Stamattina c'era il sole, e a mezzogiorno la temperatura era diciamo marzolina, e sappiamo tutti che da fine dicembre le giornate si allungano. Aggiungiamo a questo la consapevolezza di non avere forma fisica, l'evidenza che la tua silhouette vorrebbe arrotondarsi e un po' di tempo libero ché entro presto in ufficio e non è ancora ricominciato il marasma e alle 17 e poco sono già a casa.
Mi è salita la voglia di andare a correre. Ma forte, eh.
Purtroppo l'impraticabilità della pista che battevo quest'estate (your last run was on September 10th, dice Nike+) causa chiusura invernale dei cancelli mi ha costretto ad uno studio approfondito della città attraverso Google Maps e StreetView, alla ricerca di un luogo illuminato, riparato dal traffico e non troppo lontano. Ho individuato un parco potenzialmente interessante, e ho deciso di andare in avanscoperta.
A questo punto è sorta la seconda complicazione: come ci si veste in inverno per andare a correre? Ho optato per una tuta classica, di quelle con le tre strisce, con magliettina sotto, calzettoni da calciatore e le mie pulitissime scarpe da running (giuro, le ho lavate prima di metterle nell'armadio). Guanti e cuffia nella borsa, da usare solo in caso di emergenza, anche se la temperatura abbondantemente sopra lo zero sapevo avrebbe giocato a mio favore.
E così mi sono trovato la sera del 4 gennaio a correre, nel cuore verde della zona dirigenziale di Brescia (lo skyline fa la sua figura), per una distanza mediocre ma decente per uno che ha passato dieci giorni in bilico tra tavolate e banconi, in un tempo mediocre ma decente per le stesse ragioni, con un solo piccolo intoppo: io che non capivo quegli individui che facevano i giri di pista in senso contrario, partendo alla cieca -era già buio- e non conoscendo bene il parco mi sono trovato ad essere lo stronzo che andava contromano, per il primo km (poi ho fatto inversione). Mi sarei insultato da solo, era più forte di me.
A questo punto, parte la caccia all'abbigliamento invernale per running, in concomitanza con i saldi non è malaccio, sempre che riesca a scendere dal divano con le mie gambe.
venerdì 4 gennaio 2013
giovedì 3 gennaio 2013
Siamo Persone Serie
Non parlo da un po' di serie tv. È che ho smesso di guardarle.
Grandissima puttanata.
Nel corso delle vacanze natalizie (dieci giorni, che diventano cinque se togliamo le feste comandate ovvero i giorni rossi sul calendario, che diventano praticamente zero se togliamo anche i giorni di recupero postumi) ho letteralmente sbranato la prima stagione di Homeland. Ho sempre avuto un debole per le storie di analisti e di servizi segreti (qualcuno potrebbe ricordare Rubicon, la serie più sottovalutata di AMC), e mi piacerebbe davvero diventare un funzionario di settore da grande. Chiaramente questa cosa non l'ho mai scritta, perché se qualcuno lo venisse a scoprire la mia carriera sarebbe rovinata prima ancora di iniziare. È un peccato che quelli di Showtime (tv via cavo che trasmette Homeland, appunto) siano specializzati nel concludere le stagioni in modo merdoso, ma merdoso proprio, di quei finali che -senza spoilerare- ti lasciano perplesso. E adesso sono sotto con la seconda.
Qualche settimana fa ho finito la Season 3 di Boardwalk Empire, che è figa-però-boh, ma potrei spiegarne le ragioni solo a colpi di spoiler, perciò nada. Diciamo che lo si guarda per inerzia e perché è fatto bene e perché Steve Buscemi è sempre un idolo, però boh. Appunto.
Nei ritagli di tempo libero natalizio lasciati da Homeland ho recuperato gli undici episodi della seconda stagione di New Girl, iniziata a mia insaputa a settembre (mi sento molto Scajola). Che resta un comedy leggero da guardare mentre aspetti che arrivi l'ora di uscire senza addormentarti sul divano. Niente di trascendentale, un giorno capirò che non c'entra una fava con "500 Days of Summer", nonostante Zooey Deschanel.
Rimanendo sui comedy, da gennaio è prevista un'overdose: ricominciano dopo il break natalizio New Girl (appunto), 30 Rock e The Big Bang Theory, nuova stagione di Girls -non proprio comedy, diciamo assimilabile- e pure della regina delle serie con season finale di merda garantito, Californication. Sempre grazie a Showtime, chevvelodicoaffà.
E poi la terza stagione della serie più demente di tutti i tempi, che non ho ancora capito se sia iniziata o meno (hanno fatto tre speciali ma non c'è ancora un vero primo episodio), Portlandia, che nel dubbio ci ha già regalato un'ospitata di Jack White.
Per i drammoni angoscianti occorrerà pazientare qualche mese ancora (nessuna data di inizio della Season 6 di Mad Men, un'angoscia in attesa della vera angoscia).
Grandissima puttanata.
Nel corso delle vacanze natalizie (dieci giorni, che diventano cinque se togliamo le feste comandate ovvero i giorni rossi sul calendario, che diventano praticamente zero se togliamo anche i giorni di recupero postumi) ho letteralmente sbranato la prima stagione di Homeland. Ho sempre avuto un debole per le storie di analisti e di servizi segreti (qualcuno potrebbe ricordare Rubicon, la serie più sottovalutata di AMC), e mi piacerebbe davvero diventare un funzionario di settore da grande. Chiaramente questa cosa non l'ho mai scritta, perché se qualcuno lo venisse a scoprire la mia carriera sarebbe rovinata prima ancora di iniziare. È un peccato che quelli di Showtime (tv via cavo che trasmette Homeland, appunto) siano specializzati nel concludere le stagioni in modo merdoso, ma merdoso proprio, di quei finali che -senza spoilerare- ti lasciano perplesso. E adesso sono sotto con la seconda.
Qualche settimana fa ho finito la Season 3 di Boardwalk Empire, che è figa-però-boh, ma potrei spiegarne le ragioni solo a colpi di spoiler, perciò nada. Diciamo che lo si guarda per inerzia e perché è fatto bene e perché Steve Buscemi è sempre un idolo, però boh. Appunto.
Nei ritagli di tempo libero natalizio lasciati da Homeland ho recuperato gli undici episodi della seconda stagione di New Girl, iniziata a mia insaputa a settembre (mi sento molto Scajola). Che resta un comedy leggero da guardare mentre aspetti che arrivi l'ora di uscire senza addormentarti sul divano. Niente di trascendentale, un giorno capirò che non c'entra una fava con "500 Days of Summer", nonostante Zooey Deschanel.
Rimanendo sui comedy, da gennaio è prevista un'overdose: ricominciano dopo il break natalizio New Girl (appunto), 30 Rock e The Big Bang Theory, nuova stagione di Girls -non proprio comedy, diciamo assimilabile- e pure della regina delle serie con season finale di merda garantito, Californication. Sempre grazie a Showtime, chevvelodicoaffà.
E poi la terza stagione della serie più demente di tutti i tempi, che non ho ancora capito se sia iniziata o meno (hanno fatto tre speciali ma non c'è ancora un vero primo episodio), Portlandia, che nel dubbio ci ha già regalato un'ospitata di Jack White.
Per i drammoni angoscianti occorrerà pazientare qualche mese ancora (nessuna data di inizio della Season 6 di Mad Men, un'angoscia in attesa della vera angoscia).
mercoledì 2 gennaio 2013
Expectations
Anziché la classica lista dei buoni propositi -puntualmente disattesi- per il nuovo anno, ho pensato bene di stilare un elenco di quello che mi aspetto di ricevere dal 2013 senza muovere un dito, o quasi.
- Tour europeo, con qualche data italiana possibilmente, dei Jesus and Mary Chain. Probabilità che si verifichi l'evento: discreta, ma c'è forte incertezza.
- Nuovo disco dei My Bloody Valentine. Probabilità: alta, è stato annunciato e la registrazione è stata completata, ma finché non vedo non credo.
- Nuovo disco dei Black Rebel Motorcycle Club. Probabilità: sicuro.
- Uno (o due) live dei Black Rebel Motorcycle Club. Probabilità: dipende da me, le date sono confermate e i biglietti sono in vendita.
- Un live dei Pearl Jam, è forse il più grosso tassello mancante al mio curriculum tra i gruppi ancora in attività. Probabilità: bassa, non bolle nulla in pentola al momento, vedremo.
- Un live dei Blur, possibilmente in Italia, in formazione chiaramente al completo (leggi: compreso Graham Coxon). Probabilità: scarsa a meno di andare in trasferta, hanno definito alcune date sparse per l'Europa e lo Stivale è sempre un po' malcagato.
- Riformazione dei Libertines, se ne vocifera da un pezzo ma non succede mai. Probabilità: molto bassa, ma mai dire mai, se quello non schiatta prima.
- Riformazione degli White Stripes, io ci provo, sognare non costa nulla. Probabilità: sottozero.
- Più concerti, in generale. Probabilità: che Dio ce la mandi buona.
- Tour europeo, con qualche data italiana possibilmente, dei Jesus and Mary Chain. Probabilità che si verifichi l'evento: discreta, ma c'è forte incertezza.
- Nuovo disco dei My Bloody Valentine. Probabilità: alta, è stato annunciato e la registrazione è stata completata, ma finché non vedo non credo.
- Nuovo disco dei Black Rebel Motorcycle Club. Probabilità: sicuro.
- Uno (o due) live dei Black Rebel Motorcycle Club. Probabilità: dipende da me, le date sono confermate e i biglietti sono in vendita.
- Un live dei Pearl Jam, è forse il più grosso tassello mancante al mio curriculum tra i gruppi ancora in attività. Probabilità: bassa, non bolle nulla in pentola al momento, vedremo.
- Un live dei Blur, possibilmente in Italia, in formazione chiaramente al completo (leggi: compreso Graham Coxon). Probabilità: scarsa a meno di andare in trasferta, hanno definito alcune date sparse per l'Europa e lo Stivale è sempre un po' malcagato.
- Riformazione dei Libertines, se ne vocifera da un pezzo ma non succede mai. Probabilità: molto bassa, ma mai dire mai, se quello non schiatta prima.
- Riformazione degli White Stripes, io ci provo, sognare non costa nulla. Probabilità: sottozero.
- Più concerti, in generale. Probabilità: che Dio ce la mandi buona.
E anche io mi sento poco bene
Ho letto questo interessante passaggio (a sua volta estrapolato da un post più lungo) sul declino dei blog, che penso sia applicabile sia a chi -come gli esempi poc'anzi linkati- ha una folta schiera di visitatori, sia a chi ha uno sparuto gruppo di lettori affezionati.
Non ho capito se in generale si scriva di meno o se si legga di meno, facendo mancare lo stimolo a chi scrive, se siamo diventati noi pigri o se i "nuovi" social network siano strabiliantemente affascinanti da rendere superfluo tutto il resto.
Un anno fa, di questi tempi stavamo a piangere sulle spoglie di Splinder, ora siamo tutti preoccupati per la salute dell'intera blogsfera. Al di là della mancanza di tempo, o di idee, o dell'asincronia tra i due fattori, non vorrei perdere la buona abitudine di fissare i pensieri per iscritto, in maniera articolata ed esaustiva ma che sia sempre accattivante, e non farmi mancare il confronto sulla mia prescindibilissima produzione.
Tutta questa drammaticità per augurare un buon nuovo anno a chi passa di qui, e se il 2012 è stato l'anno del dinosauro, speriamo che il 2013 sia l'anno dello shoegaze.
Non ho capito se in generale si scriva di meno o se si legga di meno, facendo mancare lo stimolo a chi scrive, se siamo diventati noi pigri o se i "nuovi" social network siano strabiliantemente affascinanti da rendere superfluo tutto il resto.
Un anno fa, di questi tempi stavamo a piangere sulle spoglie di Splinder, ora siamo tutti preoccupati per la salute dell'intera blogsfera. Al di là della mancanza di tempo, o di idee, o dell'asincronia tra i due fattori, non vorrei perdere la buona abitudine di fissare i pensieri per iscritto, in maniera articolata ed esaustiva ma che sia sempre accattivante, e non farmi mancare il confronto sulla mia prescindibilissima produzione.
Tutta questa drammaticità per augurare un buon nuovo anno a chi passa di qui, e se il 2012 è stato l'anno del dinosauro, speriamo che il 2013 sia l'anno dello shoegaze.
domenica 30 dicembre 2012
List&ing
E niente, nonostante lo scetticismo nei confronti della produzione musicale di questo 2012, anche io sono riuscito a stilare una classifica -come se ce ne fosse il bisogno- dei 12 migliori pezzi del 2012.
Non c'è male, un po' di baccano, un po' di shoegaze, qualche bel vocione maschile, dinosauri e novità.
Questo il link per vedere la playlist direttamente su YouTube.
N.B. Si parte dalla posizione 12 e si arriva alla 1, è un countdown, ci tengo a precisare.
Non c'è male, un po' di baccano, un po' di shoegaze, qualche bel vocione maschile, dinosauri e novità.
Questo il link per vedere la playlist direttamente su YouTube.
N.B. Si parte dalla posizione 12 e si arriva alla 1, è un countdown, ci tengo a precisare.
giovedì 27 dicembre 2012
Things I've learned today
Ampliare le proprie conoscenze e la propria cultura, nel tempo libero tra un programma di RaiStoria e l'altro (Sadat, Gheddafi e guerra civile spagnola).
Questa magnifica canzone è dei Dandy Warhols, finalmente sono risalito alla genesi. Venne da loro dedicata ai Brian Jonestown Massacre (quelli della theme song di Boardwalk Empire, ossessione da cui sono appena uscito terminando la visione dell'ultima stagione trasmessa), che a loro volta pubblicarono pochi mesi dopo "Not if you were the last Dandy on Earth" come controdedica. E chi suonò con i BJM in quel disco del '97, "Give it back!", in cui era contenuto suddetto brano (e solo in quel disco)? Peter Hayes dei Black Rebel Motorcycle Club. Stupefacente (sic), no?
Questa magnifica canzone è dei Dandy Warhols, finalmente sono risalito alla genesi. Venne da loro dedicata ai Brian Jonestown Massacre (quelli della theme song di Boardwalk Empire, ossessione da cui sono appena uscito terminando la visione dell'ultima stagione trasmessa), che a loro volta pubblicarono pochi mesi dopo "Not if you were the last Dandy on Earth" come controdedica. E chi suonò con i BJM in quel disco del '97, "Give it back!", in cui era contenuto suddetto brano (e solo in quel disco)? Peter Hayes dei Black Rebel Motorcycle Club. Stupefacente (sic), no?
giovedì 20 dicembre 2012
InforNazione di servizio
Per chi avesse seguito le mie vicende passate legate a pizze surgelate, forni e spazi vivibili in cucina (maggiori informazioni Qui e Qui): martedì sera ho mangiato una pizza surgelata. La Pizza Surgelata. Scaldandola in un forno. Il Forno Nuovo. Che in realtà avevo acquistato una settimana prima, per poi tornare a casa e scoprire che non ci stava nel ripiano del mobiletto da poco comprato all'Ikea, nonostante l'avessi misurato alla Mediaworld (hint: le misure prese su elettrodomestici in esposizione sopra scatole di cartone sono ingannevoli, i piedini che affondano nel cartone stesso falsano di quella manciata di millimetri che potrebbe risultare fatale; fatevi dunque appoggiare l'elettrodomestico su un piano rigido, una lavatrice ad esempio si presta benissimo), e che ho dunque restituito ancora intatto in cambio di un buono che ho sfruttato istantaneamente.
Stop Whispering, santiddio
So per certo che molti dei miei pochi lettori, passati o attuali, trovano parecchio divertenti i miei post di sfogo/sclerosi, quelli con cui sparo irrazionalmente e alzo zero su qualcuno che mi fa ribollire il sangue nelle vene, spesso più per idiozia che per cattiveria. Sia chiaro che il mood col quale scrivo non è affatto divertito, ma l'effetto pare essere tremendamente comico.
Uno dei bersagli favoriti era il collega di fianco, quello del fischiettìo e del condizionatore per intenderci. Con l'incombente smembramento dell'ufficio, e conseguente diaspora del personale, quest'uomo salirà di due piani, quanto basta per tenermi al riparo dal suo fastidioso rumoreggiare.
Qualcuno di voi si dispererà, io francamente non troppo, perché la transizione dell'ultimo periodo ha portato a uno scarico di lavoro (per gli altri) che generava a sua volta una sinfonicità esasperata. Ore e ore di zufolate, noia di uno che diventava fastidio per tutti gli altri (avere una persona che si aggira dietro di te come un avvoltoio per QUARANTACINQUE MINUTI aspettando che arrivi l'orario per uscire, chiaramente non in silenzio), versi e mugolìi incredibili. Oggi -come si può evincere dal simpatico widget Twitter che ho aggiunto qui a fianco- ad un certo punto è partito il contagio, come spesso accade, con uno che fischietta la pubblicità della Vodafone, e un altro si aggiunge, e poi un altro ancora, e il Quartetto Cetra si completa con quello che fa l'imitazione di Bruno. Ecco, io ho attaccato Yield dei Pearl Jam a volume disumano, per evitare la crisi di nervi da antivigilia di Natale. E ha funzionato.
Così dal 2 di gennaio ho un nuovo centro di costo, un nuovo capo, una nuova funzione (che in parte già ricopro ora) e un nuovo ufficio. Alt, perché il layout non è ancora definito e c'è il rischio che io rimanga nella stessa posizione, l'unica cosa che è rimasta invariata nel corso degli anni. Ma almeno il livello di rumore sarà inferiore. O almeno spero.
Uno dei bersagli favoriti era il collega di fianco, quello del fischiettìo e del condizionatore per intenderci. Con l'incombente smembramento dell'ufficio, e conseguente diaspora del personale, quest'uomo salirà di due piani, quanto basta per tenermi al riparo dal suo fastidioso rumoreggiare.
Qualcuno di voi si dispererà, io francamente non troppo, perché la transizione dell'ultimo periodo ha portato a uno scarico di lavoro (per gli altri) che generava a sua volta una sinfonicità esasperata. Ore e ore di zufolate, noia di uno che diventava fastidio per tutti gli altri (avere una persona che si aggira dietro di te come un avvoltoio per QUARANTACINQUE MINUTI aspettando che arrivi l'orario per uscire, chiaramente non in silenzio), versi e mugolìi incredibili. Oggi -come si può evincere dal simpatico widget Twitter che ho aggiunto qui a fianco- ad un certo punto è partito il contagio, come spesso accade, con uno che fischietta la pubblicità della Vodafone, e un altro si aggiunge, e poi un altro ancora, e il Quartetto Cetra si completa con quello che fa l'imitazione di Bruno. Ecco, io ho attaccato Yield dei Pearl Jam a volume disumano, per evitare la crisi di nervi da antivigilia di Natale. E ha funzionato.
Così dal 2 di gennaio ho un nuovo centro di costo, un nuovo capo, una nuova funzione (che in parte già ricopro ora) e un nuovo ufficio. Alt, perché il layout non è ancora definito e c'è il rischio che io rimanga nella stessa posizione, l'unica cosa che è rimasta invariata nel corso degli anni. Ma almeno il livello di rumore sarà inferiore. O almeno spero.
martedì 11 dicembre 2012
Numb-
Si sta riattivando il cervello. Inizio a scrivere brevi frasi di senso compiuto, che talvolta trovo piuttosto divertenti. Le trovate qui, se ancora non lo sapeste.
Poco fa ho raggiunto quello che nei videogiochi di una volta si chiamava "perfect". Non so se ho mai detto che la tempistica delle mie lavatrici di capi scuri era scandita dalla necessità di calzini. Quando inizio a vedere il fondo del cassetto dei calzini puliti, è ora di programmare una lavatrice. Stanco di tutto ciò, ho acquistato dei calzini nuovi per allungare il lead time di cinque giorni. Fino a quando -stasera- non si ripresenta comunque il problema, giusto un po' più in ritardo del solito.
Ho caricato la lavatrice, aspettato che la storia seguisse il suo corso e iniziato a stendere. Ho usato esattamente TUTTE le mollette che avevo, né una in meno, né una in più (usarne una in più è chiaramente impossibile, è per dire che si sono rivelate sufficienti all'unità esatta).
E qualcuno si ostina a dire che il destino non sta scritto nella perfezione dei numeri.
Poco fa ho raggiunto quello che nei videogiochi di una volta si chiamava "perfect". Non so se ho mai detto che la tempistica delle mie lavatrici di capi scuri era scandita dalla necessità di calzini. Quando inizio a vedere il fondo del cassetto dei calzini puliti, è ora di programmare una lavatrice. Stanco di tutto ciò, ho acquistato dei calzini nuovi per allungare il lead time di cinque giorni. Fino a quando -stasera- non si ripresenta comunque il problema, giusto un po' più in ritardo del solito.
Ho caricato la lavatrice, aspettato che la storia seguisse il suo corso e iniziato a stendere. Ho usato esattamente TUTTE le mollette che avevo, né una in meno, né una in più (usarne una in più è chiaramente impossibile, è per dire che si sono rivelate sufficienti all'unità esatta).
E qualcuno si ostina a dire che il destino non sta scritto nella perfezione dei numeri.
domenica 9 dicembre 2012
Piano di Rinascita Democratica
Mi sono levato di dosso una grandissima rottura di palle che mi ha succhiato energie negli ultimi mesi. Al grido di "comunque vada, domani è finita", è appunto finita che giovedì mi sono pure levato qualche soddisfazione. Comunque vada, ho imparato a fare le presentazioni in Powerpoint, con un sacco di animazioni ma senza scadere nel pacchiano, ho una giacca invernale nuova e so di essere in grado di parlare in "pubblico".
Da dove ripartiamo? Ripartiamo dalla cucina. Ho acquistato, e finalmente montato, questo.
Trattasi di Stenstorp, carrello/mobiletto/piano di lavoro che mi permetterà di muovermi in cucina con più agio, di tenere una macchina per il caffè espresso (dio quanto mi manca) e appoggiare su uno dei ripiani sottostanti il forno che mi comprerò a breve, e che a sua volta mi permetterà di smaltire l'ormai mitica pizza surgelata che giace nel mio congelatore da tempo immemore.
E niente, aggiungiamoci l'illuminazione che uno dei tre tabaccai del circondario, in quanto anche edicola, è aperto la domenica mattina in caso di emergenza (e finire le sigarette di sabato sera è un classico). Bilancio tutto sommato positivo, per essere domenica.
Da dove ripartiamo? Ripartiamo dalla cucina. Ho acquistato, e finalmente montato, questo.
Trattasi di Stenstorp, carrello/mobiletto/piano di lavoro che mi permetterà di muovermi in cucina con più agio, di tenere una macchina per il caffè espresso (dio quanto mi manca) e appoggiare su uno dei ripiani sottostanti il forno che mi comprerò a breve, e che a sua volta mi permetterà di smaltire l'ormai mitica pizza surgelata che giace nel mio congelatore da tempo immemore.
E niente, aggiungiamoci l'illuminazione che uno dei tre tabaccai del circondario, in quanto anche edicola, è aperto la domenica mattina in caso di emergenza (e finire le sigarette di sabato sera è un classico). Bilancio tutto sommato positivo, per essere domenica.
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