Nel periodo natalizio appena archiviato non ho mangiato nemmeno un pezzetto di panettone, sebbene lo preferisca decisamente al pandoro*.
Ne ho aperto per caso uno ieri pomeriggio, se questa sera non esco e mi svacco sul divano il rischio di finire le due fette ancora residue è alto.
*Il titolare del blog ha enormemente a cuore la causa per la supremazia del panettone sul pandoro, ed è soggetto a pregiudizi nei confronti di coloro che esprimono opinione a lui opposta adducendo come motivazione "non mi piacciono i canditi e l'uvetta".
domenica 15 gennaio 2012
Mi si nota di più se
Quando hai visto un certo numero di concerti, pensi di avere un quadro ormai completo dei personaggi che puoi incontrare. Incontrare e malsopportare, in buona parte dei casi.
Per ravvivare un po' l'atmosfera, ogni tanto appare qualche nuova figura caratteristica, e non sto parlando del tizio che fa air guitar con una foga che mi sono stupito non avesse le dita sanguinanti, quello era certamente spassoso ma rientra nella grande famiglia degli invasati.
Mi riferisco piuttosto al ragazzotto dietro le mie spalle che voleva dimostrare ai suoi accompagnatori di essere un conoscitore dei pezzi, mediante il geniale espediente di cantare con un anticipo di un paio di secondi.
Io dico, non ci pensi proprio alla gente intorno a te? E se per colpa tua il chitarrista immaginario va fuori tempo poi come facciamo?
Fatevi fottere.
Per ravvivare un po' l'atmosfera, ogni tanto appare qualche nuova figura caratteristica, e non sto parlando del tizio che fa air guitar con una foga che mi sono stupito non avesse le dita sanguinanti, quello era certamente spassoso ma rientra nella grande famiglia degli invasati.
Mi riferisco piuttosto al ragazzotto dietro le mie spalle che voleva dimostrare ai suoi accompagnatori di essere un conoscitore dei pezzi, mediante il geniale espediente di cantare con un anticipo di un paio di secondi.
Io dico, non ci pensi proprio alla gente intorno a te? E se per colpa tua il chitarrista immaginario va fuori tempo poi come facciamo?
Fatevi fottere.
giovedì 12 gennaio 2012
Revolution from my bed
Mi stavo iniziando a preoccupare. Il decadimento del tag misantropia si stava facendo ormai evidente, lasciando uno strascico di interrogativi non di poco conto.
Non provavo più irritazione nei confronti dell'uomo medio? Dov'erano finiti quegli slanci di nevrosi acuta come reazione al contatto umano di infima tipologia? Stavo diventando paziente e comprensibile? Mi stavo rammollendo? La gente intorno a me stava prendendo coscienza sotto l'influsso benefico della mia presenza?
Non sono in grado di rispondere. Ma so per certo che da qualche giorno a questa parte ingrugnerei tra loro gruppi di 4-5 persone per volta. I capannelli alla macchinetta del caffè di prossimi pre-pensionati che trovano pure il coraggio di lamentarsi, non accorgendosi di essere in una condizione assolutamente privilegiata. I qualunquisti e i benaltristi, quelli che fanno analisi politiche sottili come un tronco di baobab, come se non fossero sufficienti la Lega e Di Pietro a fare le barricate. Quelli che a fine 2011 si meritavano, secondo la loro modesta opinione, un riconoscimento da parte dell'azienda, quando io a qualcuno chiederei i danni. Le battute sui Maya, che non si può passare tutto il 2012 nell'angoscia, ché a forza di scherzarci su poi ci si inizia a credere sul serio.
Mi servirebbe talmente tanto napalm che mi sento quasi in pace con me stesso.
Non provavo più irritazione nei confronti dell'uomo medio? Dov'erano finiti quegli slanci di nevrosi acuta come reazione al contatto umano di infima tipologia? Stavo diventando paziente e comprensibile? Mi stavo rammollendo? La gente intorno a me stava prendendo coscienza sotto l'influsso benefico della mia presenza?
Non sono in grado di rispondere. Ma so per certo che da qualche giorno a questa parte ingrugnerei tra loro gruppi di 4-5 persone per volta. I capannelli alla macchinetta del caffè di prossimi pre-pensionati che trovano pure il coraggio di lamentarsi, non accorgendosi di essere in una condizione assolutamente privilegiata. I qualunquisti e i benaltristi, quelli che fanno analisi politiche sottili come un tronco di baobab, come se non fossero sufficienti la Lega e Di Pietro a fare le barricate. Quelli che a fine 2011 si meritavano, secondo la loro modesta opinione, un riconoscimento da parte dell'azienda, quando io a qualcuno chiederei i danni. Le battute sui Maya, che non si può passare tutto il 2012 nell'angoscia, ché a forza di scherzarci su poi ci si inizia a credere sul serio.
Mi servirebbe talmente tanto napalm che mi sento quasi in pace con me stesso.
martedì 10 gennaio 2012
Digital divide
Un'altra di quelle robe da deviati che qualcuno mi prenderà per il culo, ma giuro che è vero.
La differenza di suono tra un cd masterizzato (o peggio ancora creato da mp3) e un cd originale è notevole. Me ne accorgevo questa sera ascoltando "Lazlotòz" di Canali a volume sostenuto in auto. Che poi, detto per inciso, l'impianto audio della mia vettura mi soddisfa sempre di più.
Perciò comprate solo dischi originali. Perché quelli tarocchi non conviene comprarli, ve li potete scaricare da soli.
La differenza di suono tra un cd masterizzato (o peggio ancora creato da mp3) e un cd originale è notevole. Me ne accorgevo questa sera ascoltando "Lazlotòz" di Canali a volume sostenuto in auto. Che poi, detto per inciso, l'impianto audio della mia vettura mi soddisfa sempre di più.
Perciò comprate solo dischi originali. Perché quelli tarocchi non conviene comprarli, ve li potete scaricare da soli.
domenica 8 gennaio 2012
Questo post non è una Testata
Per essere un anno bisestile non c'è male. Ok che io di anno bisestile ci sono nato, e credo fermamente che siano i migliori, e non solo perché ci cascano i Giochi Olimpici. Quest'anno esce un sacco di roba (non attendo con trepidazione tutto quel che è elencato, ma comunque).
Ho scelto di iniziare con i Pearl Jam. Un disco diverso al giorno, in auto, e il Live on Two Legs in chiusura nel weekend. Ho messo nel portaoggetti tutto il Giorgio Canali che ho, in vista del primo live serio dell'anno, di qui a sei giorni. Sto dando credito ai Fugazi, e mi sembra che tutto il resto che è venuto dopo sia assolutamente prescindibile se messo a confronto.
Scommettete 5 euro che il 2012 sarà l'anno dei dinosauri?
Ho scelto di iniziare con i Pearl Jam. Un disco diverso al giorno, in auto, e il Live on Two Legs in chiusura nel weekend. Ho messo nel portaoggetti tutto il Giorgio Canali che ho, in vista del primo live serio dell'anno, di qui a sei giorni. Sto dando credito ai Fugazi, e mi sembra che tutto il resto che è venuto dopo sia assolutamente prescindibile se messo a confronto.
Scommettete 5 euro che il 2012 sarà l'anno dei dinosauri?
Serial Thrilla (is back)
Non a caso oggi è l'8 gennaio. Torna in tv la nemesi che mi ha tenuto incollato ai dieci pollici di questo monitor nelle ultime due settimane: Hank Moody, uno che una volta dava la caccia agli alieni ed ora è uno scrittore fallito, sessuomane, vagamente alcolizzato, assuefatto alla nicotina. Ah, se solo fossi scrittore...
Inizia su Showtime la quinta serie di Californication. Mezzora settimanale culturalmente impegnata. Poi giovedì riprende The Big Bang Theory dopo la pausa di più di un mese, e pure la sesta serie dell'argutissimo 30 Rock. Altre due mezzore a settimana prenotate. Venerdì il primo episodio della seconda serie di Portlandia. E qui non dico che vi frego tutti, ma quasi. Tanta, tantissima demenza, prendete degli sketch in stile Premiata Ditta ma scritti ed interpretati da due comici del Saturday Night Live, con una serie di guest star da fare invidia a Checco Zalone. Sperimentatelo, non è una gran fatica.
Totalizziamo così due ore settimanali, due ore serali da trascorrere sul divano senza addormentarmi.
Ora scusatemi che vado all'Autogrill a riempire il baule di 4-pack di Red Bull.
Inizia su Showtime la quinta serie di Californication. Mezzora settimanale culturalmente impegnata. Poi giovedì riprende The Big Bang Theory dopo la pausa di più di un mese, e pure la sesta serie dell'argutissimo 30 Rock. Altre due mezzore a settimana prenotate. Venerdì il primo episodio della seconda serie di Portlandia. E qui non dico che vi frego tutti, ma quasi. Tanta, tantissima demenza, prendete degli sketch in stile Premiata Ditta ma scritti ed interpretati da due comici del Saturday Night Live, con una serie di guest star da fare invidia a Checco Zalone. Sperimentatelo, non è una gran fatica.
Totalizziamo così due ore settimanali, due ore serali da trascorrere sul divano senza addormentarmi.
Ora scusatemi che vado all'Autogrill a riempire il baule di 4-pack di Red Bull.
giovedì 5 gennaio 2012
Social distortion
Chissà se in casa mia qualcuno si sta pentendo, ricordando quando mesi orsono venne espresso un certo rammarico perché passavo le serate infrasettimanali tra le quattro mura e me ne andavo in giro a gozzovigliare solo durante il weekend.
"Attento ad andare in giro che ci sono le nebbie" "Ormai la strada per Brescia se la ricorda da sola, l'auto"
"Attento ad andare in giro che ci sono le nebbie" "Ormai la strada per Brescia se la ricorda da sola, l'auto"
martedì 3 gennaio 2012
Sock is a four letter word
Finita l'inerzia del Capodanno, è ora di raccogliere i detriti. Ovvero le distorsioni che mi sono rimaste addosso.
Le ore passate a giocare a Rock Band: The Beatles mi hanno riportato alla deriva. Dopo mesi di noncuranza, ci sono rimasto nuovamente sotto. Il piatto del giradischi non si ferma più.
A tale proposito, mi sono reso conto di non avere il vinile di Rubber Soul. Alquanto incresciosa la faccenda. Devo completare il set, con quei tre-quattro album che mi mancano.
A proposito di set. Mesi fa parlavo dei calzini del multipack di H&M che uno ad uno iniziavano a disintegrarsi, tipo autodistruzione programmata. Ne avevo poi acquistati un secondo multipack, grigi anziché neri, sempre con l'orlo colorato per non appaiarli a caso. Sta ufficialmente accadendo lo stesso suicidio di massa, e sono durati decisamente meno di quelli vecchi. Penso sia ora di cambiare pusher.
Le ore passate a giocare a Rock Band: The Beatles mi hanno riportato alla deriva. Dopo mesi di noncuranza, ci sono rimasto nuovamente sotto. Il piatto del giradischi non si ferma più.
A tale proposito, mi sono reso conto di non avere il vinile di Rubber Soul. Alquanto incresciosa la faccenda. Devo completare il set, con quei tre-quattro album che mi mancano.
A proposito di set. Mesi fa parlavo dei calzini del multipack di H&M che uno ad uno iniziavano a disintegrarsi, tipo autodistruzione programmata. Ne avevo poi acquistati un secondo multipack, grigi anziché neri, sempre con l'orlo colorato per non appaiarli a caso. Sta ufficialmente accadendo lo stesso suicidio di massa, e sono durati decisamente meno di quelli vecchi. Penso sia ora di cambiare pusher.
lunedì 2 gennaio 2012
Polly Jean is not my lover
Tra i dischi meglio accolti dalla critica nell'anno appena passato, c'è sicuramente "Let England shake", ultima fatica di PJ Harvey. Ho subito un'infatuazione postuma per questo album, e ho raccolto un paio di informazioni superflue in giro. Informazioni che mi hanno fatto immediatamente scendere a terra le gonadi.
Guardando questo elenco delle posizioni più alte raggiunte in classifica in diversi paesi, risulta che in Europa il picco oscilla tra la seconda e la quindicesima piazza, negli Stati Uniti il miglior risultato è un trentaduesimo posto, ventitreesimo in Canada.
In Italia invece? Il prestigioso mercato italiano come ha dimostrato alla meravigliosa Polly Jean la sua incommensurabile stima? Con un bel 57esimo posto. Manco in top 50, manco per una settimana. Se trovo ancora l'LP lo compro, per ripicca.
Guardando questo elenco delle posizioni più alte raggiunte in classifica in diversi paesi, risulta che in Europa il picco oscilla tra la seconda e la quindicesima piazza, negli Stati Uniti il miglior risultato è un trentaduesimo posto, ventitreesimo in Canada.
In Italia invece? Il prestigioso mercato italiano come ha dimostrato alla meravigliosa Polly Jean la sua incommensurabile stima? Con un bel 57esimo posto. Manco in top 50, manco per una settimana. Se trovo ancora l'LP lo compro, per ripicca.
With a little help from my Facebook Friends
Non è necessario che chieda alle persone come hanno passato il Capodanno. Sono stato un paio di ore su Facebook il pomeriggio dell'1 ed ho immagazzinato una quantità tale di informazioni da poter fare un resoconto dettagliato del veglione di tutti i miei contatti.
Sto solo aspettando le foto della MIA festa per imparare i nomi delle persone presenti. Per quanto mi riguarda, potete chiamarmi Paul (o Faul, a piacimento).
Sto solo aspettando le foto della MIA festa per imparare i nomi delle persone presenti. Per quanto mi riguarda, potete chiamarmi Paul (o Faul, a piacimento).
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