E il titolo viene da qui.
Ho l'agendina piena zeppa di impegni legati alla mia autovettura. Del tipo, non mi serve proprio una ragazza, ho già abbastanza da fare con la macchina.
Devo chiamare la concessionaria e fissare il tagliando, dato che ieri ho passato i 15000 km. Devo trovare la forza di alzarmi un sabato mattina alle otto e portarla a lavare. Sabato scorso ho cambiato gli pneumatici, ho tolto quelli invernali e rimontato quelli standard, e ho ancora una vescica scoppiata sul palmo destro, una piaga da cric, per non parlare del mal di gambe patito per due giorni a seguire.
Ho fatto settantasei euro di pieno oggi, e devo ribaltare le mie cartacce alla ricerca della password della mia carta TotalErgPiù, magari riesco a prendere il borsone sport della Spalding o la macchina per il caffè di discutibile qualità. Questo stress da automobilista si rivolta comunque contro la mia bronzea utilitaria, le sigarette quotidiane medie (al netto della nightlife) sono diventate tre, rigorosamente accese al volante, la cenere inizia a farsi visibile negli angoli, e i pacchetti nel cruscotto non fanno capolino semplicemente perché non ci stanno in quell'anfratto. Potrei definirmi sulla via dell'auto-lesionismo.
venerdì 30 marzo 2012
giovedì 29 marzo 2012
Word reference
Passino le coniugazioni dei verbi un po' meno usuali. E anche l'uso delle particelle pronominali che non sempre viene capito alla perfezione dallo strumento.
Ma quando la scrittura facilitata (o banalizzata?) dell'Androide non becca nemmeno un sostantivo su tre, o stai iniziando a parlare troppo difficile, o il livello medio del lessico sta cadendo a picco.
Ma quando la scrittura facilitata (o banalizzata?) dell'Androide non becca nemmeno un sostantivo su tre, o stai iniziando a parlare troppo difficile, o il livello medio del lessico sta cadendo a picco.
mercoledì 28 marzo 2012
Fisso/Disco
Mai pensare di essercene definitivamente fuori.
Basta la notizia di un folle che pubblica un disco a tre giri (3 RPM, non è uno scherzo) e si finisce sul sito della Third Man Records. Dove fanno bella mostra di sé una serie di LP da guardare, prima ancora che da sentire (non sono un collezionista, io la puntina sui vinili la faccio correre), ché viene voglia di prenotare un aereo e andare al Record Store Day, e tornare con la valigia piena. Non ce ne si esce, mai.
Basta la notizia di un folle che pubblica un disco a tre giri (3 RPM, non è uno scherzo) e si finisce sul sito della Third Man Records. Dove fanno bella mostra di sé una serie di LP da guardare, prima ancora che da sentire (non sono un collezionista, io la puntina sui vinili la faccio correre), ché viene voglia di prenotare un aereo e andare al Record Store Day, e tornare con la valigia piena. Non ce ne si esce, mai.
martedì 27 marzo 2012
Strangers in the night
Sono giorni in cui essere membro di un gruppo dall'evocativo nome "A Place to Bury Strangers" mi renderebbe assolutamente giustizia.
By the way, è fuori da un po' il loro nuovo EP, e fa parecchio casino. Tra un po' sono nuovamente in giro nel Piano Padano, roba da perderci le orecchie.
By the way, è fuori da un po' il loro nuovo EP, e fa parecchio casino. Tra un po' sono nuovamente in giro nel Piano Padano, roba da perderci le orecchie.
lunedì 26 marzo 2012
To wish impossible things
Appurato da settimane ormai che il 2012 è l'anno del dinosauro, e il concerto degli Stone Roses a Milano lo testimonia (a proposito, ci sto pensando, convincetemi), pensavo a quali gruppi mi piacerebbe vedere dal vivo, sebbene le speranze siano ridotte al lumicino causa scioglimento o hiatus indefinito oppure minacce del tipo "ancora tre concerti e poi ci sciogliamo".
Blur
Graham Coxon è tornato all'ovile, hanno scritto qualche nuovo pezzo, si sono esibiti live un estate o pocoppiù, ora centellinano le presenze e hanno già annunciato che a breve torneranno a farsi i cazzi propri. Sarebbe carino pensassero anche a me, prima di compiere il gesto estremo.
The Libertines
Barât e Doherty hanno litigato, si sono sputtanati, odiati, riavvicinati, ricomposti. Sono saliti nuovamente su un palco assieme, hanno spiegato di avere in cantiere un album nuovo, ma non a breve poiché la precedenza va ai loro progetti paralleli/personali (nessuno gliel'ha spiegato che messi di fianco ai lavori dei Libs sono robaccia?). Ci si può ancora credere, sempre che Pete non tiri prima le cuoia.
Sonic Youth
Suonano assieme da più di vent'anni, hanno tutti quanti dei progetti solisti ma nonostante ciò il sodalizio prosegue con successo. Ci si deve proprio mettere di mezzo l'amore? Kim Gordon e Thurston Moore magari non si sono scagliati i piatti, ma hanno separato le loro vite. Come la mettiamo col gruppo? Bella domanda, anche qui potrebbero prima farsi vedere da queste parti e poi trovare una risposta.
(anche se qualcuno obietterà che al concerto dei Sonic Youth ha provato una noia mortale, già lo so)
The White Stripes
Non tornano più. L'ha detto Jack White l'altro giorno, si potrebbero rimettere insieme solo se finissero in bancarotta, e siccome non stiamo parlando di Pupo o di Nicholas Cage l'eventualità è alquanto improbabile. E io ci sto male.
The Smiths
A mesi alterni Marr e Morrissey spiegano che sono stati messi sul piatto un pacco di soldi per farli suonare assieme, ma si odiano troppo per poter calcare lo stesso palcoscenico. Ma noi mica ci aspettiamo che limonino, vogliamo solo che suonino un paio di ore. E ci facciano limonare duro, a noi.
Blur
Graham Coxon è tornato all'ovile, hanno scritto qualche nuovo pezzo, si sono esibiti live un estate o pocoppiù, ora centellinano le presenze e hanno già annunciato che a breve torneranno a farsi i cazzi propri. Sarebbe carino pensassero anche a me, prima di compiere il gesto estremo.
The Libertines
Barât e Doherty hanno litigato, si sono sputtanati, odiati, riavvicinati, ricomposti. Sono saliti nuovamente su un palco assieme, hanno spiegato di avere in cantiere un album nuovo, ma non a breve poiché la precedenza va ai loro progetti paralleli/personali (nessuno gliel'ha spiegato che messi di fianco ai lavori dei Libs sono robaccia?). Ci si può ancora credere, sempre che Pete non tiri prima le cuoia.
Sonic Youth
Suonano assieme da più di vent'anni, hanno tutti quanti dei progetti solisti ma nonostante ciò il sodalizio prosegue con successo. Ci si deve proprio mettere di mezzo l'amore? Kim Gordon e Thurston Moore magari non si sono scagliati i piatti, ma hanno separato le loro vite. Come la mettiamo col gruppo? Bella domanda, anche qui potrebbero prima farsi vedere da queste parti e poi trovare una risposta.
(anche se qualcuno obietterà che al concerto dei Sonic Youth ha provato una noia mortale, già lo so)
The White Stripes
Non tornano più. L'ha detto Jack White l'altro giorno, si potrebbero rimettere insieme solo se finissero in bancarotta, e siccome non stiamo parlando di Pupo o di Nicholas Cage l'eventualità è alquanto improbabile. E io ci sto male.
The Smiths
A mesi alterni Marr e Morrissey spiegano che sono stati messi sul piatto un pacco di soldi per farli suonare assieme, ma si odiano troppo per poter calcare lo stesso palcoscenico. Ma noi mica ci aspettiamo che limonino, vogliamo solo che suonino un paio di ore. E ci facciano limonare duro, a noi.
Lone Star
Il senso di collettività è forse quel che più invidio al popolo americano. L'appartenenza alla propria nazione, come pure alla propria azienda, li rende coesi e molto meno vulnerabili, a differenza di chi non sa guardare al di fuori del proprio orticello.
Tutto questo spirito viene prontamente a mancare quando si tratta di prendere in giro il Texas e i texani. La scorsa settimana ne ho sentite un paio carine, da parte di quei liberal snob* del New England (ci tengo a precisare che il New England è il posto migliore dove un europeo potrebbe sperare di capitare negli USA).
"In Texas people have the same middle name. Years ago I went to a company in Texas, and I met three guys: Billy Bob, Jimmy Bob and Michael Bob."
"They often get married between cousins, in Texas. And if they divorce, they ask each other -Are we still cousins now?-"
*A titolo esemplificativo, e anche un po' per nozionismo gratuito, ricordo che l'acerrimo nemico di Aaron Eckart con la sua campagnia antifumo in "Thank you for smoking" era il celeberrimo senatore del Vermont
Tutto questo spirito viene prontamente a mancare quando si tratta di prendere in giro il Texas e i texani. La scorsa settimana ne ho sentite un paio carine, da parte di quei liberal snob* del New England (ci tengo a precisare che il New England è il posto migliore dove un europeo potrebbe sperare di capitare negli USA).
"In Texas people have the same middle name. Years ago I went to a company in Texas, and I met three guys: Billy Bob, Jimmy Bob and Michael Bob."
"They often get married between cousins, in Texas. And if they divorce, they ask each other -Are we still cousins now?-"
*A titolo esemplificativo, e anche un po' per nozionismo gratuito, ricordo che l'acerrimo nemico di Aaron Eckart con la sua campagnia antifumo in "Thank you for smoking" era il celeberrimo senatore del Vermont
domenica 25 marzo 2012
Soundglasses
Ci stavano ronzando intorno da un po'. Finalmente, con dieci giorni di anticipo sull'uscita del disco, è disponibile sul sito del Guardian l'anteprima del nuovo album di Graham Coxon, A+E. Dopo un paio di ascolti, mi sembra godibile, un passo in avanti rispetto a "The spinning top".
sabato 24 marzo 2012
Toponoma-stica'
Oggi in auto ho optato per un giro-sigaretta più lungo del solito.
Sono passato da qui.
Qualcuno mi spieghi come cazzo si può chiamare questa strada "via Diritta".
Sono passato da qui.
Qualcuno mi spieghi come cazzo si può chiamare questa strada "via Diritta".
venerdì 23 marzo 2012
Pan Am smile
Perché ho visto il primo episodio di Pan Am e mi sono precipitato a scaricare l'intera serie?
Perché è una combinazione dei seguenti tratti caratteristici:
- l'atmosfera anni '60 di Mad Men
- le situazioni spionaggistiche di Rubicon
- le fighe di Californication
NB: qui la spiegazione del titolo del post
Perché è una combinazione dei seguenti tratti caratteristici:
- l'atmosfera anni '60 di Mad Men
- le situazioni spionaggistiche di Rubicon
- le fighe di Californication
NB: qui la spiegazione del titolo del post
mercoledì 21 marzo 2012
Toasted
Dopo un anno e mezzo abbondante, mi sono evoluto sotto uno dei miei migliori profili, quello del tabagista.
Una rivoluzione morbida e indolore, senza che ci fosse lo zampino dei colori del distributore automatico, dai quali sono sempre molto attratto, né un'improvvisa illuminazione di quelle che ogni tanto mi colgono, e nemmeno quelle ragazze truffaldine ma di bella presenza che ti convincono a scambiare il pacchetto iniziato delle tue sigarette abituali con uno nuovo di marca discutibile, scambio che solitamente accetto non per la bella presenza, non per il gusto di provare qualcosa di diversamente schifoso, ma per avere un numero superiore di sigarette e potermi così crogiolare più a lungo nella pigrizia prima di essere costretto alla visita dal tabaccaio.
Succede che vado dal tabaccaio feriale, quello che incrocio uscendo dall'ufficio, e mi avvisa che, stesso prezzo stesso contenuto di veleno, sono arrivate le Lucky Strike gusto autentico, contenenti tabacco non trattato e con un simpatico pacchetto color avana riciclo. Le ho provate, mi hanno convinto, mi sono convertito. Unica pecca, essendo l'unico fumatore di queste sigarette nel raggio di duecento km, col cazzo che si trovano al self service.
Il fogliettino promozionale presente nel pacchetto mostra anche l'immagine delle buste di trinciato, ciò asseconderebbe il mio desiderio latente di darmi alle sigarette fai-da-te. Prima di compiere il grande passo, dovrei risolvere due forti criticità: la sigaretta alla guida (poco meno del 50% del totale) e l'essere totalmente incapace di farle. Qualcuno dovrebbe insegnarmi, e/o farmi sempre da passeggero in auto.
Una rivoluzione morbida e indolore, senza che ci fosse lo zampino dei colori del distributore automatico, dai quali sono sempre molto attratto, né un'improvvisa illuminazione di quelle che ogni tanto mi colgono, e nemmeno quelle ragazze truffaldine ma di bella presenza che ti convincono a scambiare il pacchetto iniziato delle tue sigarette abituali con uno nuovo di marca discutibile, scambio che solitamente accetto non per la bella presenza, non per il gusto di provare qualcosa di diversamente schifoso, ma per avere un numero superiore di sigarette e potermi così crogiolare più a lungo nella pigrizia prima di essere costretto alla visita dal tabaccaio.
Succede che vado dal tabaccaio feriale, quello che incrocio uscendo dall'ufficio, e mi avvisa che, stesso prezzo stesso contenuto di veleno, sono arrivate le Lucky Strike gusto autentico, contenenti tabacco non trattato e con un simpatico pacchetto color avana riciclo. Le ho provate, mi hanno convinto, mi sono convertito. Unica pecca, essendo l'unico fumatore di queste sigarette nel raggio di duecento km, col cazzo che si trovano al self service.
Il fogliettino promozionale presente nel pacchetto mostra anche l'immagine delle buste di trinciato, ciò asseconderebbe il mio desiderio latente di darmi alle sigarette fai-da-te. Prima di compiere il grande passo, dovrei risolvere due forti criticità: la sigaretta alla guida (poco meno del 50% del totale) e l'essere totalmente incapace di farle. Qualcuno dovrebbe insegnarmi, e/o farmi sempre da passeggero in auto.
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