Il buio oltre le Kim. Le mie due bassiste di riferimento a cavallo degli anni 80/90, accomunate dal nome, se ne sono andate di recente, ma il mondo noise-altern-rock non si ferma davanti a nulla. E ci sono come al solito gli streaming a darcene conto.
I Pixies senza Kim Deal saranno sul banco di prova quest'autunno. Dopo il brano "Bag Boy", primo inedito da secoli di Frank Black e soci, è uscita a sorpresa la news di un EP di quattro nuovi pezzi messo in vendita oggi, con la canzone "Indie Cindy" in streaming su Consequence of Sound. Sto meditando se tirare fuori o meno la carta di credito, ché a me i vinili dieci pollici piacciono un casino.
I Sonic Youth senza Kim Gordon sono un grosso punto interrogativo. Ancora non si capisce se hanno un futuro. Quel che è certo è che Kim Gordon senza i Sonic Youth un futuro ce l'ha, e su Pitchfork si può sentire l'intero album "Coming apart" del suo nuovo gruppo Body/Head. Derivativo dei SY nei loro aspetti più noise, piacevole, consigliato agli amanti del genere. Lo spezzettamento dei Sonic Youth ha prodotto un sacco di gruppetti interessanti (vedi Chelsea Light Moving), anche se ci sta per il momento privando della band seminale.
martedì 3 settembre 2013
Focus/Temper
I runner, veri o professionisti o amatoriali o improvvisati o finti -come me, hanno il viziaccio di parlare della corsa esprimendosi in cifre, che risultano incomprensibili a chi non è avvezzo a questo sport. Sto per cascare anche io nel tranello, rischiando di rendere illeggibile il post, ma c'è un motivo particolare che va al di là delle statistiche e dell'autocompiacimento ad esse legato.
Da anni sostengo che Teen Age Riot dei Sonic Youth sia una canzone il cui ascolto restituisce una carica pazzesca. È stato brano ufficiale del lunedì mattina in bicicletta, quando ancora ero pendolare FS, per poi diventare pericolosa quando stavo in auto e partiva dal cd, e ovviamente quando più di un anno fa ho preparato la prima playlist dedicata alla corsa -rimasta poi quasi invariata nei mesi- ce l'ho messa come pezzo forte. E mi sono accorto più volte di spingere con intensità nel momento in cui lo shuffle dell'iPod Shuffle me la faceva sentire.
Ma questa sera ho avuto la dimostrazione che è doping. Indiscutibilmente doping, da inserire nella lista delle sostanze proibite.
Ora arriva la parte noiosa con le cifre. Da quando la temperatura è calata e si fa un po' meno fatica a correre la sera, la distanza che percorro si è assestata sui 12.5 km, con un passo di poco inferiore ai 5 minuti per km. Stasera il clima era altrettanto ottimale, ma mi sentivo affaticato, respiro affannoso, dolore di gambe, passo un po' troppo spedito nei primi minuti, sta di fatto che intorno ai 10 km sento le avvisaglie del cedimento. Raggiungo il chilometro 11 e decido di completare il giro per poi fermarmi, ché non ne avevo più. Poco prima del traguardo prefissato, parte appunto Il Pezzo. Che per chi non lo sapesse dura sette minuti. Sulla spinta emozionale mi propongo di tirare almeno al dodicesimo km, tirando fuori le ultime forze. Se non fosse che ne trovo delle altre, per eguagliare i 12.5 prefissati come asticella. Ma a quel punto l'adrenalina in circolo è talmente elevata -"he acts the hero, we paint a zero on his hand"- che sposto il limite un po' più in là, fino alla fine del brano non posso mollare.
Ed è così che da moribondo al di sotto del mio livello finisco per sfoderare una prestazione migliorativa. 13.5 km, uno in più del previsto, con un passo medio discreto e un tempo sugli ultimi due km molto buono, in crescita, proprio quando stavo tirando i remi in barca. L'infografica qui di seguito può dimostrarlo. E tutto è avvenuto per merito della canzone giusta al momento giusto.
Da anni sostengo che Teen Age Riot dei Sonic Youth sia una canzone il cui ascolto restituisce una carica pazzesca. È stato brano ufficiale del lunedì mattina in bicicletta, quando ancora ero pendolare FS, per poi diventare pericolosa quando stavo in auto e partiva dal cd, e ovviamente quando più di un anno fa ho preparato la prima playlist dedicata alla corsa -rimasta poi quasi invariata nei mesi- ce l'ho messa come pezzo forte. E mi sono accorto più volte di spingere con intensità nel momento in cui lo shuffle dell'iPod Shuffle me la faceva sentire.
Ma questa sera ho avuto la dimostrazione che è doping. Indiscutibilmente doping, da inserire nella lista delle sostanze proibite.
Ora arriva la parte noiosa con le cifre. Da quando la temperatura è calata e si fa un po' meno fatica a correre la sera, la distanza che percorro si è assestata sui 12.5 km, con un passo di poco inferiore ai 5 minuti per km. Stasera il clima era altrettanto ottimale, ma mi sentivo affaticato, respiro affannoso, dolore di gambe, passo un po' troppo spedito nei primi minuti, sta di fatto che intorno ai 10 km sento le avvisaglie del cedimento. Raggiungo il chilometro 11 e decido di completare il giro per poi fermarmi, ché non ne avevo più. Poco prima del traguardo prefissato, parte appunto Il Pezzo. Che per chi non lo sapesse dura sette minuti. Sulla spinta emozionale mi propongo di tirare almeno al dodicesimo km, tirando fuori le ultime forze. Se non fosse che ne trovo delle altre, per eguagliare i 12.5 prefissati come asticella. Ma a quel punto l'adrenalina in circolo è talmente elevata -"he acts the hero, we paint a zero on his hand"- che sposto il limite un po' più in là, fino alla fine del brano non posso mollare.
Ed è così che da moribondo al di sotto del mio livello finisco per sfoderare una prestazione migliorativa. 13.5 km, uno in più del previsto, con un passo medio discreto e un tempo sugli ultimi due km molto buono, in crescita, proprio quando stavo tirando i remi in barca. L'infografica qui di seguito può dimostrarlo. E tutto è avvenuto per merito della canzone giusta al momento giusto.
domenica 1 settembre 2013
Chi sono io per giudicare?
A completamento di quanto già anticipato negli scorsi posti, NME offre in streaming il nuovo album dei Babyshambles, "Sequel to the prequel". Pigiate il link a vostro rischio e pericolo, il mio sentimento oscilla ancora tra:
- i Babyshambles non sono mai stati una gran band e a maggior ragione nel 2013 non possono mettere assieme nulla di buono
- è gradevole e orecchiabile, i pezzi più ammiccanti non sono affatto male
- Pete Doherty è completamente bruciato, queste canzoni non sono di certo opera sua
- il post-punk revival o garage rock revival non ha più ragione di esistere, ma se il genere meritasse ancora un po' di credito questo disco sarebbe davvero buono
In tre parole, anacronistico, appetibile, confortante.
Posso parlare certamente meglio del disco nuovo dei Franz Ferdinand, "Right thoughts, Right words, Right action", un balzo in avanti rispetto a "Tonight", suona come una prosecuzione dei primi due album (che ho amato e amo tantissimo, sebbene qualcuno obietterà che sono ripetitivi), con una mezza deviazione un po' danzereccia e un po' 60's che non mi lascia per nulla perplesso. Sono indubbiamente ancora vivi, cosa che chiaramente non si può mai dire di Doherty e soci.
Anche la raccolta dei Belle and Sebastian "The Third Eye Centre" ha ricevuto maggiore attenzione da parte mia. Non è male, ma resta confinata alla voce "disco per fan e appassionati", non ha la stessa intensità e organicità di "Push barman to open old wounds". Il punto è che quella era una raccolta atipica di EP, b-sides e rarities che formavano un doppio disco unico, e a memoria di album simili mi vengono solo "Hatful of hollow" e "Louder than bombs" degli Smiths. Una retrospettiva per pochi intimi, e per tenerli buoni nell'attesa di qualcosa di nuovo.
Nota a margine: io il disco l'ho pre-ordinato appena mi è stato possibile, speravo di rientrare nei primi cento ma non ci credevo più di tanto. L'altro giorno mi è arrivato il pacco, e a quanto pare sono stato sufficientemente celere da meritarmi il poster autografato. Non posso che parlarne bene, a questo punto.
Nota a margine/2: non c'è uno streaming da linkare, ma il nuovo disco dei Crocodiles è fighissimo. Consigliato senza se e senza ma. Unico neo, il titolo "Crimes of Passion" fa davvero schifo. Questo il brano che spacca più di tutti, secondo il mio modestissimo gusto personale.
- i Babyshambles non sono mai stati una gran band e a maggior ragione nel 2013 non possono mettere assieme nulla di buono
- è gradevole e orecchiabile, i pezzi più ammiccanti non sono affatto male
- Pete Doherty è completamente bruciato, queste canzoni non sono di certo opera sua
- il post-punk revival o garage rock revival non ha più ragione di esistere, ma se il genere meritasse ancora un po' di credito questo disco sarebbe davvero buono
In tre parole, anacronistico, appetibile, confortante.
Posso parlare certamente meglio del disco nuovo dei Franz Ferdinand, "Right thoughts, Right words, Right action", un balzo in avanti rispetto a "Tonight", suona come una prosecuzione dei primi due album (che ho amato e amo tantissimo, sebbene qualcuno obietterà che sono ripetitivi), con una mezza deviazione un po' danzereccia e un po' 60's che non mi lascia per nulla perplesso. Sono indubbiamente ancora vivi, cosa che chiaramente non si può mai dire di Doherty e soci.
Anche la raccolta dei Belle and Sebastian "The Third Eye Centre" ha ricevuto maggiore attenzione da parte mia. Non è male, ma resta confinata alla voce "disco per fan e appassionati", non ha la stessa intensità e organicità di "Push barman to open old wounds". Il punto è che quella era una raccolta atipica di EP, b-sides e rarities che formavano un doppio disco unico, e a memoria di album simili mi vengono solo "Hatful of hollow" e "Louder than bombs" degli Smiths. Una retrospettiva per pochi intimi, e per tenerli buoni nell'attesa di qualcosa di nuovo.
Nota a margine: io il disco l'ho pre-ordinato appena mi è stato possibile, speravo di rientrare nei primi cento ma non ci credevo più di tanto. L'altro giorno mi è arrivato il pacco, e a quanto pare sono stato sufficientemente celere da meritarmi il poster autografato. Non posso che parlarne bene, a questo punto.
Nota a margine/2: non c'è uno streaming da linkare, ma il nuovo disco dei Crocodiles è fighissimo. Consigliato senza se e senza ma. Unico neo, il titolo "Crimes of Passion" fa davvero schifo. Questo il brano che spacca più di tutti, secondo il mio modestissimo gusto personale.
sabato 31 agosto 2013
Mission/Vision
Volevo costruire un post intorno alle seguenti righe:
I'm a mean motherfucker now, but I once was cool
I'm a bad motherfucker now, but I once was cool
La verità è che, a differenza di un tempo, sono a corto di argomenti. Eppure la gente mi sta sui coglioni tanto quanto prima. E la mia goffaggine continua a produrre conseguenze disdicevoli, come sempre. Sarà forse che diventando vecchio sto perdendo il gusto di riderci sopra? O che il mio pensiero polemico estemporaneo si riesce ormai a circoscrivere nei 140 caratteri di Twitter e non richiede ulteriore approfondimento? O che il pubblico si è ridotto a tipo tre lettori che lurkano e si confondo tra gli spambot che hanno ormai il pieno controllo dei miei referral?
Ci vorrebbe un'ispirazione alla Michael Scott per guadagnare popolarità senza assolutamente apparire ridicoli. Sono ancora indeciso se regalare gelati non richiesti o raccontare storielle tremendamente quanto involontariamente razziste.
I'm a mean motherfucker now, but I once was cool
I'm a bad motherfucker now, but I once was cool
La verità è che, a differenza di un tempo, sono a corto di argomenti. Eppure la gente mi sta sui coglioni tanto quanto prima. E la mia goffaggine continua a produrre conseguenze disdicevoli, come sempre. Sarà forse che diventando vecchio sto perdendo il gusto di riderci sopra? O che il mio pensiero polemico estemporaneo si riesce ormai a circoscrivere nei 140 caratteri di Twitter e non richiede ulteriore approfondimento? O che il pubblico si è ridotto a tipo tre lettori che lurkano e si confondo tra gli spambot che hanno ormai il pieno controllo dei miei referral?
Ci vorrebbe un'ispirazione alla Michael Scott per guadagnare popolarità senza assolutamente apparire ridicoli. Sono ancora indeciso se regalare gelati non richiesti o raccontare storielle tremendamente quanto involontariamente razziste.
martedì 27 agosto 2013
On peut prendre la fuite
Le lumache fuori dalla porta mi avvisano che l'estate, quella vera, è agli sgoccioli, anzi ai goccioloni se butto un occhio fuori dalla finestra. E me ne compiaccio.
Agosto è un mese difficile, quando sei dalle parti di casa tua e non sei un fanatico delle fiere umane agostane sui lungolago o alle sagre di paese o nei campi da beach volley. Ché a pallavolo sei sempre stato una sega, e non è uno sport che si presta alla goliardia di quattro risate sul playground.
Sembra che tutti se ne vadano, i fornai in primis, avere del pane fresco in queste settimane si è rivelata un'impresa non di poco conto. Eppure si, i vacanzieri ci sono, ma in numero inferiore a quello della gente che sembra sparire dalle città. Quelli che restano sono in tanti, ma tendono probabilmente a nascondersi. O a mettersi in coda sulla Gardesana occidentale.
Per inciso, ho valicato e sto valicando diverse volte il limite della cerchia urbana, con discreta soddisfazione, ma quando rientri a casa per qualche giorno ti sale lo sgomento. Chiudono i locali per ferie, perché manca la gente, e la gente non va nei pochi locali che restano aperti, e che quindi si sentono motivati a chiudere a loro volta. Forse perché provano ad imitare i fornai.
C'è una terza ragione per la quale la fine di agosto mi rallegra alquanto: la sparizione definitiva dei piedi in riva al mare da Facebook, Instagram e Twitter. Ma soprattutto FB, dove ho una cerchia poco selezionata che mi affligge con il fetiesibizionismo. Voi e il vostro mare, quello del Salento in particolar modo che quest'anno ha veramente sfracellato le gonadi. Anch'io sono stato al mare, sapete? Ma ho preferito ammazzarmi di spritz e cibo e leggere come non facevo da mesi e perdere tempo in maniera costruttiva, anziché esporre lo smartphone ai rischi del contatto con la sabbia. La batteria dura anche di più, se vogliamo dirla tutta.
Questo è il clima che sto aspettando. E non è per niente triste, come potrebbe sembrare ad uno sguardo distratto.
Agosto è un mese difficile, quando sei dalle parti di casa tua e non sei un fanatico delle fiere umane agostane sui lungolago o alle sagre di paese o nei campi da beach volley. Ché a pallavolo sei sempre stato una sega, e non è uno sport che si presta alla goliardia di quattro risate sul playground.
Sembra che tutti se ne vadano, i fornai in primis, avere del pane fresco in queste settimane si è rivelata un'impresa non di poco conto. Eppure si, i vacanzieri ci sono, ma in numero inferiore a quello della gente che sembra sparire dalle città. Quelli che restano sono in tanti, ma tendono probabilmente a nascondersi. O a mettersi in coda sulla Gardesana occidentale.
Per inciso, ho valicato e sto valicando diverse volte il limite della cerchia urbana, con discreta soddisfazione, ma quando rientri a casa per qualche giorno ti sale lo sgomento. Chiudono i locali per ferie, perché manca la gente, e la gente non va nei pochi locali che restano aperti, e che quindi si sentono motivati a chiudere a loro volta. Forse perché provano ad imitare i fornai.
C'è una terza ragione per la quale la fine di agosto mi rallegra alquanto: la sparizione definitiva dei piedi in riva al mare da Facebook, Instagram e Twitter. Ma soprattutto FB, dove ho una cerchia poco selezionata che mi affligge con il fetiesibizionismo. Voi e il vostro mare, quello del Salento in particolar modo che quest'anno ha veramente sfracellato le gonadi. Anch'io sono stato al mare, sapete? Ma ho preferito ammazzarmi di spritz e cibo e leggere come non facevo da mesi e perdere tempo in maniera costruttiva, anziché esporre lo smartphone ai rischi del contatto con la sabbia. La batteria dura anche di più, se vogliamo dirla tutta.
Questo è il clima che sto aspettando. E non è per niente triste, come potrebbe sembrare ad uno sguardo distratto.
sabato 24 agosto 2013
Il "nuovo", il Vecchio e il Male
Valicando i confini del Klondike scozzese, mi sono trovato ad assorbire una botta di streaming non indifferenti negli ultimi giorni. Il feedback sarà perciò abbastanza confuso, metto un disclaimer in cima.
Da alcuni anni mi ronza nelle orecchio una band di Nuova Iorc, The So So Glos, che dopo alcuni EP solamente quest'anno hanno pubblicato il loro primo album, "Blowout". Su Stereogum ci sono i video di due singoli da esso estrapolati, "Dizzy" -che suona abbastanza distante dalle prime strimpellate- e "Lost Weekend" -molto più vicino a quel postpunkrevivalgarage che li contraddistingue-.
Un "pochettino" più noti, ma non meno controversi, gli Arctic Monkeys. Io non so più che dire, mi piacciono ma mi indispongono, sono belli i primi album ma la produzione di Josh Homme è notevole, si sono sputtanati ma sono ugualmente ammiccanti. Sta per arrivare "AM", ma non risolverà niente. E nemmeno il video di "Why'd you only call me when you're high?" aiuta.
Più accattivante il secondo pezzo in anteprima da "Glow & Behold", secondo disco degli Yuck di cui è stata resa nota la tracklist. "Middle Sea", rintracciata su Consequence of Sound, tende più all'indie-rock primordiale anziché allo shoegazing del brano precedente, ma gonfia le aspettative di un altro po'.
Spiazzante la triplice preview dei Babyshambles, sempre su Consequence of Sound. Oltre a "Nothing comes to nothing" si trovano anche "Farmer's daughter" e la mia preferita "Picture me in a hospital", e più ascolto più mi aggrada, e sono decisamente sgomento di fronte a ciò. Non avrei scommesso un solo euro sull'ascoltabilità di materiale nuovo che venisse da Peter Griffin Doherty, e invece sono combattuto.
Capitolo "band dal nome figo". Someone Still Loves You Boris Yeltsin, in uscita anche loro con un nuovo disco, e questa "Young Presidents", che ha il ritmo indie-rock e le sonorità dreampop. E ci sta pure bene, il primo ascolto non dice granché, il secondo inizia ad entrarti nelle orecchie, il terzo ancora non lo so.
Non faranno la storia della musica, i Cults, ma "I can hardly make you mine" è un brano che pur suonando un po' datato -ah! quando gli MGMT erano gli MGMT!"- non dispiace. Anche se averlo messo per ultimo nell'elenco significherà pur qualcosa.
Da alcuni anni mi ronza nelle orecchio una band di Nuova Iorc, The So So Glos, che dopo alcuni EP solamente quest'anno hanno pubblicato il loro primo album, "Blowout". Su Stereogum ci sono i video di due singoli da esso estrapolati, "Dizzy" -che suona abbastanza distante dalle prime strimpellate- e "Lost Weekend" -molto più vicino a quel postpunkrevivalgarage che li contraddistingue-.
Un "pochettino" più noti, ma non meno controversi, gli Arctic Monkeys. Io non so più che dire, mi piacciono ma mi indispongono, sono belli i primi album ma la produzione di Josh Homme è notevole, si sono sputtanati ma sono ugualmente ammiccanti. Sta per arrivare "AM", ma non risolverà niente. E nemmeno il video di "Why'd you only call me when you're high?" aiuta.
Più accattivante il secondo pezzo in anteprima da "Glow & Behold", secondo disco degli Yuck di cui è stata resa nota la tracklist. "Middle Sea", rintracciata su Consequence of Sound, tende più all'indie-rock primordiale anziché allo shoegazing del brano precedente, ma gonfia le aspettative di un altro po'.
Spiazzante la triplice preview dei Babyshambles, sempre su Consequence of Sound. Oltre a "Nothing comes to nothing" si trovano anche "Farmer's daughter" e la mia preferita "Picture me in a hospital", e più ascolto più mi aggrada, e sono decisamente sgomento di fronte a ciò. Non avrei scommesso un solo euro sull'ascoltabilità di materiale nuovo che venisse da Peter Griffin Doherty, e invece sono combattuto.
Capitolo "band dal nome figo". Someone Still Loves You Boris Yeltsin, in uscita anche loro con un nuovo disco, e questa "Young Presidents", che ha il ritmo indie-rock e le sonorità dreampop. E ci sta pure bene, il primo ascolto non dice granché, il secondo inizia ad entrarti nelle orecchie, il terzo ancora non lo so.
Non faranno la storia della musica, i Cults, ma "I can hardly make you mine" è un brano che pur suonando un po' datato -ah! quando gli MGMT erano gli MGMT!"- non dispiace. Anche se averlo messo per ultimo nell'elenco significherà pur qualcosa.
martedì 20 agosto 2013
Sound of Scotland [updated]
Un migliaio di feed da cui trarre una manciata di streaming interessanti.
La prima parte della lista di link, come da titolo, riguarda il paese a più alta concentrazione di gruppi fighi ovvero la Scozia.
Un gruppo che non ho mai approfondito, vista una conoscenza superficiale che me li faceva considerare un po' lagnosi, ma che merita attenzione data la caratura del nome e un percorso un po' travagliato tipico dei gruppi scozzesi sono i Travis. Il disco del loro ritorno dopo cinque anni, "Where you stand", si può ascoltare per intero su Rolling Stone. Ed è risultato più coinvolgente di quanto fossero i loro precedenti, alle mie orecchie.
Ben più vicini ai miei canoni, anche se come tutte le band della loro generazione hanno seguito un percorso più o meno in calando, sono i Franz Ferdinand. Il loro nuovo album, "Right thoughts, Right words, Right action" è in uscita a fine mese ma è da oggi fruibile su NPR, intercettato via Stereogum. Non l'ho ancora sentito, non me la sono sentita di farlo con distrazione, appena ne so qualcosa di più butto giù le mie impressioni.
Ho beccato spesso in radio recentemente i Camera Obscura, che stanno nella scia dei Belle and Sebastian e in particolare ricordano da vicino il side-project di Murdoch e alcuni amici chiamato God Help The Girl. È uscito a giugno il disco "Desire lines", da cui è tratto il secondo singolo "Break it to you gently" che gli amanti dell'indie-pop di stampo twee troveranno adorabile e tutti gli altri giudicheranno stucchevole.
Aggiornamento: citati poco più sopra, si sono probabilmente sentiti chiamati in causa ed hanno deciso di provvedere mettendo in streaming sul Guardian la raccolta di rarities&b-sides "The Third Eye Centre" in uscita imminente. Parlo chiaramente dei Belle and Sebastian. E altrettanto chiaramente ho già preordinato da settimane il disco. Che verrà subito saggiato in via digitale.
La prima parte della lista di link, come da titolo, riguarda il paese a più alta concentrazione di gruppi fighi ovvero la Scozia.
Un gruppo che non ho mai approfondito, vista una conoscenza superficiale che me li faceva considerare un po' lagnosi, ma che merita attenzione data la caratura del nome e un percorso un po' travagliato tipico dei gruppi scozzesi sono i Travis. Il disco del loro ritorno dopo cinque anni, "Where you stand", si può ascoltare per intero su Rolling Stone. Ed è risultato più coinvolgente di quanto fossero i loro precedenti, alle mie orecchie.
Ben più vicini ai miei canoni, anche se come tutte le band della loro generazione hanno seguito un percorso più o meno in calando, sono i Franz Ferdinand. Il loro nuovo album, "Right thoughts, Right words, Right action" è in uscita a fine mese ma è da oggi fruibile su NPR, intercettato via Stereogum. Non l'ho ancora sentito, non me la sono sentita di farlo con distrazione, appena ne so qualcosa di più butto giù le mie impressioni.
Ho beccato spesso in radio recentemente i Camera Obscura, che stanno nella scia dei Belle and Sebastian e in particolare ricordano da vicino il side-project di Murdoch e alcuni amici chiamato God Help The Girl. È uscito a giugno il disco "Desire lines", da cui è tratto il secondo singolo "Break it to you gently" che gli amanti dell'indie-pop di stampo twee troveranno adorabile e tutti gli altri giudicheranno stucchevole.
Aggiornamento: citati poco più sopra, si sono probabilmente sentiti chiamati in causa ed hanno deciso di provvedere mettendo in streaming sul Guardian la raccolta di rarities&b-sides "The Third Eye Centre" in uscita imminente. Parlo chiaramente dei Belle and Sebastian. E altrettanto chiaramente ho già preordinato da settimane il disco. Che verrà subito saggiato in via digitale.
lunedì 12 agosto 2013
Low Voltage
Il box a fianco ha due dita di muffa. I link sono ormai morti. È meglio dare una ripulita e una veloce risistemata.
Ty Segall è uno che in genere fa parecchio casino. Garage rock, suoni poco puliti, graffi a ripetizione. Il 20 agosto esce "Sleeper", e l'anteprima in streaming completo offerta da NPR (via Stereogum) solleva subito una domanda: gli hanno staccato la corrente? non ha forse pagato la bolletta? Sound acustico comunque gradevole, 35 minuti di disco non richiedono un grosso sforzo.
Gli Yuck sono una band che esisteva a mia insaputa, era solo un nome già sentito. Pochi mesi fa collegai il loro nome ad un brano conosciuto, "The Wall", e il cerchio venne chiuso. Hanno pubblicato un solo disco nel 2011, il cantante se n'è andato e hanno annunciato l'uscita del secondo album a breve. È uscito un singolo in anteprima, "Rebirth", che attacca come un pezzo dei My Bloody Valentine e poi prende una deriva tutta sua. Non male. Anche se alla domanda qui dietro su che fine abbia fatto lo shoegazing nemmeno loro sanno rispondere.
Un gruppo che faccio finta di conoscere ma in realtà ne so poco e un cazzo sono i Goldfrapp. Però so che a settembre esce il nuovo album "Tales of us" e sul loro canale YouTube hanno caricato il video di "Drew".
Ne so qualcosa di più dei Pixies. Tipo che a novembre sono a Milano. E che senza Kim Deal io non lo so come sarà. Però hanno messo anche loro in giro questo nuovo brano random, "Bagboy", del quale peraltro esistono due diversi video.
Stanno tornando i Babyshambles. È un bene o un male? Non lo so, non lo saprò mai, ma se qualcuno è in grado di giudicare può iniziare a farlo con questa "Nothing comes to nothing".
Ty Segall è uno che in genere fa parecchio casino. Garage rock, suoni poco puliti, graffi a ripetizione. Il 20 agosto esce "Sleeper", e l'anteprima in streaming completo offerta da NPR (via Stereogum) solleva subito una domanda: gli hanno staccato la corrente? non ha forse pagato la bolletta? Sound acustico comunque gradevole, 35 minuti di disco non richiedono un grosso sforzo.
Gli Yuck sono una band che esisteva a mia insaputa, era solo un nome già sentito. Pochi mesi fa collegai il loro nome ad un brano conosciuto, "The Wall", e il cerchio venne chiuso. Hanno pubblicato un solo disco nel 2011, il cantante se n'è andato e hanno annunciato l'uscita del secondo album a breve. È uscito un singolo in anteprima, "Rebirth", che attacca come un pezzo dei My Bloody Valentine e poi prende una deriva tutta sua. Non male. Anche se alla domanda qui dietro su che fine abbia fatto lo shoegazing nemmeno loro sanno rispondere.
Un gruppo che faccio finta di conoscere ma in realtà ne so poco e un cazzo sono i Goldfrapp. Però so che a settembre esce il nuovo album "Tales of us" e sul loro canale YouTube hanno caricato il video di "Drew".
Ne so qualcosa di più dei Pixies. Tipo che a novembre sono a Milano. E che senza Kim Deal io non lo so come sarà. Però hanno messo anche loro in giro questo nuovo brano random, "Bagboy", del quale peraltro esistono due diversi video.
Stanno tornando i Babyshambles. È un bene o un male? Non lo so, non lo saprò mai, ma se qualcuno è in grado di giudicare può iniziare a farlo con questa "Nothing comes to nothing".
sabato 10 agosto 2013
Panel Board
Erano dieci mesi che volevo farlo. In realtà pensavo ad un unico pannello, ma le dimensioni che ho trovato erano queste, e il risultato è ugualmente soddisfacente.
Quelle che seguono sono due composizioni gemelle, celebrative della mia carriera passata/presente -con spazio riservato al futuro- da groupie, e le mostro con un certo autocompiacimento. Mi sono accorto che ci sono dei mancanti, appena li rintraccio nei cassetti li piazzo al loro posto.
(cliccare per visualizzare l'immagine ingrandita e capirci qualcosa di più)
Quelle che seguono sono due composizioni gemelle, celebrative della mia carriera passata/presente -con spazio riservato al futuro- da groupie, e le mostro con un certo autocompiacimento. Mi sono accorto che ci sono dei mancanti, appena li rintraccio nei cassetti li piazzo al loro posto.
(cliccare per visualizzare l'immagine ingrandita e capirci qualcosa di più)
martedì 6 agosto 2013
Legge della conservazione della massa
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma (o si nasconde)
Uno dei miei passatempi preferiti è raccontare storielle che mi ricoprono di ridicolo, per farmi apparire più simpatico e meno musone di quello che gli altri possano pensare (a ragione).
Episodio molto gettonato è quello vecchio di un anno del lucchetto della bici (del quale scrissi approfonditamente qui e qui). Riassumendo in breve, al rientro dalle brevi ferie estive mi accorsi di non trovare più la chiave per slegare la bicicletta che giaceva beatamente nel mio garage. Ogni tentativo fu inutile, al punto da ricorrere alla soluzione drastica ovvero tranciare il cavo.
Mi trovo a Valencia, giusto un mese fa. Siamo fuori a cena, di fronte ad alcuni secchielli di birra e piatti di tapas improbabili, quando ad un certo punto avverto un certo fastidio nella tasca posteriore dei bermuda. Tasto da fuori e riconosco una forma circolare. Il Gastone che c'è in me subito pensa "Saranno i soliti due euro che dissemini nei pantaloni e ritrovi dopo settimane/mesi" sebbene di solito accada con le banconote da cinque. Infilo la mano per scrupolo, già sapendo cosa avrei trovato.
E invece. A grande sorpresa. Esce questa.
Già. Proprio quella. Maledetta. Ben nascosta, resistente alla lavatrice, consapevole che quei bermuda non vanno stirati. Pensava di averla fatta franca. Si è guadagnata un posto nel mio personale reliquiario.
Uno dei miei passatempi preferiti è raccontare storielle che mi ricoprono di ridicolo, per farmi apparire più simpatico e meno musone di quello che gli altri possano pensare (a ragione).
Episodio molto gettonato è quello vecchio di un anno del lucchetto della bici (del quale scrissi approfonditamente qui e qui). Riassumendo in breve, al rientro dalle brevi ferie estive mi accorsi di non trovare più la chiave per slegare la bicicletta che giaceva beatamente nel mio garage. Ogni tentativo fu inutile, al punto da ricorrere alla soluzione drastica ovvero tranciare il cavo.
Mi trovo a Valencia, giusto un mese fa. Siamo fuori a cena, di fronte ad alcuni secchielli di birra e piatti di tapas improbabili, quando ad un certo punto avverto un certo fastidio nella tasca posteriore dei bermuda. Tasto da fuori e riconosco una forma circolare. Il Gastone che c'è in me subito pensa "Saranno i soliti due euro che dissemini nei pantaloni e ritrovi dopo settimane/mesi" sebbene di solito accada con le banconote da cinque. Infilo la mano per scrupolo, già sapendo cosa avrei trovato.
E invece. A grande sorpresa. Esce questa.
Già. Proprio quella. Maledetta. Ben nascosta, resistente alla lavatrice, consapevole che quei bermuda non vanno stirati. Pensava di averla fatta franca. Si è guadagnata un posto nel mio personale reliquiario.
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