Ho pronta la terzina di nomi. Mancano ancora novembre (che difficilmente regala sorprese) e dicembre (che è il mese dei best of e dei cofanetti natalizi), ma già da ora posso annunciare i tre migliori album di debutto dell'anno 2013, complice una folgorazione casuale intercettata alla radio.
Essendo incapace di stilare classifiche, ma solo di riempire liste, ci tengo a precisare che non esiste un ordine di gradimento, non posso parlare di podio mettendo tutti quanti sullo stesso piano.
Delle Savages e del loro disco "Silence yourself" ho già scritto a sufficienza negli ultimi mesi.
Thurston Moore non è un artista di primo pelo, ma il progetto Chelsea Light Moving è nuovo di zecca e della mia folgorazione per l'album eponimo ho già scritto recentemente.
Come si suol dire, anche lo shoegaze vuole la sua parte, e nei giorni scorsi mi sono imbattuto, ascoltando casualmente una trasmissione di Radiodue che non tratta di musica, in un gruppo gallese che ricorda da vicino il lato più digeribile dei My Bloody Valentine, con una serie di tratti somatici che derivano da altre band che ascolto da sempre. Attraverso Bandcamp sono riuscito ad ascoltare meglio, e nel giro di un paio di ore mi sono trovato ad ordinare una copia dell'album di debutto di questi Joanna Gruesome a me sconosciuti fino a poco prima. Non ho trovato uno streaming di "Weird sister", ma proprio su Bandcamp ci si può fare un'idea del loro tiro, ci pensa poi Youtube ad aggiungere qualcosina. Non sarà difficile associare all'inizio di "Sugarcrush" l'intro di alcuni pezzi dei migliori Placebo, quelli che plettravano scalmanati sulle chitarre e che provavo piacere ad ascoltare dieci anni fa. E che si presume ascoltassero parecchio pure loro.
domenica 27 ottobre 2013
martedì 22 ottobre 2013
Mon Déisme
Oggi è lunedì. Sono arrivato con pochi secondi di ritardo in ufficio (pochi secondi che si convertono in un quarto d'ora di recupero serale) e non accadeva dai primi di agosto.
Stasera ho corso sull'asfalto, da solo non era mai accaduto, è molto meno noioso che ripetere un giro di 1,15 km intorno a un parco ma è anche molto più aggressivo per le mie povere ginocchia storicamente debilitate. Nonostante ciò, l'esperienza è da ripetere.
Oggi sono usciti due nuovi singoli tratti dagli ultimi due album interessanti -a meno di sorprese- che devono ancora uscire da qui a fine anno, vale a dire "Reflektor" degli Arcade Fire e "Matangi" di M.I.A..
Nulla di particolarmente sorprendente, "Afterlife" rimanda al passato degli Arcade Fire molto più delle altre anticipazioni sin qui captate, "Y.A.L.A." è un pezzo in perfetto stile M.I.A., però ecco, è un buon modo per chiudere la giornata.
"Buon inizio di fine settimana a tutti" (cit.)
Stasera ho corso sull'asfalto, da solo non era mai accaduto, è molto meno noioso che ripetere un giro di 1,15 km intorno a un parco ma è anche molto più aggressivo per le mie povere ginocchia storicamente debilitate. Nonostante ciò, l'esperienza è da ripetere.
Oggi sono usciti due nuovi singoli tratti dagli ultimi due album interessanti -a meno di sorprese- che devono ancora uscire da qui a fine anno, vale a dire "Reflektor" degli Arcade Fire e "Matangi" di M.I.A..
Nulla di particolarmente sorprendente, "Afterlife" rimanda al passato degli Arcade Fire molto più delle altre anticipazioni sin qui captate, "Y.A.L.A." è un pezzo in perfetto stile M.I.A., però ecco, è un buon modo per chiudere la giornata.
"Buon inizio di fine settimana a tutti" (cit.)
lunedì 14 ottobre 2013
Michael Scott Paper Company
Scarseggio di vena creativa ultimamente. Sono più portato a pianificare/organizzare, e in fondo è così che mi vogliono.
A tal proposito, ho sistemato il calendario Google "Rock is a Four Letter Word", che sta nel widget qua in parte oppure, più grande e leggibile, a questo link. È un abbozzo dei concerti interessanti che ci sono in giro nei prossimi mesi, come sempre passibile di evoluzione e aperto ad ogni suggerimento.
E comunque no, nei panni di Michael Scott non mi ci riesco ancora a vedere.
A tal proposito, ho sistemato il calendario Google "Rock is a Four Letter Word", che sta nel widget qua in parte oppure, più grande e leggibile, a questo link. È un abbozzo dei concerti interessanti che ci sono in giro nei prossimi mesi, come sempre passibile di evoluzione e aperto ad ogni suggerimento.
E comunque no, nei panni di Michael Scott non mi ci riesco ancora a vedere.
lunedì 7 ottobre 2013
Mi sono fatto il secondo lavoro
I più attenti se ne saranno forse accorti, per tutti gli altri ho un annuncio semi-promozionale mascherato da divulgazione culturale.
C'è gente che ha dato credito a questo passaggio (mi autocito, tratto dalla pagina autobiografica di questo blog)
"Scrivo frequentemente di musica come se a qualcuno importasse qualcosa delle mie opinioni, io che non suono uno strumento dalla terza media. Ed era il tristissimo flauto giallo, che nel mio caso era pure arancio."
Mi trovo quindi da qualche settimana a scrivere periodicamente sul socialblog "I Discutibili", al quale invito a dare un'occhiata, dato che c'è anche molto altro e sicuramente più interessante. I miei brogliacci sono comunque archiviati qui.
C'è gente che ha dato credito a questo passaggio (mi autocito, tratto dalla pagina autobiografica di questo blog)
"Scrivo frequentemente di musica come se a qualcuno importasse qualcosa delle mie opinioni, io che non suono uno strumento dalla terza media. Ed era il tristissimo flauto giallo, che nel mio caso era pure arancio."
Mi trovo quindi da qualche settimana a scrivere periodicamente sul socialblog "I Discutibili", al quale invito a dare un'occhiata, dato che c'è anche molto altro e sicuramente più interessante. I miei brogliacci sono comunque archiviati qui.
domenica 6 ottobre 2013
A Place to Bury Paper
Poco dopo le celebrazioni per il decimo anniversario, arriva la svolta che non ti aspetti.
Dopo aver cambiato ruoli, funzioni, capi, pelle, testa, con l'ufficio che si è sempre spostato intorno a te persone-arredamento-paratie e tu sempre lì, un punto fisso, domattina andrò a sedermi in un diverso posto. In realtà la nuova scrivania sta tre metri a sinistra e due metri dietro quella vecchia, ci ho guadagnato una finestra sul giardino, ci ho perso un tavolo e la colonna che mi teneva parzialmente nascosto da sguardi indiscreti, però ecco, sono sempre eventi dei quali rendere conto.
Dopo aver cambiato ruoli, funzioni, capi, pelle, testa, con l'ufficio che si è sempre spostato intorno a te persone-arredamento-paratie e tu sempre lì, un punto fisso, domattina andrò a sedermi in un diverso posto. In realtà la nuova scrivania sta tre metri a sinistra e due metri dietro quella vecchia, ci ho guadagnato una finestra sul giardino, ci ho perso un tavolo e la colonna che mi teneva parzialmente nascosto da sguardi indiscreti, però ecco, sono sempre eventi dei quali rendere conto.
martedì 1 ottobre 2013
Politicsciencefiction
Io uno scenario ce l'avrei anche. Non uno scenario utopico, ma alla luce delle intenzioni che girano nemmeno troppo realistico, diciamo qualcosa che potrebbe potenzialmente svilupparsi dallo stato attuale delle cose ma che difficilmente lo farà.
Si costituisce un partito di centro, con i centristi del PD e i transfughi moderati del PDL e le frattaglie di Scelta Civica/UDC. Un partito moderato, inserito nel PPE, una CDU con molto meno brio.
Resta in piedi, in maniera decisamente rimaneggiata ma comunque organica, la nuova Forza Italia, con dei connotati da destra anomala che non hanno pari in Europa, forse una minima convergenza con la destra francese, ma che non è classificabile nell'estremismo classico. Una salda alleanza ricostruita con la Lega Nord che garantisce la sopravvivenza arginando una possibile ascesa del peggio, perché per quanto si possa aver toccato il fondo c'è sempre un peggio.
Chi decide di rimanere nel PD si può sentire maggiormente libero nell'essere e mostrarsi di sinistra, una sinistra socialista ma non comunista, sensibile ai temi sociali ed etici da troppo tempo trascurati ma svincolata dall'oltranzismo massimalista nostalgico del muro, che a questo punto può inglobare e riportare coi piedi per terra SEL e lasciare ben poche ragioni di esistere alle varie rifondazioni e scissioni della falce col martello.
Il Movimento 5 Stelle viene ridimensionato e assume il ruolo ad esso più consono di cane da guardia della democrazia e del buon senso, una spina nel fianco che costringe al rinnovamento coatto tutti gli altri attori presenti.
A questo punto ci si lascia alle spalle il proporzionale, per non parlare di quell'oscenità -purtroppo necessaria per avere stabilità in questi vent'anni di conflittualità insanabile tra le parti- del proporzionale con bonus di maggioranza, non ci si fa affascinare dal presidenzialismo adatto a una scena politica improntata sul bipolarismo che non corrisponde minimamente a quella italiana, e si ridà peso e dignita al valore del candidato e alla sua responsabilità nei confronti dell'elettorato buttandola su un sistema maggioritario strutturato sui collegi, qualcosa di riconducibile al sistema inglese.
Detto tra noi, farei ancora fatica a trovarmi un partito di riferimento, ma sarei curioso di vedere come andrebbe a finire alle urne.
Si costituisce un partito di centro, con i centristi del PD e i transfughi moderati del PDL e le frattaglie di Scelta Civica/UDC. Un partito moderato, inserito nel PPE, una CDU con molto meno brio.
Resta in piedi, in maniera decisamente rimaneggiata ma comunque organica, la nuova Forza Italia, con dei connotati da destra anomala che non hanno pari in Europa, forse una minima convergenza con la destra francese, ma che non è classificabile nell'estremismo classico. Una salda alleanza ricostruita con la Lega Nord che garantisce la sopravvivenza arginando una possibile ascesa del peggio, perché per quanto si possa aver toccato il fondo c'è sempre un peggio.
Chi decide di rimanere nel PD si può sentire maggiormente libero nell'essere e mostrarsi di sinistra, una sinistra socialista ma non comunista, sensibile ai temi sociali ed etici da troppo tempo trascurati ma svincolata dall'oltranzismo massimalista nostalgico del muro, che a questo punto può inglobare e riportare coi piedi per terra SEL e lasciare ben poche ragioni di esistere alle varie rifondazioni e scissioni della falce col martello.
Il Movimento 5 Stelle viene ridimensionato e assume il ruolo ad esso più consono di cane da guardia della democrazia e del buon senso, una spina nel fianco che costringe al rinnovamento coatto tutti gli altri attori presenti.
A questo punto ci si lascia alle spalle il proporzionale, per non parlare di quell'oscenità -purtroppo necessaria per avere stabilità in questi vent'anni di conflittualità insanabile tra le parti- del proporzionale con bonus di maggioranza, non ci si fa affascinare dal presidenzialismo adatto a una scena politica improntata sul bipolarismo che non corrisponde minimamente a quella italiana, e si ridà peso e dignita al valore del candidato e alla sua responsabilità nei confronti dell'elettorato buttandola su un sistema maggioritario strutturato sui collegi, qualcosa di riconducibile al sistema inglese.
Detto tra noi, farei ancora fatica a trovarmi un partito di riferimento, ma sarei curioso di vedere come andrebbe a finire alle urne.
Servizio Pubblico
Ne ho pianto, quasi letteralmente, la sparizione dai palinsesti ai tempi di Condor.
Ne ho poi seguito le gesta attraverso i canali tv, La7 in particolare, anche se la modulazione di frequenza è sempre rimasta nel mio immaginario il suo habitat naturale.
Da un paio di weekend, su Radiodue, è tornato Matteo Bordone con la sua nuova trasmissione, MU, in onda il sabato e la domenica dalle 17 alle 18. Delle quattro puntate trasmesse finora ne ho seguita una sola, ma le altre sono disponibili in podcast, e ne fruirò a breve, con le mie migliori raccomandazioni di seguire il mio esempio.
Ne ho poi seguito le gesta attraverso i canali tv, La7 in particolare, anche se la modulazione di frequenza è sempre rimasta nel mio immaginario il suo habitat naturale.
Da un paio di weekend, su Radiodue, è tornato Matteo Bordone con la sua nuova trasmissione, MU, in onda il sabato e la domenica dalle 17 alle 18. Delle quattro puntate trasmesse finora ne ho seguita una sola, ma le altre sono disponibili in podcast, e ne fruirò a breve, con le mie migliori raccomandazioni di seguire il mio esempio.
giovedì 26 settembre 2013
Single per scelta
Non sto ascoltando album nuovi, anche se in giro ce ne sono di accattivanti, perché sono impegnato a sentire dischi recenti-ma-non-nuovi (spiegherò poi il perché).
Un po' di tempo mi avanza per sentire brani inediti, che a volte regalano soddisfazioni maggiori.
In ripetizione periodica, il video della performance live degli Wavves ospiti di Conan con il nuovo pezzo "Nine is God". Non ho una conoscenza profonda di questa band, mi sembra comunque che si discostino sensibilmente dal passato, spostandosi verso sonorità più vicine ai miei canoni.
Più vicino alla mia area di interesse anche il secondo brano messo in circolazione dai FUZZ di Ty Segall (si, quello che pubblica seicento dischi diversi con una serie infinita di formazioni), come anteprima del loro album eponimo di debutto. Questa "What's in my head" sta dalle parti del garage, e posso solamente apprezzare il risultato.
Anche i Best Coast hanno in uscita un mini album intitolato "Fade away", dal quale hanno estratto il brano "I don't know why". In tutta sincerità, fino al minuto 1:38 mi sono chiesto che cazzo sto ascoltando, poi il tutto accelera e si mettono a fare i Best Coast, nel modo più classico e intramontabile e noioso e accattivante che ci sia. Quelli che non sai bene perché li ascolti, ma comunque li ascolti e non ti stancano.
Sono un po' troppo electro-trendy, gli Sleigh Bells, per poterli ascoltare in loop. Ma in un panorama decisamente troppo ripetitivo, ai miei occhi spiccano e "You don't get me twice" sembra un buon antipasto del disco "Bitter rivals".
Ci sono arrivati prima loro, come sempre. E io non mi vergogno a scopiazzare pure questa da Benz Trade, "1990" dei Soviet Soviet, gruppo italiano degno di nota che stanno per mandare in giro la loro opera prima "Fate". Il pezzo parla da solo, chi gradisce un certo tipo di sound rimarrà colpito, io intanto rileggo il titolo e penso ai Mondiali di Italia '90, e alla splendida maglia della nazionale dell'Unione Sovietica che tanto mi sarebbe piaciuto vincere con i punti delle merendine Ferrero, solo che essendo all'epoca figlio unico non era affatto possibile (solo le famiglie composte da almeno sei persone riuscirono a collezionare tagliandini a sufficienza per portarsi a casa uno dei premi del concorso "Vinci Campione").
Un po' di tempo mi avanza per sentire brani inediti, che a volte regalano soddisfazioni maggiori.
In ripetizione periodica, il video della performance live degli Wavves ospiti di Conan con il nuovo pezzo "Nine is God". Non ho una conoscenza profonda di questa band, mi sembra comunque che si discostino sensibilmente dal passato, spostandosi verso sonorità più vicine ai miei canoni.
Più vicino alla mia area di interesse anche il secondo brano messo in circolazione dai FUZZ di Ty Segall (si, quello che pubblica seicento dischi diversi con una serie infinita di formazioni), come anteprima del loro album eponimo di debutto. Questa "What's in my head" sta dalle parti del garage, e posso solamente apprezzare il risultato.
Anche i Best Coast hanno in uscita un mini album intitolato "Fade away", dal quale hanno estratto il brano "I don't know why". In tutta sincerità, fino al minuto 1:38 mi sono chiesto che cazzo sto ascoltando, poi il tutto accelera e si mettono a fare i Best Coast, nel modo più classico e intramontabile e noioso e accattivante che ci sia. Quelli che non sai bene perché li ascolti, ma comunque li ascolti e non ti stancano.
Sono un po' troppo electro-trendy, gli Sleigh Bells, per poterli ascoltare in loop. Ma in un panorama decisamente troppo ripetitivo, ai miei occhi spiccano e "You don't get me twice" sembra un buon antipasto del disco "Bitter rivals".
Ci sono arrivati prima loro, come sempre. E io non mi vergogno a scopiazzare pure questa da Benz Trade, "1990" dei Soviet Soviet, gruppo italiano degno di nota che stanno per mandare in giro la loro opera prima "Fate". Il pezzo parla da solo, chi gradisce un certo tipo di sound rimarrà colpito, io intanto rileggo il titolo e penso ai Mondiali di Italia '90, e alla splendida maglia della nazionale dell'Unione Sovietica che tanto mi sarebbe piaciuto vincere con i punti delle merendine Ferrero, solo che essendo all'epoca figlio unico non era affatto possibile (solo le famiglie composte da almeno sei persone riuscirono a collezionare tagliandini a sufficienza per portarsi a casa uno dei premi del concorso "Vinci Campione").
lunedì 16 settembre 2013
[spoiler alert] Non tutto è imprescindibile
Settembre, oltre ad essere il mese più gettonato nei titoli e nei testi delle canzoni, è anche un mese di grandi uscite, dopo la pausa estiva in cui i grandi artisti mettono in standby le pubblicazioni e si dedicano ai live, lasciando le luci della ribalta alla mmerda.
Io non so se loro sono un grande gruppo. Più passa il tempo e più li considero un po' sputtanati. Ho ascoltato un paio di volte il nuovo album "AM" degli Arctic Monkeys che stava in streaming su iTunes (ora non più) ma non mi sono ancora convinto. Men che meno sono entusiasta all'idea di vederli live prossimamente, visto come ne parlano tutti, difatti mi sa che passerò anche stavolta. Però ecco, è opportuno saperlo.
Altro giro, altro gruppo sputtanato. Se avete intenzione di registrarvi al servizio di streaming Rdio, potete ascoltarvi lo streaming dell'album "MGMT" degli -guarda un po'- MGMT, in uscita domani. A me è bastata l'anteprima e leggere un paio di commenti in giro per evitare lo sbattimento. Ma anche in questo caso, io sono per l'autodeterminazione dei gusti.
Passiamo a cose un po' più serie. Video di qualità non eccelsa testimoniano il debutto live di due nuovi brani dei Pixies, "Blue eyed hexe"/"Green and blues". A dispetto della recente perdita di pezzi ("siamo caduti in basso", ahah) sembra che Frank Black e compari vogliano fare sul serio e non rintanarsi nel loro ruolo iconico da cimitero degli elefanti.
Chi fa fottutamente sul serio, con un tease forse troppo spinto, sono gli Arcade Fire, che se ne escono a fine ottobre col nuovo album "Reflektor", dal quale è tratto il brano intitolato -guarda un po'/2- "Reflektor". James Murphy degli LCD Soundsystem alla produzione, David Bowie ai cori, pretenziosità elevatissima ma il risultato è dalla loro parte.
Singolo trascinante che ha catturato la mia attenzione in radio, "Walk us uptown", per la collaborazione Elvis Costello & The Roots. Il disco intero, "Wise up ghost", risulta meno accattivante se si pende dalla parte di Costello come me, ma il progetto è comunque interessante nel complesso.
Abbassando un po' il tiro, ma non il livello qualitativo, e scopiazzando da quelli di Benztrade che ci arrivano sempre un pezzo prima di me, merita ben più di un ascolto il doppio singolo "Hanged man"/"I quit girls" dei Be Forest. Il vinile sembra bellissimo e l'ho comprato, mi piace trovare ogni tanto risposta alla domanda ridondante di (s)fondo, whatever happened to shoegazing?
Io non so se loro sono un grande gruppo. Più passa il tempo e più li considero un po' sputtanati. Ho ascoltato un paio di volte il nuovo album "AM" degli Arctic Monkeys che stava in streaming su iTunes (ora non più) ma non mi sono ancora convinto. Men che meno sono entusiasta all'idea di vederli live prossimamente, visto come ne parlano tutti, difatti mi sa che passerò anche stavolta. Però ecco, è opportuno saperlo.
Altro giro, altro gruppo sputtanato. Se avete intenzione di registrarvi al servizio di streaming Rdio, potete ascoltarvi lo streaming dell'album "MGMT" degli -guarda un po'- MGMT, in uscita domani. A me è bastata l'anteprima e leggere un paio di commenti in giro per evitare lo sbattimento. Ma anche in questo caso, io sono per l'autodeterminazione dei gusti.
Passiamo a cose un po' più serie. Video di qualità non eccelsa testimoniano il debutto live di due nuovi brani dei Pixies, "Blue eyed hexe"/"Green and blues". A dispetto della recente perdita di pezzi ("siamo caduti in basso", ahah) sembra che Frank Black e compari vogliano fare sul serio e non rintanarsi nel loro ruolo iconico da cimitero degli elefanti.
Chi fa fottutamente sul serio, con un tease forse troppo spinto, sono gli Arcade Fire, che se ne escono a fine ottobre col nuovo album "Reflektor", dal quale è tratto il brano intitolato -guarda un po'/2- "Reflektor". James Murphy degli LCD Soundsystem alla produzione, David Bowie ai cori, pretenziosità elevatissima ma il risultato è dalla loro parte.
Singolo trascinante che ha catturato la mia attenzione in radio, "Walk us uptown", per la collaborazione Elvis Costello & The Roots. Il disco intero, "Wise up ghost", risulta meno accattivante se si pende dalla parte di Costello come me, ma il progetto è comunque interessante nel complesso.
Abbassando un po' il tiro, ma non il livello qualitativo, e scopiazzando da quelli di Benztrade che ci arrivano sempre un pezzo prima di me, merita ben più di un ascolto il doppio singolo "Hanged man"/"I quit girls" dei Be Forest. Il vinile sembra bellissimo e l'ho comprato, mi piace trovare ogni tanto risposta alla domanda ridondante di (s)fondo, whatever happened to shoegazing?
giovedì 12 settembre 2013
Not In My Wallet
È vero perché l'ho letto su Internet. Grande cazzata.
È vero perché l'ho letto su Facebook. Non dico impossibile, ma quantomeno improbabile.
La lotta serrata tra le minchiate e i populismi, che spesso vanno a coincidere, ha reso FB un posto quasi infrequentabile, come un bar in cui si ritrovano i peggio scemi del paese.
Ho trovato pochi giorni fa un post che riportava questa notizia.
Prendiamola per buona, e già qui facciamo un atto di fede. Andiamo a leggere i commenti al suddetto post, pronti a tutto, ben sapendo a cosa ci saremmo trovati di fronte.
Epiteti, dichiarazioni di guerra, incitazioni all'emulazione o alla rivoluzione fiscale. L'eroe che ruba allo Stato per restituire i soldi ai cittadini.
Capisco che la capacità di ragionamento non è dote che tutti possiedono, ma un paio di considerazioni abbastanza semplici alla portata dell'uomo medio vengono abbastanza spontanee.
Che differenza c'è tra questo gelataio e il dentista (per citare una categoria a caso in cima alle classifiche dell'odio) che ti propone una riduzione del 21% sul totale se accetti di scordarti la fattura? La questione è delicata, la mia posizione da lavoratore dipendente non è comunque ben delineata, perché è vero che le tasse dovremmo pagarle tutti, ma ci sono situazioni di contingenza in cui qualcuno deve sfuggire alla tagliola fiscale per vedere dignitosamente ricompensata la propria attività, che spesso è massacrante e senza riposo oltre a comportare un rischio di impresa che pure andrebbe ripagato in qualche maniera. Quello che obietto è che non puoi giudicare due soggetti che si comportano alla stessa maniera come un eroe il primo e uno stronzone il secondo.
La seconda è una considerazione di semplice matematica. Il fatto che costui (gelataio o dentista che sia) anziché versare alla collettività un quinto della somma la restituisca al cliente non lo rende un benefattore a titolo gratuito. Perché è vero che lui quel quinto non lo avrebbe visto in nessuno dei due casi, e ha sfidato il sistema per rimetterlo in tasca all'avventore. Ma è anche vero che sui restanti quattro quinti sarebbe sottoposto ad altre imposte, esagerate quanto vogliamo, diciamo il cinquanta percento che in realtà è qualcosa di meno, e di questa cifra elusa al fisco un cinquantasettemilionesimo è roba mia, e tua, e del cliente, e di quello che ha commentato su Facebook. Regalando 10 fiorini al cliente, contemporaneamente si intasca 20 fiorini che spetterebbero allo Stato, e quindi in parte al cliente stesso. E tu magari gli dici pure grazie che ti ha fatto lo sconto.
Non è un gesto di eroica resistenza. Perseguirlo nei termini di legge non è un atto di prepotenza, ma di giustizia. Comprenderne le cause e su di esse intervenire sarebbe auspicabile per tornare a far finta di vivere in un Paese civile, ma se la situazione fa attualmente schifo non è elogiando un furbo che la si migliora, è anzi un passo indietro, l'ennesimo.
È vero perché l'ho letto su Facebook. Non dico impossibile, ma quantomeno improbabile.
La lotta serrata tra le minchiate e i populismi, che spesso vanno a coincidere, ha reso FB un posto quasi infrequentabile, come un bar in cui si ritrovano i peggio scemi del paese.
Ho trovato pochi giorni fa un post che riportava questa notizia.
Prendiamola per buona, e già qui facciamo un atto di fede. Andiamo a leggere i commenti al suddetto post, pronti a tutto, ben sapendo a cosa ci saremmo trovati di fronte.
Epiteti, dichiarazioni di guerra, incitazioni all'emulazione o alla rivoluzione fiscale. L'eroe che ruba allo Stato per restituire i soldi ai cittadini.
Capisco che la capacità di ragionamento non è dote che tutti possiedono, ma un paio di considerazioni abbastanza semplici alla portata dell'uomo medio vengono abbastanza spontanee.
Che differenza c'è tra questo gelataio e il dentista (per citare una categoria a caso in cima alle classifiche dell'odio) che ti propone una riduzione del 21% sul totale se accetti di scordarti la fattura? La questione è delicata, la mia posizione da lavoratore dipendente non è comunque ben delineata, perché è vero che le tasse dovremmo pagarle tutti, ma ci sono situazioni di contingenza in cui qualcuno deve sfuggire alla tagliola fiscale per vedere dignitosamente ricompensata la propria attività, che spesso è massacrante e senza riposo oltre a comportare un rischio di impresa che pure andrebbe ripagato in qualche maniera. Quello che obietto è che non puoi giudicare due soggetti che si comportano alla stessa maniera come un eroe il primo e uno stronzone il secondo.
La seconda è una considerazione di semplice matematica. Il fatto che costui (gelataio o dentista che sia) anziché versare alla collettività un quinto della somma la restituisca al cliente non lo rende un benefattore a titolo gratuito. Perché è vero che lui quel quinto non lo avrebbe visto in nessuno dei due casi, e ha sfidato il sistema per rimetterlo in tasca all'avventore. Ma è anche vero che sui restanti quattro quinti sarebbe sottoposto ad altre imposte, esagerate quanto vogliamo, diciamo il cinquanta percento che in realtà è qualcosa di meno, e di questa cifra elusa al fisco un cinquantasettemilionesimo è roba mia, e tua, e del cliente, e di quello che ha commentato su Facebook. Regalando 10 fiorini al cliente, contemporaneamente si intasca 20 fiorini che spetterebbero allo Stato, e quindi in parte al cliente stesso. E tu magari gli dici pure grazie che ti ha fatto lo sconto.
Non è un gesto di eroica resistenza. Perseguirlo nei termini di legge non è un atto di prepotenza, ma di giustizia. Comprenderne le cause e su di esse intervenire sarebbe auspicabile per tornare a far finta di vivere in un Paese civile, ma se la situazione fa attualmente schifo non è elogiando un furbo che la si migliora, è anzi un passo indietro, l'ennesimo.
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