicato di nuovo, e nonostante alcune interruzioni dovute al maltempo costante e ad altri periodi di brevi trasferte, ho mantenuto una certa costanza.
La spinta principale da dove è venuta? Probabilmente dall'aver speso talmente tanti soldi in equipaggiamento che se mi compravo un cavallo e mi davo all'equitazione probabilmente risparmiavo qualcosa. Andava dunque ammortizzato l'investimento, che ha in parte contribuito a tenere aperto il punto vendita Decathlon di Brescia-Roncadelle.
Dalle prime sgambate paratletiche sono stati fatti notevoli progressi (fermo restando che sono un corsettaro a tempo perso), distanza e passo sono soddisfacenti ora, gli obiettivi vengono raggiunti per non dire asfaltati, e i miei 15 km a botta per tre volte a settimana me li voglio tenere stretti, se non addirittura cercare di capitalizzarli e farli fruttare.
Soddisfazioni che mi sono levato nel mese di maggio: prima di tutto la partecipazione alla prima corsa non competitiva, come accennavo in un commento, quattordici km attraverso la città con percorso "turistico" in centro, salita del Castello e discesa sui ciottoli; in seconda battuta, aver raggiunto e superato con nonchalance l'obiettivo di 100 km in tre settimane, che in realtà sono ad ora 115 in due settimane e mezza. Resta da stabilire il prossimo obiettivo (necessario per aggiungere un altro trofeo alla bacheca di Nike+ Running), che potrebbe essere bruciare 10000 kcal in tre settimane.
Ma che nessuno si preoccupi, non sono diventato salutista, non vorrei mai che si spargesse la voce.
martedì 19 febbraio 2013
Up that hill
Era più di un mese fa, ed avevo riapprocciato la corsa, noncurante della stagione poco propizia, scegliendo un nuovo tracciato urbano da calcare. Ne parlavo qui.
È andata a finire che ho corso un paio di volte, poi mi è venuto un piccolo malanno, poi è arrivata la neve, poi c'è stato il freddo, e poi sono andato negli Stati Uniti, e poi c'è stato di nuovo il freddo, e poi sono andato in Sardegna. Nel frattempo mi sono attrezzato con la tenuta invernale, ma non ho avuto modo di provarla, fino a ieri.
Sono uscito discretamente presto dal lavoro, e sono andato al parco. Mi sono fatto un paio di riprese, con sorprendenti risultati di tempo e per una distanza totale non indifferente, per i miei standard. E non ero troppo stanco, ho dormito bene, non mi sono ammalato e oggi di nuovo, sono tornato e ho corso ancora un po'. E la cosa non è di grande interesse, me ne rendo conto, ma avevo promesso il quattro di gennaio una foto dello skyline di Brescia visto dal parco, e ho provveduto a scattarla e mi serviva un post per buttarcela dentro.
Ecco. A me correre qui in mezzo un po' galvanizza.
È andata a finire che ho corso un paio di volte, poi mi è venuto un piccolo malanno, poi è arrivata la neve, poi c'è stato il freddo, e poi sono andato negli Stati Uniti, e poi c'è stato di nuovo il freddo, e poi sono andato in Sardegna. Nel frattempo mi sono attrezzato con la tenuta invernale, ma non ho avuto modo di provarla, fino a ieri.
Sono uscito discretamente presto dal lavoro, e sono andato al parco. Mi sono fatto un paio di riprese, con sorprendenti risultati di tempo e per una distanza totale non indifferente, per i miei standard. E non ero troppo stanco, ho dormito bene, non mi sono ammalato e oggi di nuovo, sono tornato e ho corso ancora un po'. E la cosa non è di grande interesse, me ne rendo conto, ma avevo promesso il quattro di gennaio una foto dello skyline di Brescia visto dal parco, e ho provveduto a scattarla e mi serviva un post per buttarcela dentro.
Ecco. A me correre qui in mezzo un po' galvanizza.
venerdì 4 gennaio 2013
Parklife
Stamattina c'era il sole, e a mezzogiorno la temperatura era diciamo marzolina, e sappiamo tutti che da fine dicembre le giornate si allungano. Aggiungiamo a questo la consapevolezza di non avere forma fisica, l'evidenza che la tua silhouette vorrebbe arrotondarsi e un po' di tempo libero ché entro presto in ufficio e non è ancora ricominciato il marasma e alle 17 e poco sono già a casa.
Mi è salita la voglia di andare a correre. Ma forte, eh.
Purtroppo l'impraticabilità della pista che battevo quest'estate (your last run was on September 10th, dice Nike+) causa chiusura invernale dei cancelli mi ha costretto ad uno studio approfondito della città attraverso Google Maps e StreetView, alla ricerca di un luogo illuminato, riparato dal traffico e non troppo lontano. Ho individuato un parco potenzialmente interessante, e ho deciso di andare in avanscoperta.
A questo punto è sorta la seconda complicazione: come ci si veste in inverno per andare a correre? Ho optato per una tuta classica, di quelle con le tre strisce, con magliettina sotto, calzettoni da calciatore e le mie pulitissime scarpe da running (giuro, le ho lavate prima di metterle nell'armadio). Guanti e cuffia nella borsa, da usare solo in caso di emergenza, anche se la temperatura abbondantemente sopra lo zero sapevo avrebbe giocato a mio favore.
E così mi sono trovato la sera del 4 gennaio a correre, nel cuore verde della zona dirigenziale di Brescia (lo skyline fa la sua figura), per una distanza mediocre ma decente per uno che ha passato dieci giorni in bilico tra tavolate e banconi, in un tempo mediocre ma decente per le stesse ragioni, con un solo piccolo intoppo: io che non capivo quegli individui che facevano i giri di pista in senso contrario, partendo alla cieca -era già buio- e non conoscendo bene il parco mi sono trovato ad essere lo stronzo che andava contromano, per il primo km (poi ho fatto inversione). Mi sarei insultato da solo, era più forte di me.
A questo punto, parte la caccia all'abbigliamento invernale per running, in concomitanza con i saldi non è malaccio, sempre che riesca a scendere dal divano con le mie gambe.
Mi è salita la voglia di andare a correre. Ma forte, eh.
Purtroppo l'impraticabilità della pista che battevo quest'estate (your last run was on September 10th, dice Nike+) causa chiusura invernale dei cancelli mi ha costretto ad uno studio approfondito della città attraverso Google Maps e StreetView, alla ricerca di un luogo illuminato, riparato dal traffico e non troppo lontano. Ho individuato un parco potenzialmente interessante, e ho deciso di andare in avanscoperta.
A questo punto è sorta la seconda complicazione: come ci si veste in inverno per andare a correre? Ho optato per una tuta classica, di quelle con le tre strisce, con magliettina sotto, calzettoni da calciatore e le mie pulitissime scarpe da running (giuro, le ho lavate prima di metterle nell'armadio). Guanti e cuffia nella borsa, da usare solo in caso di emergenza, anche se la temperatura abbondantemente sopra lo zero sapevo avrebbe giocato a mio favore.
E così mi sono trovato la sera del 4 gennaio a correre, nel cuore verde della zona dirigenziale di Brescia (lo skyline fa la sua figura), per una distanza mediocre ma decente per uno che ha passato dieci giorni in bilico tra tavolate e banconi, in un tempo mediocre ma decente per le stesse ragioni, con un solo piccolo intoppo: io che non capivo quegli individui che facevano i giri di pista in senso contrario, partendo alla cieca -era già buio- e non conoscendo bene il parco mi sono trovato ad essere lo stronzo che andava contromano, per il primo km (poi ho fatto inversione). Mi sarei insultato da solo, era più forte di me.
A questo punto, parte la caccia all'abbigliamento invernale per running, in concomitanza con i saldi non è malaccio, sempre che riesca a scendere dal divano con le mie gambe.
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